11 Maggio 2018

De Vrij e quel "vizietto" dell'Inter...
di Stefano Greco

“La classe non è acqua” è una frase che sentiamo dire da sempre, usata e quasi abusata in tutti i campi della nostra vita quotidiana.  In campo calcistico, soprattutto per quel che riguarda il mondo-Lazio di questi ultimi 20 anni, verrebbe da aggiunge che oltre a non essere acqua, la classe di sicuro non ha i colori nerazzurri. Quelli dell’Inter. Già, perché sono anni, decenni che (nonostante il gemellaggio tra le tifoserie che ha resistito al 5 maggio e a una finale di Coppa Uefa fratricida in quel di Parigi…) l’Inter società si comporta in modo scorretto con la Lazio. E quella di ieri, con il deposito in Lega del contratto di Stefan De Vrij è solo l’ultimo di una serie di sgarbi iniziata alla fine degli anni novanta.

Tutto nasce sull’asse Roma-Barcellona-Milano nell’estate del 1997. Sergio Cragnotti ha programmato lo sbarco in Borsa della Lazio, un’operazione da centinaia e centinaia di miliardi destinata a cambiare il volto della società e la storia della Lazio. Ha organizzato una campagna pubblicitaria senza precedenti, con i giocatori vestiti in stile inglese con tanto di ombrello e bombetta in testa (perché oltre che a Milano il titolo Lazio sta per sbarcare anche alla Borsa di Londra), ma ha bisogno di nomi e volti famosi per lanciare il prodotto-Lazio e per far fare alla squadra il definitivo salto di qualità. Ha ingaggiato Eriksson e convinto Roberto Mancini a chiudere la carriera nella Capitale, ma serve un uomo-immagine a livello planetario, ilvolto di un topplayer. Così, unendo alla sua mente geniale il suo amore per il Brasile, Sergio Cragnotti decide che l’uomo giusto per lanciare questo progetto è Ronaldo: il “fenomeno” brasiliano che veste la maglia del Barcellona. Cragnotti lavora sotto traccia e con uno dei suoi famosi blitz si accorda con il Barcellona e con gli agenti del calciatore mettendo sul piatto una cifra mai vista all’epoca: 53 miliardi di lire, la cifra della clausola rescissoria inserita nel contratto tra il fuoriclasse brasiliano e il club catalano. Cragnotti ha saputo che tra Ronaldo e il Barcellona è calato il gelo a causa di un voltafaccia da parte dell’allora presidente del Barca Nunez (e del suo braccio destro, l’avvocato Gaspart) sulle cifre già fissate per il rinnovo del contratto di Ronaldo, quindi si inserisce e nel giro di 24 apre e chiude la trattativa con una stretta di mano che, all’epoca, tra gentiluomini ancora valeva come la firma su un contratto. Ma manca quell’autografo sul pezzo di carta da depositare per rendere tutto ufficiale. Una formalità per Cragnotti (uno che in poche ore aveva acquistato Boksic e che in seguito con un viaggio all’alba a Belgrado avrebbe strappato Stankovic alla Roma e con una trattativa di 3 ore in barca all’Argentario avrebbe preso Bobo Vieri), che pur essendo un grande manager è un signore, ma non per qualche agente che fiuta l’affare e convince sia il Barcellona che il giocatore che si può realizzare di più. Così, mentre Cragnotti aspetta la firma, Giovanni Branchini (che assisteva Ronaldo fin dai tempi in cui giocava al PSV Eindhoven e aveva a portare già allora il brasiliano a Milano) si mette d’accordo con Moratti e grazie ad un colpo di mano notturno dagli uffici della Saras parte un bonifico indirizzato al Barcellona a copertura dell’intera clausola rescissoria e Ronaldo da biancoceleste nel giro di poche ore diventa nerazzurro. E, beffa delle beffe, sarà lui a decidere pochi mesi dopo la finale di Coppa Uefa in quel di Parigi.

Cragnotti, da signore, incassa il colpo e non fa una piega. Dirotta quei soldi sull’acquisto di Marcelo Salas e nell’estate del 1998, con il titolo Lazio appena quotato in Borsa, porta alla Lazio anche Bobo Vieri. Ma nell’estate del 1999, rimasta per l’ennesima volta fuori dalla corsa per lo scudetto, l’Inter di Moratti (che ha appena esonerato Simoni per affidarsi a Marcello Lippi) entra nuovamente a gamba tesa sulla Lazio, presentando all’agente di Bobo Vieri una proposta di contratto mai vista: un quinquennale da 9 miliardi netti all’anno, in totale 90 miliardi lordi più i premi. Quell’offerta, incrina il rapporto tra Vieri e la Lazio che si vede quasi costretta a dover cedere il suo bomber all’Inter. Cragnotti, però, spara altissimo e chiede a Moratti 90 miliardi per il cartellino di Bobo Vieri. E pur di vincere lo scudetto, Moratti accetta. Vieri va all’Inter per formare con Ronaldo una coppia-gol (con l’aggiunta di Zamorano) mai vista al mondo, ma lo scudetto lo vince la Lazio. Proprio grazie ai soldi di Moratti che Cragnotti investe per acquistare Diego Pablo Simeone, Juan Sebastiàn Veròn e Simone Inzaghi. L’Inter, invece, arriva a stento in Champions League solo dopo aver battuto il Parma nello spareggio giocato a Verona.

