11 Agosto 2017

Ma questo entusiasmo è reale o virtuale?
di Stefano Greco

ENTUSIASMO! È questa la parola d’ordine in casa-Lazio, il piacevole tormentone di questa caldissima estate 2017, come e più di “Tra le granite e le granate” di Gabbani che impazza in tutte le radio, le spiagge e le discoteche italiane. Entusiasmo ad Auronzo, con l’ascia di guerra definitivamente seppellita, con lo stop a qualsiasi tipo di contestazione e di critica. Un fronte all’apparenza compatto, nonostante una campagna acquisti tutt’altro che scoppiettante ma che viene difesa a spada tratta dai difensori ad oltranza e sopportata da chi dice di voler aspettare la fine del mercato prima di esprimere un giudizio… E che poi il 1 settembre dirà, come sempre: “Vabbé, ma oramai il mercato è finito, la squadra è questa e va aiutata fino a dicembre, poi vedremo”

Un film già visto, ma guai a parlarne, perché domenica c’è la finale di Supercoppa contro la Juventus, quindi qualsiasi discorso deve essere sospeso. Da un certo punto di vista è giusto, perché Inzaghi e i ragazzi hanno tutto il diritto di essere lasciati in pace per preparare nel migliore dei modi il primo appuntamento stagionale. Ma qui nessuno muove critiche all’allenatore oppure ai giocatori, qui si parla di altro, di un qualcosa che va ben oltre quello che si poteva fare (da parte della società) e che per l’ennesima volta non si è fatto. Perché nessuno qui chiedeva, pretendeva o sognava di vivere un’estate da milanisti o da tifosi del PSG. Qui si chiedeva solo di evitare gli errori del passato, di dare un calcio a quel copione che viene ciclicamente riproposto ogni estate da 13 anni a questa parte e, soprattutto, l’estate successiva ad un buon campionato. Invece, nulla. Il solito film, con il povero Inzaghi che sfoglia ancora la margherita non sapendo se potrà contare o no su Keita e De Vrij in una stagione che inizia ufficialmente domenica e a nove giorni dall’esordio in campionato. Tutto questo dovrebbe preoccupare e neanche poco i tifosi, ma all’apparenza non è così. Perché questa è l’estate dell’entusiasmo.

Tifosi entusiasti all’aeroporto ad accogliere Lucas Leiva, tifosi festanti in ritiro ad accompagnare i primi passi di questa nuova Lazio. E questo è bellissimo. Forum e social network invasi da messaggi dai toni quasi trionfalistici in cui si parla di Lazio candidata ad uno dei quattro posti per la Champions League, con qualche giornalista-opinionista che si è spinto addirittura oltre, sostenendo che quella che sta nascendo è forse la Lazio più forte degli ultimi 20 anni. No, non è né uno scherzo né il risultato di un’eccessiva esposizione ai raggi solari, è la nuova realtà del mondo Lazio, di un ambiente in cui il tifoso deve fare il tifoso e basta, rinunciando totalmente a quello “spirito critico” che da sempre caratterizza il tifoso, a qualsiasi latitudine. In particolare a Roma e sulla nostra sponda del Tevere, dove in passato il tifoso laziale non ha fatto sconti a nessuno, neanche a Sergio Cragnotti. Basta ricordare la marcia dei 10.000 per protestare contro la cessione di Signori oppure l’assalto al palazzetto della famiglia Cragnotti dopo la cessione di Pavel Nedved. Esagerazioni del passato, sicuramente, ma che fanno ancora più impressione pensando all’assenza assoluta di spirito critico di oggi.

Insomma, tutto viene messo in secondo piano per lasciar spazio all’entusiasmo e chi non si adegua non è tifoso della Lazio e nella migliore delle ipotesi è un simpatizzante oppure un gufo o un romanista travestito da laziale. Un’ondata di euforia che non ricordo neanche negli anni belli alla fine del secolo scorso e all’inizio del nuovo millennio. L’ambiente laziale è in subbuglio, pervaso da un’euforia che sembrava oramai smarrita per sempre, oppure rinviata a data da destinarsi e legata comunque all’uscita di scena di Lotito e all’apertura di un nuovo corso in grado di sanare ferite e spaccature che sembravano fino all’inizio dell’estate scorsa insanabili.

