07 Febbraio 2018

Auguri Federico! E buona vita...
di Stefano Greco

Federico Marchetti compie oggi 35 anni, ma di Federico Marchetti non si trova più traccia nel mondo Lazio, al punto che il suo compleanno non viene neanche segnalato tra gli avvenimenti accaduti il 7 febbraio nella storia della Lazio neanche su quella magnifica enciclopedia biancoceleste che risponde al nome di LazioWiki, in cui c’è veramente tutto.

Il nome di Federico Marchetti è stato sbianchettato, come si faceva a scuola con gli errori di scrittura, oppure come si fa con qualche elenco quando bisogna cancellare il nome di qualcuno che non fa più parte del gruppo e non si ha voglia di stampare una nuova lista. Invece Federico Marchetti varca ogni giorno il cancello del centro sportivo di Formello, ogni giorno si allena e suda come tutti gli altri, ogni mese prende lo stipendio (e parliamo di oltre 200.000 euro lordi…), ma qualcuno ha deciso che non deve più giocare a calcio, anche se la Lazio non ha un vice-Strakosha, visto che Vargic è stato definitivamente bocciato con tanto di esclusione dalla lista Uefa. Il motivo? Non lo sa nessuno. Perché la società sul caso-Marchetti è omertosa e nessuno di quelli che frequentano Formello ogni giorno ha voglia di complicarsi la vita facendo una semplice domanda a Simone Inzaghi, oppure a Tare, Lotito o al responsabile della comunicazione della Lazio, l’aspirante senatore Arturo Diaconale, che parla di tutto e tutti ma su Marchetti non ha mai detto una parola. E, da questo punto di vista, stupisce anche il silenzio di Angelo Peruzzi, uno che è stato un grande portiere e che dovrebbe parlare lo stesso linguaggio calcistico di Marchetti.

Sia ben chiaro, non c’è nessuna voglia di montare un caso, oppure di far finire la vicenda a “Chi l’ha visto” per scavare e trovare a tutti i costi la verità. Ma non si capisce il perché di questo silenzio, la necessità di questo alone di mistero sul motivo che ha spinto la società a mettere ai margini del gruppo Federico Marchetti. Senza cederlo, pagandogli fino all’ultimo giorno quello stipendio pesante per non farlo giocare mai, invece di liberarsi del peso di un contratto da 2,5 milioni di euro che potevano essere utilizzati in un altro modo. Ripeto, se la Lazio avesse un secondo affidabile, la scelta di dare spazio a Strakosha senza mettergli dietro una presenza ingombrante come quella di Marchetti, potrebbe avere senso. Ma in queste condizioni, è incomprensibile. E le cose non chiare, lasciano il sospetto che ci sia un qualcosa di poco chiaro dietro questa scelta. E le cose non chiare lasciano campo libero a qualsiasi tipo di ipotesi o di versione. Qualcuno ha parlato di punizione perché Marchetti non si sarebbe comportato come un atleta. Ci può stare, ma allora perché non chiedere quelle sanzioni previste dal regolamento che consentono alla società di tagliare lo stipendio di un calciatore che non rispetta le regole con un taglio fino al 30% dello stipendio? Parliamo di 800.000 di risparmio, non di bruscolini, ma non c’è traccia di richieste in questo senso. Qualcuno ha parlato di ritorsione da parte della società per alcune cose dette da Marchetti su Lotito mentre stava con la Nazionale agli Europei in Francia (già, perché parliamo di un portiere che, dietro a Buffon e Sirigu, nel 2016 faceva parte della spedizione azzurra…), ma se così fosse Marchetti avrebbe potuto far causa alla Lazio per mobbing e ottenere lo svincolo come hanno chiesto e ottenuto i vari Mutarelli, Pandev, Zarate e Diakite, ma anche di questa richiesta non c’è traccia.

Oggi, oltre ad essere il compleanno di Federico, due giorni fa è stato l’anniversario dell’ultima partita giocata da Marchetti con la maglia della Lazio.  Era il 5 febbraio del 2017, quel giorno Federico indossato per l’ultima volta la maglia della Lazio nella goleada di Pescara, in quella partita vinta per 6-2 che ha rimesso le ali alla Lazio di Inzaghi dopo le due sconfitte consecutive contro Juventus e Chievo, nell’unico vero momento di crisi della passata stagione. Due sconfitte consecutive come quelle incassate contro Milan e Genoa quest’anno e nello stesso periodo. Corsi e ricorsi. La settimana successiva a quella trasferta di Pescara, contro il Milan all’Olimpico ha giocato Strakosha e, da quel momento in poi, di Marchetti si è persa ogni traccia. Prima l’infortunio, poi l’operazione al ginocchio, infine il lungo recupero ai margini del gruppo. 

Federico Marchetti da febbraio dello scorso anno è stato cancellato, come si fa con un click su Facebook con gli amici scomodi o fastidiosi, come si fa con un ex di cui non si vuole più trovare traccia neanche nella rubrica del telefono. E sarà così fino a giugno, quando Federico e la Lazio si lasceranno, probabilmente in silenzio e senza neanche una stretta di mano, come è successo troppe volte nella storia della Lazio (anche prima di questa gestione…) per pensare che sia un caso e non un difetto strutturale di questa società, una sorta di virus che ha contagiato la Lazio fin dagli albori, da quando nell’estate del 1926 Fulvio Bernardini si tolse la maglia biancoceleste per andare a indossare quella nerazzurra dell’Inter.

A luglio, Federico Marchetti partirà in ritiro con un’altra divisa addosso, in Italia o forse all’estero, per iniziare l’ennesima avventura di questa sua tormentata esistenza, sportiva e non. Ma, fino ad allora, sarà una sorta di fantasma, un nome sbanchettato su una lista o cancellato con un click, anche nell’enciclopedia laziale per eccellenza. Ma non dalla memoria di chi lo ha visto giocare, di chi lo ha amato per come volava da un palo all’altro e anche insultato per gli errori che ha commesso e che (destino di ogni portiere…) sono ricordati come papere che sono costate alla Lazio punti importanti. Perché questo è il destino di Federico Marchetti, uno che da sempre vive come sulle montagne russe, passando dalle salite alle cadute in un amen. Auguri Federico e… buona vita!




Accadde oggi 23.05

1915 Roma - Lazio-Lucca non disputata
1948 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Bologna 2-1
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 2-2
1971 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 1-1
1988 Nasce a Roma Lorenzo De Silvestri, difensore
1993 Trieste, stadio Nereo Rocco - Brescia-Lazio 2-0 - gara disputata sul campo neutro di Trieste

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 18/05/2018
 

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