20 Maggio 2017

Laziali, grazie per la lezione
di Stefano Greco

Lettera di un tifoso juventino dopo la finale di Coppa Italia

Si può vincere anche quando si perde? Materialmente, sicuramente no, moralmente a volte sì, anche se è una ben magra consolazione perché alla fine contano solo i trofei e di chi è arrivato secondo non si ricorda mai nessuno. O quasi… Già, perché lo spettacolo che è andato in scena mercoledì sera all’Olimpico (prima, durante e alla fine dell’incontro) è un qualcosa di impossibile da dimenticare. Per chi lo ha vissuto dentro lo stadio, ma anche per gli oltre 10 milioni di telespettatori italiani e per le altre decine e decine di milioni che hanno assistito in tutto il mondo a quello spettacolo. È vero, la Juventus ha vinto, anzi, ha stravinto sul campo, ma quando da uno juventino ricevi una lettera del genere, puoi sentirti (come laziale, sia chiaro) orgoglioso anche se sei rimasto con un pugno di mosche in mano. Per questo oggi, in un sabato che precede un Lazio-Inter svuotato di qualsivoglia importanza (se non quella di chiudere bene la stagione), ho deciso di pubblicare questa lettera che ho ricevuto giovedì…

Ciao caro Stefano,

mi ritrovo qui come spesso accade a scriverti dopo l'ennesimo incontro tra le nostre due rispettive squadre: io da vincitore, ma la vera lezione in questa serata di festa me l’avete data voi laziali. E mi sorprendo, perché da papà di 3 figli penso di averne vissute abbastanza di esperienze da cui imparare: il senso delle cose belle e dei rapporti indissolubili, il perché di un abbraccio destinato a durare all'infinito, quel sapore appagante di vittoria, anche dopo una sconfitta. Ho sempre da imparare, sì, da voi laziali. Persone con una linea guida ben precisa, tracciata nella notte dei tempi, refrattaria a qualsiasi bruciatura temporale e contaminazione cittadina, forte di pochi ma assoluti valori che si tramandano, appunto, di padre in figlio. Il rispetto per se stessi, ancor prima dell'avversario, vi rende Uomini veri; la dignità e il senso di appartenenza dei padri perfetti e pronti. E ti confesso candidamente che per questo vi invidio, perché per molti il gioco del calcio rappresenta un passatempo o uno sfogo, una stanza buia dove poter sfogare la propria rabbia per poi credere di uscirne appagati e rinsaviti. Ma non è così, e te lo dice uno che vive a contatto con un ambiente in cui vige il motto: “vincere è l'unica cosa che conta”. A qualsiasi costo, non importa come o se ho imparato qualcosa anche solo partecipando.

Ho sempre da imparare, sì, da voi laziali… perché un bambino può essere consolato dal padre per una sconfitta e l’abbraccio e un bacio la miglior cura. Ma quando vedi un padre ed un figlio sorridere per aver condiviso una sconfitta INSIEME e tornarsene a casa con ognuno il cuore dell'altro in mano, beh allora nel vederli così felici anche dopo una sconfitta capisci che quello che ha veramente perso sei tu.

Ho sempre da imparare e vorrò sempre imparare da voi Laziali. E ti assicuro che non siamo pochi noi juventini a pensarla cosi, quindi con questa lettera credo di esprimere un pensiero diffuso. Grazie a te di cuore, perché ci sei sempre, anche per raccogliere uno sfogo. Non ci siamo ancora mai incontrati di persona, ma mi sento di dirti che voglio bene a te e a tutto il mondo laziale che ti circonda.

Un abbraccio

Alessandro Mita




Accadde oggi 19.10

1919 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Audace 3-1
1930 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 0-1
1941 Milano, stadio San Siro - Milano-Lazio 4-2
1947 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Inter 1-0
1952 Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 1-2
1958 Ferrara, stadio Comunale - Spal-Lazio 0-3
1969 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 5-1
1975 Perugia, stadio Pian di Massiano - Perugia-Lazio 2-0
1999 Maribor, Stadion Ljudski Vrt - NK Maribor-Lazio 0-4
2003 Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 1-0
2008 Bologna, Stadio Dall'Ara - Bologna-Lazio 3-1

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Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/08/2017
 

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