05 Febbraio 2018

Lazio, attenta ai "gatti neri"...
di Stefano Greco

Le cose all’apparenza facili, quelle che scorrendo i numeri sembrano sulla carta quasi scontate, in realtà sono le più difficili da fare e alla fine sono quelle che fanno realmente la differenza, quelle che trasformano i progetti in opere e i sogni in realtà. Guardando la classifica, fissando lo sguardo sui punti conquistati, sui gol segnati o su quelli subiti, tra Lazio e Genoa sulla carta non c’è partita. Basta un solo dato per capire che differenza c’è, a livello di numeri, tra le due squadre: il Genoa in 22 partite ha segnato 16 gol, 4 in meno di quelli realizzati dal solo Ciro Immobile che guarda tutti dall’alto in basso dalla cima della classifica dei bomber del campionato, il 28% dei gol segnati nello stesso numero di partita da quella macchina da gol costruita da Simone Inzaghi. Ma nel calcio, a volte, i numeri contano poco o nulla. Anzi, in qualche occasione guardare solo i numeri o affidarsi alle statistiche può essere pericoloso, quasi deleterio.

Per questo, ogni laziale di vecchia data teme questa partita più di un derby, più di una sfida contro una grande del campionato, più di un gatto nero che ti attraversa la strada prima di un appuntamento importante. Perché anche se non sei scaramantico al punto da farti rovinare la vita da sciocche superstizioni, in certe occasioni vale la regola del “non è vero ma ci credo”… E basta pensare a quello che è successo sabato sera all’Inter a San Siro per toccare ferro, per non correre il rischio di sottovalutare né il Genoa né quel “gatto nero” di Ballardini, uno che solo a nominarlo riporta alla mente il periodo più brutto nella storia recente della Lazio. E se a tutto questo aggiungiamo anche l’assenza di Milinkovic Savic e Lulic, il quadro è completo.

Dire queste cose, non significa né piangere né mettere le mani avanti, ma solo essere realisti e conoscere bene la storia della Lazio. Perché per noi, non c’è mai niente di facile o di scontato e certi avversari sono, appunto, dei veri e proprio “gatti neri”. Lo è il Milan quando andiamo a giocare in trasferta a San Siro, lo è il Genoa quando giochiamo all’Olimpico. E per far capire quanto sia pericoloso questo gatto nero che stasera attraversa il cammino della Lazio sulla strada che porta verso la qualificazione alla Champions League, basta citare un dato: nelle ultime 6 trasferte all’Olimpico, il Genoa ha vinto 4 volte (consecutive, tra 18 settembre del 2011 e il 9 febbraio del 2015) e perso solo due volte, ovvero nelle ultime due partite giocate a Roma. E questa è l’unica nota positiva fornita dai numeri, perché dà l’impressione che la maledizione sia stata finalmente infranta. Ma guai a fidarsi…

Mettendo numeri, scaramanzia e gatti neri da parte per un attimo, questa sera la Lazio ha un’altra grande occasione per allungare il passo. Domenica scorsa non siamo riusciti ad approfittare dei passi falsi di Inter e Roma, ma San Siro è una cosa e l’Olimpico un’altra. Anche se come succede oramai da tempo lo stadio non sarà pieno (e invece di fare appelli che cadono sempre nel vuoto, oppure di puntare l’indice sugli assenti, sarebbe forse il caso di affrontare seriamente il problema e capire se e come può essere risolto…), giocare in casa per questa squadra è importante, come dimostrano i 28 gol segnati all’Olimpico in 10 partite. Lo è meno per Ciro Immobile, che in casa ha segnato appena 6 dei 20 gol messi a segno in questo campionato, nonostante le goleade realizzate contro Sassuolo, Crotone e Chievo. Questione di spazi, di praterie in cui Ciro scorrazza in trasferta e che invece gli vengono a mancare in casa contro squadre che vengono e si arroccano dietro, proprio come farà il Genoa questa sera. Perché questa è la caratteristica principale del Genoa di Ballardini, una squadra che ha subito appena 5 gol nelle ultime10 partite e addirittura un solo gol (in casa della Juventus…) nelle ultime cinque trasferte di campionato. Squadra chiusa e contropiede, questo è il credo calcistico di Davide Ballardini, una sorta di “palla lunga e pedalare” che ha reso famoso un certo Nereo Rocco negli anni Sessanta e Settanta. Altro calcio, fatto di difesa a uomo, di marcature ferree, di difensori e centrocampisti che seguivano l’avversario diretto anche quando si avvicinava alla panchina per parlare con l’allenatore. Non siamo a quei livelli, ma questa è la partita che ci dobbiamo aspettare questa sera, completamente diversa dalle ultime tre viste all’Olimpico contro Udinese, Chievo e Crotone.

Servirà tanta pazienza, sia da parte della squadra che di chi sta sugli spalti, perché mai come in queste occasioni la fretta è cattiva consigliera e la voglia di fare o di strafare rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol. Perché le partite si possono anche vincere 1-0 soffrendo, non per forza di cose segnando sempre gol a grappoli per inseguire primati. Perché i 3 punti in palio questa sera pesano tanto, tantissimo, da tutti i punti di vista. Specie considerando l’impegno di sabato prossimo in casa del Napoli (occhio a Leiva, diffidato…) e la possibilità di tirare il fiato in settimana, occasione unica in un mese di febbraio in cui si giocherà al ritmo di una partita ogni tre giorno e in cui la Lazio si gioca, oltre alla possibilità di entrare in Champions League, anche l’ingresso alla finale di Coppa Italia e la qualificazione agli ottavi di finale di Europa League. Quindi è importante, fondamentale, partire con il piede giusto, scansando i “gatti neri”: soprattutto Ballardini e Pandev…




Accadde oggi 23.02

1930 Bologna, stadio Littoriale - Bologna-Lazio 3-2
1936 Roma, stadio del P.N.F. – Lazio-Palermo 3-0
1941 Milano, Arena Civica – Ambrosiana-Lazio 1-1
1947 Torino, stadio Filadelfia - Torino-Lazio 5-1
1950 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Milan 3-2
1958 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Alessandria 2-1
1964 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 1-1
1969 Genova, - Genoa-Lazio 3-2
1986 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Sambenedettese 1-0
1992 Milano, stadio Giuseppe Meazza - Inter-Lazio 1-0
2003 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 0-0

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Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 15/02/2018
 

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