04 Agosto 2017

Estate del 2000, sogni e miliardi...
di Stefano Greco

Quella del 2000 è un’estate da sbornia infinita: lo scudetto arrivato alla fine di un ciclo di successi incredibili e lo strapotere economico di una società che ha alle spalle grandi gruppi industriali come Cirio, Del Monte, Polenghi, Bombril e la Centrale del latte di Roma, fa pensare alla gente laziale che quella pacchia possa durare per sempre, che lo scudetto non sia un punto di arrivo, ma solo un punto di partenza. Cragnotti è l’uomo degli acquisti incredibili, quello in grado di strappare Stankovic alla Roma con un blitz all’alba a Belgrado o di comprare l’incedibile Bobo Vieri in un summit con la famiglia Gil (proprietaria dell’Atletico Madrid) durato poche ore su uno yacht a largo dell’Argentario. Quell’estate il presidente vorrebbe fare l’ennesima rivoluzione: confermare solo i perni di quella Lazio che ha appena vinto scudetto e Coppa Italia e vendere a peso d’oro tutti gli altri. Ma qualcosa lo frena e la rivoluzione a metà porta alla cessione di giocatori come Salas, Almeyda, Conceicao e Boksic, compensate dall’arrivo di Claudio Lopez, Peruzzi e, soprattutto, dall’acquisto di Hernan Crespo, il più costoso nella storia della Lazio: 110 miliardi di lire di valutazione, con 9 miliardi lordi all’anno al giocatore. Per capire di cosa stiamo parlando, basta pensare che fino al passaggio di Higuain dal Napoli alla Juventus, quello di Crepo è stato l’acquisto più costoso nella storia della Serie A. Ma mentre la Juventus al Napoli quegli 88 milioni di euro gliel’ha versati cash e fino all’ultimo euro, per mettere le mani su Crespo Sergio Cragnotti aveva messo su un’operazione in cui a guadagnarci sarebbe stata la Lazio…

Già, perché in cambio di Crespo, la Lazio avrebbe ceduto al Parma Salas, Almeyda (in rotta con Eriksson) e Conceicao, ricevendo circa 20 miliardi come conguaglio. Il NO di Salas alla cessione, invece, fece saltare un po’ i programmi, perché valutati 75 miliardi Almeyda e Conceicao (costati alla Lazio 10 miliardi il primo e 15 il secondo, ovvero un terzo…), la Lazio fu costretta a mettere sul tavolo un assegno da 35 miliardi, compensato in parte dalla cessione di Boksic al Middlesbrough. Sì, perché tutti ricordano le cifre spese da Cragnotti, soprattutto il flop dell’operazione Mendieta, ma in pochi ricordano quanto ha incassato la Lazio grazie alle operazioni di mercato fatte dal suo presidente, con le famose plus-valenze reali e non virtuali come faceva qualcun altro.

Nei primi giorni di agosto del 2000, Hernan Crespo sbarca a Roma accolto a Formello da 7000 tifosi e con il suo arrivo nasce la Lazio più argentina della storia: Veron, Crespo, Sensini, Simeone, Claudio Lopez… Mezza nazionale che indossa in Italia gli stessi colori dell’Argentina.

Quella che viene affidata da Cragnotti a Eriksson è un’armata destinata, nelle intenzioni del presidente (e nei sogni dei tifosi) a lottare per conquistare l’unico trofeo sfuggito alla Lazio in quegli anni: la Champions League. Per far capire quale era la forza dell’organico a disposizione del tecnico svedese, basta ritirare fuori il tabellino di un’amichevole giocata e pareggiata per 3-3 contro il Barcellona i primi di agosto ad Amsterdam (la Lazio vinceva 3-1 dopo 40 minuti e fu rimontata nel finale dal gol di quel Gerard che ci aveva massacrato l’anno prima a Valenzia e dalla rete di Rivaldo) nel quale brilla l’assenza di: Claudio Lopez, Couto, Crespo, Nedved, Negro, Nesta, Simeone e Veron… Robetta, insomma.

È l’estate dei sogni ad occhi aperti, quindi, con al primo posto il sogno di arrivare alla finale di Champions League, a quell’ultimo atto in programma il 23 maggio del 2001 a Milano, in quello Stadio di San Siro in cui poche settimane prima la Lazio ha festeggiato l’accoppiata scudetto-Coppa Italia. E i primi passi di quella Lazio sono impressionanti: 4 gol rifilati all’Inter all’Olimpico l’8 settembre nella finale di Supercoppa d’Italia, 8-1 e 4-0 rifilati rispettivamente allo Shakhtar Donetsk e allo Sparta Praga nel doppio confronto di Champions League e un solo passo falso, a Londra contro l’Arsenal, sul terreno inviolato (per le italiane) di Highbury. Sembra solo un passo falso di scarsa importanza perché la qualificazione alla seconda fase della Champions League è al sicuro, ma in realtà quello di Londra è un campanello d’allarme che, purtroppo, suona inascoltato: qualcosa in quel gruppo si è rotto e la voglia di Eriksson di cambiare aria per volare dall’altra parte della Manica per allenare la nazionale inglese, non fa altro che trasformare quelle crepe in vere e proprie fratture che escono fuori quando l’estate lascia il passo all’autunno e diventano spaccature definitive con l’arrivo dell’inverno e quell’incredibile sconfitta in casa con il Napoli (autogol da cineteca di Pancaro)  che porta al licenziamento di Eriksson e al ritorno di Zoff.

Con il vecchio maestro tornato in panchina dopo aver rotto con la Nazionale, la squadra ritrova entusiasmo, la voglia di giocare e le vittorie fioccano, ma è troppo tardi. Non bastano le gradi giocate di un ritrovato Veron e i gol a grappoli segnati da Crespo (26 in 32 partite) che dopo Piola (2 volte), Chinaglia, Giordano e Signori (3 volte), diventa il quinto bomber laziale a vincere la classifica dei cannonieri, giustificando ampiamente quella cifra record spesa da Cragnotti per acquistarlo. Ah, così, solo per dire: Hernan Crespo due anni dopo fu venduto a 35 milioni di euro (circa 68 miliardi) contro i 35 miliardi versati realmente al Parma…




Accadde oggi 12.12

1887 Nasce a Roma Alfredo Torchio
1920 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Fortitudo
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Torino 6-0
1948 Milano, Stadio di San Siro - Milan-Lazio 3-0
1954 Novara, stadio Comunale - Novara-Lazio 2-1
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 1-0
1973 Cesena, stadio La Fiorita, Cesena-Lazio 2-1
1982 Reggio Emilia, stadio Mirabello – Reggiana-Lazio 0-0
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 3-1
1995 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-1
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 2-0
2000 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 4-1
2002 Roma, stadio Olimpico - Lazio-SK Sturm Graz 0-1
2010 Torino, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 2-1

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 1/12/2017
 

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