11 Marzo 2018

Per fortuna che c'è Ciro...
di Stefano Greco

Al di la del VAR e del modo bizzarro in cui viene usato o ignorato, al di la di un pizzico di sfortuna che in certi momenti può fare tutta la differenza del mondo e al di la degli errori dei singoli in una difesa che ha perso certezze, una cosa si può dire dopo queste ultime partite: la benzina è finita e abbiamo pure le gomme un po' sgonfie.E non ci fosse Ciro immobile a spingere da dietro per far marciare questa macchina, sarebbe durissima guardare con un pizzico di ottimismo al futuro.

La Lazio brillante, veloce, allegra e spensierata ha lasciato il passo ad una squadra che va a strappi, capace di grandi accelerazioni, di lampi quasi accecanti ma anche di lunghi tratti di buio assoluto, perché in troppi hanno tirato la carretta senza poter mai o quasi poter tirare il fiato o recuperare come ha fatto, ad esempio, quel Dybala che dopo mesi passati ai margini sta diventando l’uomo in più della Juventus nel momento decisivo della stagione.

Non lo so come finirà questa stagione, perché nonostante le ultime botte e le frenate delle ultime settimane siamo ancora in ballo, aggrappati a quel quarto posto in classifica e alla speranza di poter ribaltare giovedì a Kiev quel risultato ingiusto di giovedì scorso che al momento ci condanna a lasciare anche l’Europa League dopo la Coppa Italia. Non lo so, perché non ho la palla di cristallo al contrario di quanti già cantano il “de profundis” di questa squadra, oppure di quelli che sul fronte opposto fanno finta che non ci sia nessun problema oppure che l’unico problema della Lazio attuale siano gli arbitri o l’uso (sciagurato e a volte incomprensibile) di quel mezzo diabolico chiamato VAR. Usato a sproposito o,nel caso di Lazio-Juve o di oggi, non usato e nessuno sa spiegare il perché visto che è stato messo a disposizione degli arbitri proprio per aiutarli a non sbagliare decidere nelle situazioni dubbie, a farsi “aiutare” per evitare che la gente a casa veda un qualcosa di completamente diverso da quello che vedono alcuni arbitri in campo.

Gli arbitri stanno sbagliando, tanto, ma a frenare la Lazio in questo momento è più il rendimento della squadra che non gli interventi esterni, perché è inutile negarlo, non siamo più quelli di gennaio. E aggrapparsi a quel qualcosa che succede ogni partita, se per certi versi è giusti per altri più che sbagliato secondo me è deleterio, perché impedisce ai giocatori, a Inzaghi e alla gente di vedere quello che realmente non va e che deve essere corretto se vogliamo restare aggrappati a tutti i sogni cullati fino a gennaio.

Chi è laziale deve essere giustamente incazzato per quello che ha fatto oggi Guida, come aveva ragione ad essere infuriato sabato scorso con Banti, ma deve essere arrabbiato anche per come continuiamo ad incassare gol assurdi, perché tra quello di Dybala, i due presi con la Dinamo e i due di Cagliari, c’è molto di cui essere arrabbiati con i nostri difensori. Poi si possono fare tutti i discorsi possibili e immaginabili, ventilare complotti o altro, ma per prima cosa dobbiamo guardarci allo specchio, perché senza quella prodezze di Immobile la crisi oggi sarebbe esplosa in modo clamoroso, perché a Cagliari avremmo incassato la quinta sconfitta nelle ultime sette giornate di campionato… Senza contare quella a Bucarest e quella ai rigori che ci è costata la finale di Coppa Italia. Sono i numeri a dire che la Lazio di oggi non è neanche lontana parente di quella di un paio di mesi fa e che i gol di Ciro Immobile (24 centri in 24 partite di campionato, 34 in 36 partite ufficiali…) a tenere in piedi la baracca.

Tutti passano un momento di crisi nell’arco di una stagione, tutti accusano una o più flessioni durante un’annata perché nessuno ha più una rosa in grado di consentire all’allenatore di fare un turnover tale da non alterare mai gli equilibri, ma la crisi della Lazio sta durando da troppo tempo perché le ambizioni di Inzaghi, della squadra e dei tifosi non sono le stesse di chi guida da anni questa società e che da sempre si limita a fare il minimo indispensabile: senza mai dare l’impressione di investire seriamente o di rischiare puntando qualche fiches in più sul tavolo della stagione per dar copro alle ambizioni della gente laziale. Qui nessuno pretende miracoli, nessuno pretende gli investimenti dell’era cragnottiana o sogna di veder e una Lazio con un Boksic o un Salas che si alterna con Immobile, un Almeyda che fa la staffetta con Simeone, oppure un Mancini che entra per dare estro al posto di Veron o una difesa che senza un Nesta può schierare una coppa centrale con un Negro (o un Couto) al fianco di Mihajlovic. Sappiamo tutti che quel calcio oramai fa parte di un passato che non tornerà più, ma pretendere un vice Parolo e un vice Leiva che siano leggermente meglio di un Di Gennaro o dei laterali all’altezza o un vice Immobile che sia qualcosa in più di Caicedo, non è chiedere la Luna. Ma, a quanto pare, se provi a dirlo o a sussurralo sei uno che ha ancora il caviale di Cragnotti tra i denti, uno che vive fuori dalla realtà, quasi un gufo o un romanista, comunque un destabilizzatore di un ambiente in cui la critica più banale oramai è vista come un attacco contro la Lazio e un attentato alla Lazialità. E questo dimostra quanto siamo cambiati, come si sia abbassata l’asticella in questi ultimi tre lustri.

Ma sono discorsi fatti e rifatti, tanto inutili quanto stucchevoli, perché tanto non portano da nessuna parte. Quindi, non resta che consolarsi con Ciro e restare aggrappati alle sue prodezze. Perché se non ci fosse lui…




Accadde oggi 25.06

1933 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Fiorentina 0-0
1971 Basilea, stadio San Giacomo - Basilea-Lazio 1-3
1972 Firenze, - Fiorentina-Lazio 1-1
1985 Muore a Roma Renato Ziaco
1989 Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 0-0

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 22/06/2018
 

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