11 Gennaio 2018

Burini, 11 anni de B, la Coppa delle Fiere...
di Stefano Greco

Foto tratta da LazioWiki.org

Ogni anno è la stessa storia. Puntuale come una cambiale, nel periodo in cui si festeggia un compleanno a tre cifre della Polisportiva Lazio, qualcuno dell’altra sponda se ne esce con qualche articolo per tentare in modo goffo di cancellare o di riscrivere in qualche modo la storia, oppure con qualche intervento di cattivo gusto, come fece un anno fa Stagliano tentando di rallentare o fermare l’iter per l’assegnazione dello scudetto del 1915 o come ha fatto quest’anno qualche genio della lega di B che ha twittato gli auguri alla Lazio ricordando le 11 stagioni passate nel campionato cadetto.

Che a tanti romanisti non vada proprio giù questo fatto che la Lazio sia nata prima della Roma, oramai è palese, assodato, scontato quanto le frasi che tirano fuori quando arriva qualche sconfitta pesante nel derby oppure quando la stagione rischia di andare in malora e, allora, per buttarla in caciara tirano fuori i soliti luoghi comuni, quelle frasi fatte con cui si riempiono la bocca gli stolti, oppure quelli che non hanno argomenti: a Burini, 11 anni de B, avemo vinto più derby…

In tutti questi anni, non ho mai risposto a questi luoghi comuni, perché mi sono rifiutato di scendere sul loro terreno perché, come diceva Oscar Wilde, “Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza”. Ha ragione Oscar Wilde, ma non si può sempre porgere l’altra guancia o sorridere e fare i signori. E allora, usando sempre come base la storia, vediamo che fondamento hanno questi luoghi comuni, queste frasi fatte con cui in tanti si riempiono la bocca. E partiamo proprio dal “siete burini”, il loro must.

Che la Lazio sia nata a Roma, nel cuore della città e a pochi passi da San Pietro, è fuori discussione. Come è fuori discussione la data certa della fondazione della Polisportiva Lazio: 9 gennaio del 1900. La data è confermata, oltre che dai documenti dell’epoca, anche dal regio decreto del 2 giugno del 1921 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 agosto del 1921 a pagina 103) del V° governo Giolitti, su richiesta del Ministro dell'istruzione pubblica, Benedetto Croce, con cui la Società Podistica Lazio fu insignita della benemerenza di Ente Morale. Ma di questo parlerò dopo, perché fu proprio grazie a questo riconoscimento che il Generale Vaccaro riuscì a sventare nel 1927 il tentativo di far sparire la Lazio. Insomma, la Lazio è nata nel 1900 e nel cuore di Roma. E i suoi 9 fondatori? Grazie ad un eccezionale lavoro fatto da LazioWiki.org, è stato possibile stilare una mappa (quella che abbiamo usato come foto per l’articolo) dei luoghi in cui sono nati e vivevano i 9 fondatori della Lazio. I numeri 1-2 corrispondono alla casa in cui vivevano Luigi e Giacomo Bigiarelli, ovvero piazza Santa Marta, che all’epoca non faceva parte della Città del Vaticano mentre oggi è il luogo in cui vive Papa Francesco, che ha sempre rifiutato di alloggiare nell’appartamento da decenni riservato al Papa. Al numero 3, esattamente a Via dei Pianellari, a due passi da Montecitorio, abitava Odoacre Aloisi, mentre al numero 4 corrisponde Vicolo del Giglio d’Oro 25, la casa in pieno centro storico in cui viveva Arturo Balestrieri. Rispettivamente ai numeri 5 e 6, in quella zona che va tra Santa Maria dei Francesi e Piazza Navona, vivevano Enrico Venier e Alceste Grifoni, rispettivamente a Piazza Agonale 68 e a Via del Governo Vecchio al civico 6. Sempre in centro, a Via Monserrato 25 (traversa di Corso Vittorio Emanuele), viveva Alberto Mesones, mentre Giulio Lefevre viveva al 23 di Via Arco dei Ginnasi, a pochi metri da Piazza di Torre Argentina. Il “burino” del gruppo, ovvero quello che abitava più lontano dal centro, era Galileo Massa, che stava al civico 12 di  Via della Polveriera, nella zona compresa tra la Domus Aurea, il Colosseo e il Parco di Colle Oppio. Ovvero, in quello che è stato il cuore pulsante del mondo ai tempi dell’Impero Romano.

E il fondatore della Roma? Il gerarca Italo Foschi, l’uomo incaricato nel 1927 da Mussolini di fondere tutte le realtà calcistiche romane per dar vita ad una squadra che si chiamasse Roma destinata a contrastare lo strapotere delle grandi del Nord, era abruzzese, nato a Corropoli, in un piccolo paesino in provincia di Teramo. Quindi, di romano non aveva assolutamente nulla, visto che nella Capitale c’aveva messo piede solo dopo la famosa Marcia su Roma del 28 ottobre del 1922 che aveva portato il Duce al potere. Già, nel 1922, quando la Lazio giocava già da 4 lustri, confrontandosi in città con realtà è che si chiamavano Fortitudo, Roman, Virtus Juventus, Audax, Esperia, Pro Roma, Alba, U.S. Romana, Vittoria, Tivoli. Il primo derby della storia, infatti, si è giocato il 15 maggio del 1902 a piazza d’Armi, a due passi da piazza Mazzini e poco lontano da piazza della Libertà, il luogo in cui è stata fondata un anno prima la Lazio. Per la cronaca, fu un Lazio-Virtus Roma, finito 3-0 per la Lazio. E quel giorno nacque la leggenda di Sante Ancherani, il capitano della Lazio che segnò tutte e tre le reti di quella partita. Dalla fusione di alcune di quelle realtà citate prima, nell’estate del 1927 e in una data non ben definita (a distanza di 90 anni non è stata ancora fatta del tutto chiarezza, tanto è vero che c’è chi festeggia il 7 giugno, chi si è tatuato il 22 luglio come data della fondazione…), nacque la A.S. Roma. E nacque in Serie B. Già, proprio loro che si riempiono la bocca con questi 11 anni de B, sono nati in Serie B. Già, perché in un documento datato 31 maggio del 1927, l’allora Prefetto di Roma certificava la retrocessione delle società Fortitudo e Alba nel campionato di Serie B e la partecipazione della Lazio al campionato 1927-1928 di qualificazione a quel campionato a Girone Unico che oggi si chiama Serie A.

