08 Novembre 2017

115 anni di derby. Il primo fu contro una Roma (Virtus) "bianconera"
di Stefano Greco

C’è la Nazionale, ma nessuno se ne accorge a Roma, perché la testa di tutti è già al 18 novembre e mentalmente è già iniziato il countdown finale in vista del derby. Già, perché questa città vive e si nutre di derby, non solo durante la stagione del campionato, ma anche in estate in spiaggia, durante le soste, insomma 365 giorni all’anno. Il derby a Roma è una febbre, una malattia incurabile, una scimmia sulla spalla per chi perde ed è costretto a girare con questo peso sulle spalle per mesi soprattutto se perde quello di ritorno e, quindi, deve aspettare sei mesi o più per prendersi una rivincita. Un incubo, specie se oltre a perdere quello di ritorno si perde anche la doppia semifinale di Coppa Italia, nella mancata rivincita (così era stata presentata da molti, Ninja profetici compresi…) della finale del 2013.

Il primo derby di campionato tra Lazio e Roma è datato 8 dicembre del 1929, quindi è un derby giovane rispetto a quelli di Torino e di Milano. Ma non per colpa nostra, visto che la Lazio c’è dal 1900 mentre qualcuno ha come data di nascita il 1927 e ha compiuto quest’anno (in una data ancora imprecisata) i 90 anni dalla fusione da cui è nata la nostra rivale attuale… Ma quella delle stracittadine nella Capitale è una storia che ha radici più profonde, ai tempi in cui l’unica Roma a livello sportivo di questa città si dedicava alla Ginnastica e l’unica palla che usava era quella medica per allenare in palestra atleti che poi si dedicavano agli anelli, al cavallo a maniglie, al volteggio o al corpo libero. Il primo vero derby, infatti, è datato 15 maggio del 1902 e quindi ha appena compiuto 115 anni. Ma in questa città in cui si ricorda solo quello che fa comodo, quella data non l’ha festeggiata nessuno. Anzi, da anni qualcuno prova in tutti i modi a riscrivere la storia, a cercare appigli per dimostrare una primogenitura giallorossa nel calcio, oppure a sminuire la romanità dei fondatori della Lazio o a disconoscere il luogo della fondazione della Polisportiva. Fanno tenerezza mentre si affanno e si infervorano nel loro tentativo di disconoscere il passato o di riscrivere la storia.

Ma la storia narra che quel 15 maggio del 1902, la Lazio quella prima stracittadina la gioca sì con la Roma, ma con la Virtus che ha la maglia bianconera, perché l’altra Roma, quella ASR giallorossa, vedrà la luce solo un quarto di secolo dopo. Ed è una storia tutta da raccontare quella dei primi calci ad un pallone nella Capitale, fatta di personaggi leggendari, di pionieri che giocavano con scarpe da calcio rimediate, in campi fatiscenti, con maglie cucite a mano da mamme, fidanzate e parenti. Un calcio dal sapore antico che ben poco ha a che vedere con quello attuale. E sono storie che, soprattutto in questi dieci giorni che precedono la Stracittadina, meritano di essere raccontate. Partendo chiaramente dall’inizio, ovvero da quella prima stracittadina che ha come protagonista assoluto Sante Ancherani, il pioniere del calcio romano. Per questo, da oggi e fino al 17 novembre, troverete un articolo al giorno su derby del passato, su sfide fino agli anni settanta/ottanta, prima della nascita di quel calcio moderno che ha stravolto un po’ tutto.

Partiamo dall’inizio, quindi. Nel 1901, con l’arrivo del calcio nella Capitale, Sante Ancherani (socio con la tessera numero 6 della Polisportiva Lazio) decide di dedicarsi a tempo pieno a questo nuovo sport arrivato dall’Inghilterra. Sante amava ripetere: “Il calcio a Roma sono io”. E per almeno sette-otto anni all’inizio del ventesimo secolo è stato proprio così. Intorno a se riesce a radunare un gruppo di ragazzi che si danno battaglia sui campi di piazza d’Armi, a due passi da piazza Mazzini e poco lontano da piazza della Libertà, il luogo in cui è stata fondata un anno prima la Lazio. Nel 1901, quindi, Sante Ancherani fonda la sezione calcio di quella che comincia a diventare una Polisportiva. Ma per oltre un anno, mentre al Nord si giocano già i primi campionati e si assegnano i primi scudetti, nella Capitale Sante Ancherani e i suoi amici non hanno avversari con cui confrontarsi. Nominato dagli altri componenti della squadra allenatore e capitano, per via del suo indiscusso carisma, Ancherani si fa portare dall’Inghilterra un paio di scarpe bullonate, gli antenati degli scarpini. Va dal suo calzolaio con quelle strane scarpe di cuoio e se ne fa confezionare su misura altre dieci paia, che distribuisce ai suoi compagni di squadra.

