12 Aprile 2018

FORZA LAZIO CARICA!!!
di Stefano Greco

Ci sono notti speciali, giorni in cui le ore e i minuti che portano all’evento non passano mai, come se ci fosse qualcuno o qualcosa a frenare la lancetta dell’orologio. Ecco, questa è una di quelle giornate, questa è una di quelle notti che rendono speciali le sfide di coppa, queste manifestazioni spesso (e a torto) snobbate e considerate all’inizio quasi una zavorra ma che a partire dalla fase ad eliminazione diretta, da dentro o fuori in 180 minuti, diventano un evento in grado di regalarti quell’adrenalina che raramente ti regala il campionato, quella corsa a tappe lunga nove mesi.

In queste notte speciali, devi raschiare il fondo del barile per trovare le energie necessarie (fisiche, ma anche e soprattutto mentali) per andare,se serve, anche al di la dei tuoi limiti, come ha fatto ad esempio la Roma e come stava per fare ieri sera una Juventus arrivata ad un passo da un’impresa leggendaria. Ma proprio quello che è successo in Roma-Barcellona e in Real Madrid-Juventus, ci deve servire di lezione per capire che nulla è stato ancora fatto e che dopo quel fantastico 4-2 dell’andata non c’è niente di scontato. Perché nelle notti di coppa, può sempre succedere di tutto.

Non lo so con che modulo giocherà questa sera Inzaghi e neanche mi interessa. Queste cose le lascio agli scienziati del calcio e ai “capiscioni” dei moduli. Quello che sogno di vedere questa sera è un gruppo deciso ad entrare in campo con quella sana ignoranza che lo ha sempre contraddistinto nelle notti da dentro o fuori. La Lazio di Kiev, la Lazio che dopo il 2-2 realizzato da Minamino si è ribellata al destino e ha preso per il collo l’avversario, travolgendo il Salisburgo come un’onda che si abbatte su una spiaggia e che spazza via tutto in un amen, senza lasciare quasi traccia del suo passaggio. Serve cattiveria agonistica e sana ignoranza questa sera per uscire a braccia alzate dalla Red Bull Arena di Salisburgo, impianto bellissimo e moderno in cui il pubblico si fa sentire come in pochi altri stadi. Ma, come sempre e come avviene soprattutto in queste notti speciali, la Lazio questa sera non sarà sola. Come non lo è stata, ad esempio, nella gara d’andata, quando la spinta e la tromba della carica è arrivata proprio dall’ululato dei 40.000 e passa dell’Olimpico.

Come dicevo prima, questa sera nomi e moduli contano poco. Contano gli uomini e quello che hanno dentro. E questa squadra, comunque vada a finire questa stagione, sia in coppa che in campionato, ha dimostrato di essere formata da gente che ha cuore e grinta, da ragazzi disposti a gettare il cuore oltre l’ostacolo per la maglia, la gente e, soprattutto, per l’allenatore. Lo ha detto ieri Radu in conferenza stampa, in quel suo italiano ancora stentato nonostante le 11 stagioni di militanza e le 310 (con quella di questa sera) battaglie combattute con questa maglia addosso. Radu ieri ha parlato di Inzaghi, di una squadra disposta a seguire il suo comandante “fino alla morte”. Sembrano frasi estreme, fuori contesto visto che si parla di calcio e non di guerra, ma è realmente così. Quello che ha fatto Simone Inzaghi con questi gruppo, è un qualcosa destinato ad entrare nella storia della Lazio, un qualcosa da raccontare, comunque vada, alle generazioni future, come è successo in passato con le imprese di altri grandi allenatori che alla guida dei loro ragazzi hanno scritto pagine leggendarie. Non c’è bisogno né di pronunciare nomi né di fare accostamenti che qualcuno può considerare esagerati o addirittura blasfemi, ma questa squadra sta facendo qualcosa di eccezionale considerati i mezzi e le aspettative. La Supercoppa conquistata contro ogni pronostico, la vittoria in casa della Juventus (in rimonta) in quel luogo che sembrava quasi inviolabile e in cui ha vinto solo il Real Madrid. E si potrebbe andare avanti parlando della media-gol di Immobile, della crescita di Milinkovic, della trasformazione di Luis Alberto, del recupero di Felipe Anderson, della nuova giovinezza di quel Lucas Leiva scartato da Jurgen Klopp, oppure della gestione perfetta da parte di Inzaghi del caso-De Vrij. Si potrebbe parlare di questa macchina da gol che ha prodotto 108 reti dalla notte di Supercoppa d’Italia alla trasferta di Udine, delle 38 perle infilate da Immobile nel filo di una collana che ancora non è stata completata. Si potrebbe parlare di tutte le volte in cui questa squadra è stata data per spacciata, finita, morta, sottovalutando la capacità di questo gruppo di risorgere dalle proprie ceneri o di ribellarsi a quel destino disegnato da altri. L’avevano data per morta dopo la sconfitta nel derby, per spacciata dopo quella serie di torti o sviste arbitrali, oppure dopo la crisi di febbraio quando la squadra sembrava oramai svuotata di energie sia fisiche che mentali. Invece, questo gruppo è riuscito a stupirci sempre, a tirare fuori dal cilindro prestazioni come quella di Kiev o come quella di giovedì scorso con il Salisburgo che non possono lasciare indifferente né chi ama questi colori né chi ama il calcio in generale.

Per questo la Lazio è diventata la squadra di tanti, quella sottovalutata da tutti ma che impresa dopo impresa è riuscita a conquistare la gente e a meritare sul campo quel rispetto che in pochi le riconoscevano nella prima parte della stagione pensando che, prima o poi, sarebbe scoppiata, svanita come quelle bolle di sapone che ti affascinano ma che sono destinate ad avere vita breve. Invece, Inzaghi e i suoi ragazzi ad aprile sono ancora qui, pronti a giocarsi la qualificazione a quella semifinale di Europa League che la Lazio non centra dal 2003 e quella qualificazione diretta alla Champions League mai ottenuta sotto questa gestione. Ma non c’è nulla di fatto, nulla di scontato. L’impresa è lì, a portata di mano, ma può svanire tutto come una bolla sapone. Per questo servono altre magie, per questo serve quell’incoscienza e quella sana ignoranza che in sfide come quella di questa sera o come nel derby di domenica prossima può fare tutta la differenza del mondo. Per questo, serve che quel FORZA LAZIO CARICA non sia solo un coro da stadio, ma il grido di battaglia di questo gruppo: questa notte e in tutte le sfide di questo infuocato finale di stagione!




Accadde oggi 23.04

1933 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Juventus 1-0
1950 Bergamo, Stadio Comunale - Atalanta-Lazio 1-0
1972 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Livorno 3-1
1978 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Perugia 2-0
1995 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 0-2

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 10/04/2018
 

200.114 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,396
Variazione del +0,43%