09 Agosto 2017

Estate '74, il ricordo di un sogno infranto...
di Stefano Greco

Giorgio Chinaglia con Gerd Muller, foto di Marcello Geppetti

Quella del 1974 non è stata un’estate come tutte le altre. Non lo è stata e non lo poteva essere per nessun laziale, soprattutto per un ragazzino (come il sottoscritto) che a dodici anni vive come sospeso tra le nuvole e che sportivamente parlando ha toccato il cielo con un dito. Nella mia camera di Anzio, il mio buon rifugio estivo, sulla parete davanti al letto campeggia un enorme poster a colori con la critta scritto LAZIO CAMPIONE D’ITALIA 1973-1974. E vicino, sulla mensola, custodito come una reliquia c’è il pallone di cuoio ASSO, a spicchi bianco e neri, con le firme di tutti i giocatori di quella squadra e Tommaso Maestrelli. È un piccolo altarino del cuore che trasforma quella stanza in un posto magico, quello in cui ogni sogno è possibile perché anche l’impossibile è diventato realtà. Già, perché solo due esatti prima, sulla stessa parete c’era un poster con la Lazio di Maestrelli neo promossa con la scritta IN A PER RESTARCI PER SEMPRE. Dalla B allo scudetto in due anni… Neanche nei film accadono queste cose. Invece…

Basta questo per rendere speciale quella estate di primi amori che scorre veloce e che ha come colonna sonora “Bella senz’anima” di Riccardo Cocciante, “Soleado” di Daniel Santacruz Ensamble, “Sugar baby love” di The Rubettes, “Solo lei” di Fausto Leali, “E tu…” di Claudio Baglioni e “Help me” dei Dik Dik. Già, “aiutami”. È questa l’invocazione dei tifosi della Lazio di quella estate rivolta ad Artemio Franchi che, oltre ad essere il gran capo del calcio italiano e il presidente dell’UEFA è diventato da pochi mesi vice presidente della FIFA. A lui, al potentissimo dirigente fiorentino, è rivolto l’appello dei tifosi biancocelesti, di Umberto Lenzini, di Maestrelli e della squadra che chiedono di poter giocare la Coppa dei Campioni, quel diritto conquistato sul campo vincendo lo scudetto ma che l’UEFA ci ha negato con una squalifica pesantissima per i fatti di Lazio-Ipswich, estromettendoci da tutte le competizioni europee.

Artemio Franchi è l’uomo più potente del calcio mondiale in quel momento, ed è uno degli uomini più potenti d’Italia. È il presidente della Federcalcio, ha creato il Centro Sportivo di Coverciano e ha agganci politici importanti. La sua ascesa è stata rapida e qualcuno sussurra che faccia parte della Massoneria. Sussurri che diventeranno poi realtà nel 1981 quando il suo nome comparirà nella lista degli iscritti alla P2 con la tessera numero 402. Non è un’estate facile per Artemio Franchi, perché la nazionale azzurra è uscita con le ossa rotte da un Mondiale in cui, dopo il secondo posto di Messico ’70 e 4 anni in cui aveva battuto la bestia nera Inghilterra e il Brasile campione del Mondo (con Zoff imbattuto per oltre 1000 minuti) era partita per la Germania come grande favorita per il titolo. Invece, quell’armata all’apparenza imbattibile, accolta e sostenuta da decine di migliaia di italiani emigrati in Germania in cerca di fortuna e a caccia di un lavoro, è stata sbattuta fuori al primo turno da una modesta argentina e dalla Polonia, pagando a carissimo prezzo il gol subito all’esordio da Haiti, realizzato dal carneade Sanon. È un’estate difficile per Artemio Franchi, anche perché è stato denunciato da un giornalista inglese, Brian Glanville, che lo ha accusato di aver aiutato Italo Allodi e il faccendiere ungherese Deszo Szoltdi a corrompere gli arbitri che dirigevano le partite delle squadre italiane di club (e anche della Nazionale azzurra) durante gli anni sessanta, attività andata avanti anche negli anni settanta. È un’accusa che regge poco, perché basterebbe ricordare solo che cosa ha combinato pochi mesi prima all’Olimpico l’arbitro olandese Van der Kroft in occasione di Lazio-Ipswich per smontare il castello: un rigore non concesso alla Lazio per una parata di mano di un difensore sulla linea, un rigore inesistente concesso agli inglesi che ha vanificato il tentativo di rimonta della squadra di Maestrelli e che ha scatenato il putiferio sugli spalti e in campo. Risultato: Lazio esclusa da tutte le competizioni europee e squalifica dello Stadio Olimpico. Una squalifica che costerebbe, appunto, la mancata partecipazione alla Coppa dei Campioni.

C’è il precedente del Tottenham che fa ben sperare, perché anche il club inglese è stato squalificato a causa degli incidenti provocati il 29 maggio dai suoi tifosi nella finale di ritorno di Coppa Uefa con il Feyenoord, con Rotterdam messa a ferro e fuoco da quelli che pochi anni dopo saranno etichettati come hooligans e che, proprio in quel caldo agosto del 1974, mietono la prima vittima: è un tifoso del Bolton, accoltellato a morte. Per salvare il Tottenham intervengono addirittura la Regina d’Inghilterra e il primo ministro inglese dell’epoca, che si operano per convincere l’UEFA a cancellare le sue sanzioni. E Artemio Franchi, forse proprio per mettere a tacere le accuse del giornalista inglese Brian Glanville, decide di adottare il guanto di velluto. E proprio su questa recente decisione del presidente dell’UEFA si basano gli avvocati della Lazio presentando il loro appello dopo la sentenza di primo grado che ha cancellato per 2 anni la Lazio dalle competizioni europee. Il giorno del sorteggio della Coppa dei Campioni 1974-1975, quindi, la pallina con il nome della Lazio viene inserita nell’urna, ma sub judice. Peschiamo, come dimostra un rarissimo filmato dell’epoca, i tedeschi dell’Est del Magdeburgo…