Tutto bello da vedere, bello da vivere, ma quando spulciando tra i crudi numeri si va a leggere il dato degli abbonati, ci si chiede: ma questo entusiasmo è reale oppure è solo virtuale? È vero, domenica sera all’Olimpico ci saranno forse 50.000 spettatori, ma almeno la metà saranno juventini. Quindi, ripensando ai 45.000 presenti del 18 agosto di due anni fa nel preliminare di Champions League contro il Bayer Leverkusen, qualcosa non torna. Perché un preliminare di Champions League è affascinante, ma una sfida secca con un trofeo in palio dovrebbe esserlo di più.

Lo so che davanti a questo entusiasmo parlare di numeri è come stonare la canzone dell’estate cantando al karaoke con gli amici, perché i numeri sono freddi e non caldi come l’entusiasmo o la febbre per l’attesa dell’evento, ma a volte fotografano la situazione e riportano tutti ad una realtà che è diversa da quella che si potrebbe immaginare leggendo i giornali, sentendo le trasmissioni radiofoniche o navigando su internet.

E i numeri dicono che la campagna abbonamenti della Lazio è inchiodata a quota 8.000 tessere, mai decollata nonostante l’apertura anticipata a maggio per sfruttare l’ondata d’entusiasmo creata dal cammino dei ragazzi di Inzaghi, dai due derby vinti e dalla qualificazione alla finale di Coppa Italia sbattendo fuori dal torneo la Roma.

Premesso che uno stadio pieno come quello che si è visto una settimana fa a San Siro per il preliminare di Europa League del Milan provoca, inevitabilmente, dei brividi a chiunque sia tifoso (più o meno praticante), viene da chiedersi se stiamo vivendo una situazione reale o virtuale, se questo entusiasmo sia o no un qualcosa di realmente esistente e, soprattutto, quale sia la portata di questo entusiasmo. E questo indipendentemente dai risultati, perché ricordo in passato estati di grande euforia a cui hanno fatto poi seguito stagioni disastrose o estati di grande scetticismo (come quella del 1999, ad esempio, dopo la cessione di Vieri) o di vera e propria guerra (come quella del 2002, che si chiuse con la cessione in extremis di Nesta e Crespo) a cui hanno fatto poi seguito annate esaltanti.

Non lo so che stagione sarà, non lo so se Simone Inzaghi riuscirà a ripetere il miracolo dello scorso anno o ad andare addirittura oltre, ma so che c’è qualcosa che non torna. Chi prova a sostenere che la società doveva fare di più, che doveva tenere tutti i giocatori importanti, viene zittito dicendo: “La Lazio non ha un budget per concedere stipendi milionari e per fare una campagna acquisti dispendiosa perché incassa meno di Juventus, Milan, Inter, Napoli e Roma”. Ok, ci può stare. Ma poi vedo che l’Atalanta riesce a trattenere Papu Gomez facendogli un contratto da 2,5 milioni di euro all’anno e che la società ha venduto per 35 milioni di euro ma al tempo stesso ha speso 41,9 milioni di euro per rinforzare la rosa e proprio ieri ha versato 13,5 milioni di euro al Middlesbrough (15 con il bonus) per riportare a casa De Roon. E due giorni fa ho letto un comunicato in cui l’Atalanta annunciava di aver esaurito in abbonamento non solo i posti della Curva, ma anche quelli del Parterre e della Tribuna Coperta, con una campagna di tesseramento che sta andando a gonfie vele e che già a luglio aveva superato quella quota di 10.000 abbonati che qui sembra l’obiettivo massimo della Lazio. E sempre la scorsa settimana l’Atalanta ha annunciato di aver acquisto dal Comune lo stadio che sarà completamente ristrutturato nei prossimi due anni.

Ecco, questo è entusiasmo vero, figlio di una società che sa di non poter competere con le grandi e lo dice apertamente, ma che sta gettando le basi per essere la “grande” delle non grandi. Noi, invece, che siamo così entusiasti, che cosa siamo e che ambizioni abbiamo?




Accadde oggi 19.10

1919 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Audace 3-1
1930 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 0-1
1941 Milano, stadio San Siro - Milano-Lazio 4-2
1947 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Inter 1-0
1952 Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 1-2
1958 Ferrara, stadio Comunale - Spal-Lazio 0-3
1969 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 5-1
1975 Perugia, stadio Pian di Massiano - Perugia-Lazio 2-0
1999 Maribor, Stadion Ljudski Vrt - NK Maribor-Lazio 0-4
2003 Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 1-0
2008 Bologna, Stadio Dall'Ara - Bologna-Lazio 3-1

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/08/2017
 

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