04 Gennaio 2018

Diritti TV, il tifoso torna protagonista
di Stefano Greco

La rivoluzione è dietro l’angolo. Con il nuovo contratto sui diritti tv (oggi in Lega c’è l’asta per l’assegnazione dei pacchetti per il triennio 2018-2021) cambieranno molte cose e il tifoso, ignorato per anni dalle società, tornerà a ricoprire un ruolo importante per la spartizione di quella torta da 1400 milioni di euro all’anno che tiene in vita l’80% dei club, che senza quei soldi sarebbero falliti e da tempo.

Alla vigilia di Natale, mentre tutti erano distratti dalle polemiche sul VAR e dalle feste, infatti, il governo ha approvato in via definitiva un emendamento alla manovra, riformulato e approvato in commissione Bilancio della Camera. L’emendamento, riguarda quella fetta del 20% della torta (che vale circa 200 milioni di euro) che dal prossimo contratto sarà ridistribuita tramite una graduatoria determinata dallo share televisivo certificato delle partite trasmesse in TV (ovvero, dal numero dei telespettatori che hanno fatto registrare gli incontri trasmessi da SKY e da Mediaset Premium per ogni singola squadra) e dalle presenze all’interno degli stadi. Per questo, da mesi molte società stanno facendo promozioni di ogni genere per riempire i loro impianti, in modo da poter salire di qualche posizione in questa classifica che su base triennale potrebbe valere quasi quanto una qualificazione alla Champions League, visto che nel triennio 2018-2021 questa fetta di torta varrà per i club di Serie A circa 600 milioni di euro complessivi. E la maggior parte di quei soldi, finiranno nelle casse dei grandi club, quelli che hanno più tifosi reali (allo stadio) e virtuali o televisivi. Quindi, anche il tifoso seduto sul divano, vedendo la partita porterà soldi nelle casse della società per cui tifa. Anche se un ruolo fondamentale lo giocheranno, chiaramente, sia la Lega che le televisioni. Perché è chiaro che un posticipo o un anticipo, giocato in assenza di altre partite in contemporanea, farà registrare molti più spettatori di partite che si giocano alle 15. E questo, chiaramente, vale anche per Lazio e Roma, sicuramente penalizzate dal fatto che il derby non si possa più giocare in notturna per motivi di ordine pubblico.

La nuova classifica di ridistribuzione del malloppo, quindi, verrà stilata (come recita il testo di legge) “sulla base del pubblico di riferimento di ciascuna squadra, tenendo in considerazione il numero di spettatori paganti che hanno assistito dal vivo alle gare casalinghe disputate negli ultimi tre anni, nonché in subordine lo share televisivo certificato”. Niente più bacini d’utenza con tifosi virtuali, ma con tifosi regali che pagano il biglietto o vedono realmente le partite in tv.

Il tifoso, quindi, torna a recitare un ruolo di primo piano e non si potrà più dire che i “presidenti se ne fregano se gli stadi sono vuoti”, oppure se “i tifosi disdicono gli abbonamenti alle paytv”. Perché d’ora in poi ogni spettatore perso allo stadio o davanti alla TV, peserà: e non poco.

Questa modifica alla legge-Melandri (quella che stabiliva i criteri di distribuzione dell’intera torta) è stata voluta per premiare le società che mandano realmente avanti il baraccone: quelle che fanno audience o che riempiono gli stadi. E a beneficiarne, saranno soprattutto i grandi club, a discapito di quelle piccole realtà locali.

“Il nuovo testo completa le modifiche già approvate e che ridistribuiscono più equamente i proventi dei diritti tv tra le grandi società, in particolare si indica che la quota destinata al radicamento sociale delle società sia il risultato anche dell'audience televisiva certificata, cioè il seguito registrato dalle società attraverso gli ascolti televisivi. Ciò comporta che una quota maggiore dei proventi venga giustamente destinata alle grandi società che non solo hanno l'opportunità e le capacità di fare da traino a tutto il movimento, ma rappresentano spesso il nostro calcio all'estero, nelle Coppe europee e nelle competizioni internazionali”.

Tra le altre novità, ce n’è una clamorosa, ovvero l’assegnazione di un determinato pacchetto dei diritti tv che consentirà di trasmettere gli incontri di calcio in diretta nei cinema che diventeranno dei piccoli stadi al coperto, decisamente più comodi degli stadi veri e che ti offrono la possibilità di vivere l’evento insieme a centinaia di persone e non da soli sul divano di casa.

Dopo anni, quindi, il tifoso diventa nuovamente protagonista. Non come negli anni Settanta, Ottanta o nella prima metà degli anni Novanta, quando le società andavano avanti solo ed esclusivamente grazie alle entrate del botteghino e quindi con i soldi che versavano i tifosi, ma quasi. D’ora in poi, per i presidenti sarà “rischioso” mettersi contro i tifosi, perché eventuali stadi vuoti per protesta non rappresenteranno solo un danno d’immagine e un mancato incasso immediato, ma anche un danno economico enorme legato alla ridistribuzione dei soldi del contratto televisivo. E, forse, questa modifica della legge-Melandri spiega tante cose, tante conversioni vere o presunte tali di alcuni presidenti o dei cambi di rotta nei rapporti tra le società e i tifosi registrati negli ultimi tempi, all’insegna del “volemose bene”




Accadde oggi 19.12

1920 Roma, campo della Rondinella - Lazio-U.S. Romana 2-1
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Atalanta 4-0
1948 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Modena 5-1
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 2-1
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Perugia 4-1
1982 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Milan 2-2
1993 Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 1-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Piacenza 2-0
2002 Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 1-2
2004 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 3-0
2007 Roma, Stadio Olimpico, Lazio-Napoli 2-1
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 3-2

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Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 07/12/2018
 

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