http://www.youtube.com/watch?v=WVOGwB5pwV8

Si va avanti a discutere per settimane, la sfida di Coppa dei Campioni con il Magdeburgo è fissata per mercoledì 18 settembre con la Lazio impegnata all’Olimpico. La società, quindi, prenota al Coni lo stadio per il 17 e per il 18, perché per regolamento UEFA deve consentire agli avversari di fare un allenamento in notturna sul terreno di gioco la sera prima della partita. Ma la Lazio, in attesa della decisione finale decide di non mette in vendita i biglietti, attende il verdetto dell’UEFA e la decisione di Artemio Franchi. E il presidente decide di usare il pugno di ferro: niente perdono, Lazio fuori dalla Coppa dei Campioni. A far calare la ghigliottina è stata anche la denuncia di Glanville, ma anche la campagna dei giornali inglesi (senza la Lazio, la strada del Leeds verso la finale è sicuramente più agevole) e probabilmente pure quel gesto con cui Giorgio Chinaglia ha mandato a quel paese Ferruccio Valcareggi al momento della sostituzione durante Italia-Haiti. Quel “vaffa”, trasmesso in Mondovisione, ha provocato uno scandalo pompato poi ad arte per far parlare più del caso-Chinaglia che dell’umiliante eliminazione dell’Italia dai Mondiali. Quindi, viene punito Chinaglia ma a pagare il conto più salato di quello che è successo in quell’estate del 1974 è soprattutto la Lazio.

L’estate più bella, quindi, all’improvviso diventa triste come quelle giornate di pioggia degli ultimi giorni di agosto che annunciano la fine delle vacanze e il ritorno in città. Dopo quella sentenza definitiva mi sento svuotato, privato di qualcosa di prezioso. Tutti noi laziali ci sentiamo come se ci avessero rubato qualcosa, perché quella Coppa Campioni è il coronamento di un sogno cullato per tutta una vita. Non è la Champions League di oggi, dove per entrare basta arrivare quarti in campionato, ma un’elite ristretta, un circolo riservato solo ai CAMPIONI.

Per la prima e unica volta nella storia, quindi, una squadra italiana non partecipa alla Coppa dei Campioni. Non è successo neanche dopo lo scandalo di Calciopoli del 2006, quando la Juventus Campione d’Italia retrocessa in Serie B e il Milan furono allegramente sostituiti con chi era arrivato dietro e quel diritto non l’aveva conquistato sul campo.

Visto che l’Olimpico è stato prenotato ed è a disposizione, per attenuare la delusione dei tifosi e per festeggiare degnamente la squadra la Lazio decide di organizzare il 17 settembre un’amichevole all’Olimpico contro il Bayern Monaco Campione d’Europa. È la squadra in cui giocano Maier, Beckenbauer, Schwarzenbeck, Hoeness e Gerd Muller (nella foto con Chinaglia), che hanno appena conquistato con la Germania il titolo Mondiale. È una notte di stelle e di fuochi d’artificio, anche in campo. Il quella settimana in cui prendono il via le coppe europee, il Bayern è senza impegni perché è qualificato d’ufficio al secondo turno di Coppa dei Campioni come detentore del titolo, come è successo anche al Magdeburgo per la squalifica della Lazio e agli irlandesi del Cork Celtic per il ritiro dell’Omonia Nicosia a causa della grave crisi politica a Cipro che rischia di portare alla guerra civile.

E quella notte, davanti a 60.000 spettatori, la Lazio tiene testa al Bayerno Monaco: va sotto 1-0 dopo 12’ per il gol di Schwarzenbeck, ma nel finale è Franzoni a realizzare la rete del pareggio. Per la cronaca, il Bayern Monaco vince anche quella edizione della Coppa dei Campioni, battendo nella finale di Parigi il Leeds United. Ma quella partita passa alla storia per ben altri motivi, perché i tifosi del Leeds provocano incidenti gravissimi aggredendo i tifosi avversari e distruggendo il Parco dei Principi di Parigi, teatro della finalissima. L’UEFA in primo grado usa il pugno di ferro e squalifica il Leeds da tutte le competizioni europee fino al 1980, ma questa volta in appello Artemio Franchi decide di indossare il guanto di velluto e la punizione esemplare diventa poco più che uno schiaffetto: ovvero, un anno di esilio dall’Europa. Come la Lazio, ma per incidenti molto, ma molto più gravi rispetto a quelli che sono costati alla Lazio, a Maestrelli e ai giocatori la partecipazione alla Coppa dei Campioni e, a noi tifosi, il veder andare in frantumi il sogno cullato per una vita.




Accadde oggi 12.12

1887 Nasce a Roma Alfredo Torchio
1920 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Fortitudo
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Torino 6-0
1948 Milano, Stadio di San Siro - Milan-Lazio 3-0
1954 Novara, stadio Comunale - Novara-Lazio 2-1
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 1-0
1973 Cesena, stadio La Fiorita, Cesena-Lazio 2-1
1982 Reggio Emilia, stadio Mirabello – Reggiana-Lazio 0-0
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 3-1
1995 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-1
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 2-0
2000 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 4-1
2002 Roma, stadio Olimpico - Lazio-SK Sturm Graz 0-1
2010 Torino, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 2-1

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 1/12/2017
 

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