14 Maggio 2018

14 maggio tra passato, presente e futuro
di Stefano Greco

Dalle 18.04 del 2000, per noi laziali il 14 maggio non è più un giorno qualsiasi, ma una data speciale che rievoca dolci ricordi e provoca brividi solo al pensiero delle emozioni provate in quel giorno. Perché anche se sono passati 18 anni da quella domenica, dall’incredibile epilogo di quel campionato entrato nella storia, se chiudi gli occhi e lasci la mente libera di volare e di aprire il forziere del cuore le sensazioni e le emozioni sono così vive che sembra passato un attimo, pochi giorni, al massimo mesi. Invece sono passati 18 anni, ed è cambiato tutto. Non solo il mondo Lazio, ma tutto quello che ci circonda è completamente diverso rispetto a 18 anni fa. Basta guardare come è ridotta Roma, basta parlare con la gente che fatica a tirare avanti e ad arrivare alla fine del mese, basta vedere il nervosismo che c’è in giro e che ha spazzato via la goliardia e quell’allegria che ha reso Roma e i romani famosi in tutto il mondo. In questa città non si sorride più e già questo è un segna, tangibile, del cambiamento. Per quel che riguarda il mondo Lazio, poi, il discorso è più lungo e articolato, ma secondo me non vale più neanche la pena affrontarlo, perché tanto le posizioni sono così radicate che non si arriverebbe da nessuna parte.

In cuor mio, anche se in molti la pensano diversamente e anche se parlare dello scudetto del 2000 vieni immediatamente catalogato tra quelli nostalgici e ancorati al passato, io il 14 maggio (come il 12 maggio…) lo festeggerò per sempre: non per nostalgia del passato, ma perché senza quel patrimonio di emozioni, di gioie e di dolori che ci ha regalato nell’arco di una vita la passione per il calcio e per questa squadra, la parola Lazio perderebbe di significato. O comunque, non avrebbe lo stesso significato che ha per me e per tutta la gente legata in modo viscerale a questa società e a questi colori.

Per questo, ogni laziale che si considera veramente tale, in questa giornata speciale dovrebbe prendere carta e penna e scrivere a Claudio Lotito, chiedendogli ufficialmente che cosa vuole fare con questa Lazio: che programmi ha oggi per il futuro, a partire dal se o quando pensa di trasformare le parole in fatti presentando un vero progetto per costruire lo stadio e un luogo (possibilmente senza vincoli…) dove costruire la nuova casa biancoceleste. Ma per restare al presente o al futuro prossimo, quanto pensa di investire e come per non rischiare di fallire l’ennesima occasione che ci sta offrendo su un vassoio d’argento il destino per fare quel tanto sospirato ed agognato salto di qualità. Perché i soldi già ci sono e altri, speriamo, potrebbero arrivare domenica sera se quella di oggi fosse la classifica definitiva di questo campionato, con l’ingresso in Champions League direttamente dalla porta principale dopo 17 anni d’attesa. Perché in Champions ci siamo andati anche nel 2003 e nel 2007, ma dopo essere passati per le forche caudine del preliminare.

 In questa settimana è giusto sospendere qualsiasi discorso e pensare solo a domenica e alla sfida con l’Inter all’Olimpico, perché è troppo importante mettere le mani su questo quarto posto. E tutti dovrebbero spingere in questo senso, anche quelli che si sono allontanati dal mondo Lazio, anche quelli che non vanno più allo stadio o che hanno staccato la spina al punto da non guardare più neanche le partite. Perché questo è il momento della verità. Perché mai come questa volta non ci possono essere scuse da mettere sul tavolo per non fare o per ripetere gli errori commessi in passato. E solo con i soldi della Champions League in cassa, da aggiungere a quelli entrati in cassa l’estate scorsa e che non sono stati spesi e investiti nel progetto tecnico, cadrà qualsiasi alibi. E finalmente vedremo il vero volto di chi guida questa società e toccheremo con mano la consistenza dei tanti proclami fatti in questi anni sul “progetto di crescita della Lazio”.

Ma, come detto prima, di tutto questo si dovrà iniziare a parlare (speriamo) da lunedì 21 maggio. Oggi è un giorno di festa, ma anche di attesa e di rimpianto, perché ieri la Lazio ha avuto la possibilità di chiudere ogni discorso con un turno d’anticipo. Ma non sarebbe stato da Lazio, perché nella nostra storia di facile, banale e scontato non c’è nulla e ogni gioia arriva dopo aver percorso fino in fondo il viale della sofferenza. È sempre stato così, anche negli anni d’oro, perché probabilmente fa parte del nostro DNA. E non si capisce perché non dovrebbe essere così anche ora…




Accadde oggi 18.08

1968 Grosseto, Stadio comunale - Grosseto-Lazio 0-8
1982 Coppa Italia I turno, girone 3, gara 1 - Roma, stadio Flaminio - Lazio- Perugia 3-2
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cagliari 0-0 (5-4 d.c.r.)
2000 Goteborg, - Gaiss-Lazio 0-4
2002 Udine, stadio Friuli - Triangolare del Friuli
2003 Rieti - Torneo dei Tre Continenti

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Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 13/07/2018
 

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