26 Aprile 2018

Cari "indignati a comando, dove siete?
di Stefano Greco

Premessa fondamentale per evitare qualsiasi equivoco. Non sto qui a giudicare le modalità di quello che è avvenuto martedì ad Anfield, non sto qui a stabilire se sia stato rispettato o no il “codice Ultras” in quello scontro dietro la Kop e non sto neanche qui a chiedere pene esemplari per gli arrestati: perché non sono uno stinco di santo o una mammoletta e sono stato Ultras da ragazzo, quindi tutti questi discorsi sono esclusi da questo articolo che è rivolto, solo ed esclusivamente, alla mia categoria. Quella dei giornalisti, dei comunicatori (romani e non) e, soprattutto degli "indignati a comando" (soprattutto a telecomando…), quelli che scrivono twitter o editoriali di fuoco in certi casi mentre in altri brillano per la loro assenza. A seconda dei colori della squadra coinvolta nella notizia di cronaca. Fatta questa dovuta premessa, entro nel merito della questione.

Ho aspettato un giorno e mezzo prima di intervenire in questa vicenda che mi vede solo spettatore. Ho aspettato di vedere la reazione dei miei colleghi ad una notizia di cronaca che ha fatto il giro del mondo in un amen e che ha dato una dura mazzata all’immagine non solo della Roma, ma dell’intero calcio italiano. Ieri, in tutti i TG nazionali, la notizia del tifoso del Liverpool in coma dopo gli incidenti di martedì (con tanto di filmati dell’aggressione) è stata relegata in fondo al Telegiornale, poco prima della pagina sportiva collegata al fatto. Nulla o quasi nei titoli di testa, nessun editoriale da parte di qualche direttore, nessun comunicato da parte del Coni o del Ministro dello Sport Lotti (tra l’altro presente in tribuna ad Anfield Road), nessuna presa di posizione da parte del Commissario Straordinario della Federcalcio, Fabbricini. Nulla di nulla. Eppure c’è un uomo di 53 anni in coma, la notizia di questo fatto di cronaca e dell’arresto di una decina di tifosi romanisti (due dei quali con l’accusa di tentato omicidio) è sulle prime pagine di tutti i giornali inglesi.

Normale che sia così, dice qualcuno. Il problema è che a dirlo sono gli stessi che hanno fatto fuoco e fiamme per una decina di adesivi con l’immagine di Anna Frank con la maglia della Roma attaccati alle vetrate dell’Olimpico identici a quelli che girano da anni (anche in versione Anna Frank con la maglia della Lazio) in città o alle scritte che campeggiano sui muri di Roma in cui Anna Frank una volta è laziale e una è romanista, a seconda della mano dello scrivente. I direttori dei TG e dei vari notiziari, sono gli stessi che hanno aperto i TG con le immagini di 4 manichini appesi ad un ponte vista Collosseo dopo un derby e che dopo aver preso una cantonata pazzesca (all’inizio hanno pensato a minacce dei tifosi della Roma ai giocatori colpevoli di aver perso il derby…) hanno cambiato rotta con nonchalance puntando dritti sui tifosi della Lazio, fino a chiedere l’apertura di un’inchiesta della magistratura. Inchiesta, per la cronaca, aperta e chiusa in un amen, perché il fatto non sussisteva proprio, perché la “cantonata” l’aveva presa chi faceva comunicazione prendendo fischi per fiaschi.

Ora, mi chiedo io, che fine hanno fatto tutti questi “idignati a comando” (o a telecomando…) che ieri hanno brillato per la loro assenza? Forse erano troppo presi dalla gita fuori porta per andare a mangiare fave e pecorino con gli amici o per andare (da bravi piacioni) a spalmarsi su un lettino a Fregene per catturare il primo sole o per andare a giocare a beach volley con gli amici sulla spiaggia? No, perché non ne ho visto uno indignarsi per i fatti di Anfield. Non ho visto nessun censore puntare il dito per il fatto che un padre di famiglia di 53 anni (non un hooligans…) sta in coma in un letto di un ospedale di Liverpool.