Il 5 maggio del 2002, arriva anche la vendetta sportiva, con la vittoria del 5 maggio all’Olimpico all’ultima di campionato che di fatto scuce dalle maglie dell’Inter quello scudetto sognato per anni da Moratti. E pochi mesi dopo, in quell’infuocata estate del 2002, sfruttando le difficoltà economiche della Lazio l’Inter acquista a prezzo di saldo anche Hernan Crespo, chiamato a sostituire Ronaldo destinato a tornare in Spagna, ma per indossare la maglia del Real Madrid. Finita? Magari. Già, perché nell’estate del 2003 arriva lo sgarbo peggiore. Moratti prova in tutti i modi a strappare alla Lazio Roberto Mancini, allenatore rivelazione della stagione, ma non ci riesce. La Lazio, per non affondare, deve cedere qualche pezzo da 90 e Luca Baraldi si accorda con la Juventus per la cessione immediata di Dejan Stankovic (che non vuole rinnovare il contratto in scadenza a giugno 2004), destinato a passare in bianconero l’estate successiva: un affare da 30 milioni di euro, soldi che Baraldi ha già idealmente investito per comprare Alberto Gilardino e Marco Di Vaio. Tutto fatto, ma lavorando su Vinicio Fioranelli l’Inter convince Stankovic a rifiutare quel trasferimento per andare a scadenza di contratto, in modo da passare a costo zero in nerazzurro nell’estate del 2004. La Lazio, quindi, perde un capitale importantissimo e a gennaio, in piena lotta con l’Inter per la conquista di un posto in Champions League, per non perdere tutto si trova costretta ad accettare 5 milioni di euro più la metà del cartellino di un giocatore della Primavera (Pandev, che è in comproprietà con l’Udinese) per il trasferimento immediato di Stankovic a Milano. In Champions League ci va chiaramente l’Inter (la Lazio arriva quinta…), l’estate successiva Mancini sbarca a Milano e sfruttando i problemi economici della Lazio il buon Moratti si porta a Milano a costo zero anche Sinisa Mihajlovic e Beppe Favalli.

E non è finita, perché nell’inverno del 2009 arriva lo sgarbo maggiore. Moratti si inserisce nella trattativa di rinnovo di contratto tra la Lazio e Goran Pandev, sfruttando anche l’assurda rigidità di Lotito. Il gioco a tre, porta Pandev a gennaio all’Inter a costo zero (pochi mesi prima, la Lazio stava per cederlo a 18 milioni di euro allo Zenith di San Pietroburgo), alla fine di una battaglia in tribunale che si è chiusa il 23 dicembre del 2009 nelle aule di un tribunale con la rescissione del contratto tra la Lazio e Pandev per “mobbing”. Un danno economico enorme con l’aggiunta della beffa di dover pagare anche 160.000 euro di danni morali al giocatore più le spese processuali.

La Lazio, diventa per l’Inter la fonte a cui attingere sempre in caso di difficoltà. Succede con Hernanes il 31 gennaio del 2014 nell’ultimo giorno di mercato, poi nell’estate del 2016 con il trasferimento in nerazzurro di Candreva. A conti fatti, tutti affari per la Lazio, perché con quei giocatori l’Inter non ha vinto nulla mentre la Lazio con i soldi di quelle cessioni ha comprato giocatori importanti. Tra cui proprio De Vrij, pagato appena 6,5 milioni di euro e che dopo questa stagione poteva essere ceduto tranquillamente almeno a 25/30 milioni di euro inserendo una clausola rescissoria nel rinnovo di contratto. Invece, lavorando sulla società che gestisce De Vrij, l’Inter si è presa l’olandese a parametro zero e ieri, a 10 giorni dallo scontro diretto all’Olimpico che deciderà chi tra Lazio e Inter conquisterà l’ultimo posto a disposizione per la prossima Champions League, la società nerazzurra ha pensato bene, con grande eleganza, di depositare il contratto che legherà De Vrij all’Inter per le prossime 4 stagioni.

È proprio vero che la classe non è acqua. E, di sicuro, non ha neanche i colori nerazzurri…




Accadde oggi 23.05

1915 Roma - Lazio-Lucca non disputata
1948 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Bologna 2-1
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 2-2
1971 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 1-1
1988 Nasce a Roma Lorenzo De Silvestri, difensore
1993 Trieste, stadio Nereo Rocco - Brescia-Lazio 2-0 - gara disputata sul campo neutro di Trieste

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 18/05/2018
 

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