“La Fortitudo e l'Alba, a seguito degli insuccessi ottenuti durante l'anno, sono state retrocesse alla Prima Divisione, mentre la Società Sportiva Lazio, presentatasi al girone del torneo di Prima Divisione con una squadra modesta ma disciplinata e animata da vera passione sportiva, ha ottenuto di poter rappresentare i colori della Capitale nelle competizioni della maggiore divisione Nazionale”.

Questo si legge nel documento redatto il 31 maggio del 1927 dal prefetto di Roma. Visto che la A.S. Roma è nata dopo quella data e grazie alla fusione di realtà come Fortitudo e Alba che facevano parte delle squadre iscritte alla I Divisione (ovvero la Serie B), la A.S. Roma tecnicamente parlando è nata in Serie B, poi è stata successivamente “ripescata” e ha potuto partecipare al campionato 1927-1928 di qualificazione alla futura Serie A, nel Girone B. Finita? Neanche per sogno. Già, perché la prima società della Capitale retrocessa in Serie B sul campo, è stata proprio la A. S. Roma. Nella stagione 1950-1951, con Tommaso Maestrelli capitano. La stagione successiva, la A. S. Roma si confrontò con realtà come Piombino, Siracusa, Fanfulla-Lodi, Marzotto, Stabia. E non furono rose e fiori, perché quella Roma perse ad esempio 3-1 a Piombino, non andò oltre il pareggio in casa del Siracusa, del Fanfulla-Lodi e dello Stabia. Ma, alla fine, riuscì a vincere il campionato precedendo di un punto il Brescia e a tornare in Serie A.

È vero, loro hanno portato la Serie B nella Capitale e noi in B ci abbiamo giocato 11 campionati tra i cadetti. Come tifoso, io da tifoso ne ho vissuti 9 su 11. E non solo non li considero una “macchia”, ma a quei campionati sono legati forse i più bei ricordi della mia vita da tifoso, primo fra tutti quel Lazio-Vicenza del 21 giugno del 1987, quel gol di Fiorini che sta in cima alla classifica delle grandi emozioni provate da tifoso di calcio e della Lazio. Lo metto davanti ai due scudetti, ai due trionfi europei, a tutte le vittorie in Coppa Italia e Supercoppa, oltre che al derby del dito di Chinaglia o ai due di Paolo Di Canio. Nessun gol mi ha strappato la pelle per l’emozione come quella rete segnata da Fiorini. Quindi, se qualcuno mi attacca per gli “11 anni de B”, io sorrido ripensando alla storia e perché non sa quante emozioni mi hanno regalato quegli 11 campionati tra i cadetti. Emozioni e ricordi che non baratterei con un altro scudetto, tantomeno con l’assegnazione ex aequo di quel titolo del 1915.

Insomma, loro sono stati fondati da un abruzzese di Corropoli e i burini siamo noi; loro sono nati in Serie B e sono stati i primi a retrocedere in Serie B sul campo, ma parlano di B a noi; loro si vantano di aver vinto più derby, quando nei 25 anni prima della loro fondazione (o nascita su fusione, decidete voi) la Lazio aveva vinto qualcosa come 10 campionati romani e 4 campionati dell’Italia Centro Meridionale, disputando 3 finali scudetto e il diritto a giocare quella quarta finale scudetto del 1915 mai disputata a causa dell’entrata in Guerra dell’Italia e di quel tricolore assegnato a tavolino al Genoa e di cui ora la Lazio reclama l’assegnazione. E se succedesse, la A. S. Roma perderebbe pure l’unico primato reale che le resta, ovvero quello degli scudetti vinti e di esser stata la prima squadra romana a vincere il tricolore. Già, perché quel primato europeo legato alla Coppa delle Fiere del 1961, esiste solo negli almanacchi giallorossi, perché di quel trofeo non c’ traccia sul sito dell’UEFA, dove campeggiano, invece, il trionfo della Lazio in Coppa delle Coppe nella stagione 1998-1999 e il successo a Montecarlo in Supercoppa d’Europa del 1999 ottenuto battendo il Manchester United reduce dal successo in Champions League.

Questa è storia, il resto sono chiacchiere da bar…




Accadde oggi 23.05

1915 Roma - Lazio-Lucca non disputata
1948 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Bologna 2-1
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 2-2
1971 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 1-1
1988 Nasce a Roma Lorenzo De Silvestri, difensore
1993 Trieste, stadio Nereo Rocco - Brescia-Lazio 2-0 - gara disputata sul campo neutro di Trieste

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 18/05/2018
 

611.150 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,416
Variazione del -3,67%