Nel 1902, viene fondata la Virtus Roma. Finalmente, la Lazio ha un avversario con cui confrontarsi: e con il primo derby giocato quell’anno a piazza d’Armi, nasce la leggenda della stracittadina ma anche il mito di Sante Ancherani. Il capitano, infatti, quel 15 maggio del 1902 segna tutti e tre i gol di quel primo derby, finito 3-0 per la Lazio. A distanza di anni, intervistato da “La Gazzetta dello Sport”, Sante Ancherani descrive così i primi passi del calcio romano e quel primo derby della Capitale.

“Da principio, ci mettevamo tutti in circolo, ci spogliavamo e poi cominciavamo a fa le porte coi vestiti. Ne mettevamo un po’ da una parte e un po’ dall’altra, misurando circa sette passi e mezzo tra un mucchio di vestiti e l’altro. Io che avevo fatto un po’ di sport fin da ragazzo e pe quel po’ di velocità che c’avevo riuscivo a fa qualcosa che, insomma, agli altri non riusciva. E così, decidemmo de formà la squadra (che per esse undici fummo costretti a mette dentro qualcuno che neanche pigliava mai la palla). A me m’elessero subito capitano e giocavo centrattacco. Per un po’ di tempo, andammo avanti così. Poi, finalmente mettemmo dei bastoni al posto dei vestiti. Ma non erano dei veri pali, erano proprio dei bastoni che avranno avuto si e no tre centimetri di diametro; e sopra mettemmo una cordicella pe fa la traversa e poi du bandierine, una da una parte e una dall’altra, ad una certa distanza dai pali. Così, almeno avevamo una porta, ma anche una direzione, dei punti di riferimento. E cominciammo a fa partite tra di noi. Ci levavamo la giacca, i calzoni e via a corre. Sotto ci avevamo i calzoncini fino alle ginocchia e dai calzolai ci facevamo mettere un po’ di striscette sotto alle scarpe nostre da passeggio pe nun scivolà sull’erba.
Poi, dopo un po’, visti i progressi che facevamo, venne la Virtus. Nacque da un dissidio tra noi laziali: alcuni si staccarono e fecero anche loro una squadra di football. Così, nel 1902 ci fu il primo incontro vero, il primo derby della storia tra la Lazio e la Virtus a piazza d’Armi: e vincemmo noi 3-0. Per l’occasione, inaugurammo certe camicette de flanella, a scacchi bianchi e celesti. Ce l’eravamo fatte noi, anzi se me ricordo bene furono mia madre e mia sorella a cucille. Quando avevamo deciso de fondà la Lazio, avevamo scelto il bianco e il celeste, perché piaceva a tutti! Era delicato, signorile e simile alla bandiera della Grecia, la patria delle Olimpiadi. La Virtus, invece, era bianco e nera, a scacchi come noi e a volte a metà e metà: me pare, non me lo ricordo bene, ma la maglia era sicuramente bianconera. Pure loro giocavamo a piazza d’Armi, ma un po’ lontano da noi. Tanto piazza d’Armi era grande, se facevamo le riviste co’ trenta, quaranta soldati. Questa è stata la prima partita vera di football che s’è giocata a Roma.
Di quei tre gol, a distanza de anni non so più così certo, ma un paio l’ho segnati di sicuro, come è sicuro che vincemmo noi per 3-0. La formazione nostra era così formata: in porta Balestrieri, ufficiale di cavalleria; terzini Grifoni, un generale di marina, un ammiraglio insomma, e Grassi, che faceva il capostazione; mediani erano D’Amico, Mariotti e Pellegrini; all’attacco Ricci, Pollina, Ancherani, Tito Mastri, che era alto un metro e novanta, e Golini. Che tempi….
”.

Già, che tempi… Tempi che qualcuno vorrebbe cancellare con un colpo di spugna, perché questa cosa di essere nati dopo (neanche secondi o terzi, perché di società ne hanno fuse tre solo nel 1927 per creare la AS Roma) a qualcuno non va proprio giù. Perché dopo essersi impossessati dei colori e del simbolo della città, non riescono a impadronirsi della storia. Nun ce vonno sta, ma pazienza, la storia è storia e sul marchio nostro c’è scritto 1900 con fondatori romani e una data e una sede certa. Sul loro c’è l’anno, il nome di un fondatore nato a Corropoli, il 1927 e come data un punto interrogativo, perché non si riescono a mettere d’accordo neanche tra di loro se la data di fondazione è il 7 giugno o il 22 luglio. Cambia poco comunque, perché resta comunque quel quarto di secolo di ritardo e tanti campionati romani giocati e stravinti dalla Lazio prima dell’arrivo di una vera rivale…




Accadde oggi 21.11

1926 Roma, campo Rondinella - Lazio-Casertana
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Ambrosiana 1-3
1948 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Bologna 8-2
1952 Nasce a Scorzè (VE) Pietro Ghedin
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Pro Patria 2-0
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Monza 2-0
1979 Torino, - Torino-Lazio 0-0
1982 Foggia, stadio Pino Zaccheria – Foggia-Lazio 0-2
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 1-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 4-1
2004 Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 2-1
2010 Parma, stadio Ennio Tardini - Parma-Lazio 1-1

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 10/11/2017
 

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