Quindi, dovrei pensare che per tutti i bravi direttori, gli ex conduttori della “Domenica Sportiva” e tutti quelli che fanno giornalismo nascondendo abilmente la sciarpetta della Roma quando vanno in diretta, qualche adesivo o due manichini fanno più notizia di un uomo che lotta tra la vita e la morte? Non faccio nomi, perché tanto i nomi li sappiamo bene tutti, ma vi chiedo: dove state? Come giustificate la vostra assenza e il vostro silenzio? Ma, soprattutto, dove sta quella deontologia professionale tanto sbandierata quando nascondendovi dietro il diritto di cronaca e di informare avete scatenato quella tempesta mediatica contro la Lazio e i suoi tifosi sul “nulla” o quasi? Forse perché il tifoso in coma non è ebreo e quindi non c’è da dare la guazza alla comunità ebraica? No, perché erano ebrei anche i tifosi del Tottenham che furono pestati a sangue qualche anno fa in un altro agguato in un pub di Roma, con un blitz che voi accollaste immediatamente ai tifosi della Lazio (visto che era la vigilia di Lazio-Tottenham, lo avete dato per scontato…), salvo poi scoprire che i tifosi della Lazio non c’entravano nulla con quell’aggressione.

O non sarà perché c’è di mezzo la Roma che, non per colpa della società (che si è fatta subito sentire con un comunicato di scuse e in cui ha preso le distanze…), ora rischia sanzioni pesantissime da parte dell’Uefa e, quindi, è meglio gettare acqua sul fuoco (come ha fatto il neo presidente della Lega di Serie A parlando di episodio da dimenticare al più presto...) invece di attizzare un vero e proprio incendio mediatico come avete fatto con la storia dei manichini e ancora più con quella degli adesivi, quando avete fatto talmente tanto casino da tirare in ballo addirittura il presidente della Repubblica e il Papa, con puntate speciali di “Porta a porta” dedicate alla non notizia?

Ora, qui nessuno si augura il pugno di ferro dell’Uefa e nessuno invoca sanzioni esemplari, perché certe infamità (almeno io) le lascio ad altri, a quelli che fino a poche settimane fa hanno tifato per la Procura Federale della Federcalcio che chiedeva la chiusura dello Stadio Olimpico al pubblico in occasione delle partite della Lazio per la questione degli adesivi. Qui c’è solo da capire che fine hanno fatto i vostri principi, il vostro difendere lo sport e il calcio dalle “frange violente” (come le chiamavate voi) che “dovevano essere allontanate dagli stadi e colpite con punizioni esemplari perché rovinavano l’immagine di Roma e del calcio italiano”.

Puff, come d’incanto siete spariti tutti. In un amen tutta l’indignazione, il falso perbenismo e la vostra sete di giustizia sono finiti in un cassetto, chiusi a doppia mandata. Eppure, la situazione è chiara, ci sono le immagini per giudicare (o da utilizzare per i servizi dei TG) e la polizia di Liverpool in poche ore ha arrestato una decina di persone, quindi non ci sono dubbi su chi sia stato e su cosa abbia fatto. Ma niente messaggi di fuoco su Twitter per raccogliere facili like o un po’ di visibilità, niente aperture di TG e niente speciali. Nulla di nulla, perché di mezzo non ci sono né la Lazio né i suoi tifosi, ma quelli dell’altra sponda del Tevere, quelli da tutelare sempre e comunque. È questa la vostra deontologia professionale, è questo il vostro senso di giustizia e il vostro spirito civico. Si accende e si spegne con un semplice click, a seconda di chi è coinvolto.

Non avevamo bisogno di questa vicenda per scoprirlo, perché lo sappiamo da anni chi siete e come agite. Noi vi abbiamo sgamati da tempo, anche quando per giustificare il vostro accanimento e il vostro indice puntato vi nascondevate dietro al diritto di cronaca. Ma ora, è chiaro a tutti. E vale per tutti, da chi fa comunicazione a chi occupa posizioni di prestigio nelle stanze della politica vera o di quella sportiva. Il vostro silenzio è talmente assordante da aver svegliato anche quelli che per anni hanno dormito o vi hanno dato un minimo di credibilità quando vi indignavate e puntavate l’indice. Sempre e solo contro una parte. Perché andare contro l’altra, anche quando i fatti sono chiari, è scomodo. E non vi conviene…




Accadde oggi 15.09

1929 Roma, Stadio Rondinella - Lazio-Pistoiese 4-0?
1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Budapest III Ker 4-0
1946 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Salernitana 3-0
1957 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 4-3
1963 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-1
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 1-1
1985 Bologna, stadio Renato Dall’Ara – Bologna-Lazio 1-0
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 1-1
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Lokomotiv Plovdiv 2-0
2002 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Chievo 2-3
2007 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Empoli 0-0

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 9/8/2019
 

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