15 Maggio 2017

Treossi e quello scudetto "scippato"!
di Stefano Greco

A distanza di 36 anni, ogni volta che si parla di torti arbitrali esce fuori la storia del gol annullato a Turone in quello Juventus-Roma del 1981 da Bergamo. Anzi, da quel guardalinee che con quella bandierina alzata da il via all’epopea della recriminazione. Addirittura, se su Google digiti “gol di…” automaticamente esce “gol di Turone”. Se si parla di errori clamorosi che sono costati uno scudetto, il alternativa al gol di Turone tutti ricordano il rigore negato da Ceccarini a Ronaldo in quello Juventus-Inter del 1998 per il fallo di Iuliano. Insomma, loro malgrado, Turone, Ronaldo e Iuliano, come Bergamo e Ceccarini, sono entrati nella storia. Se tu nomini Mirri, invece, solo in pochi ricordano ma quando ad un tifoso della Lazio fai il nome di Treossi, puoi stare tranquillo che non solo ricorda, ma cambia espressione. Quel nome, infatti (insieme a quello di Rigato di Mestre), riporta alla mente una delle beffe più clamorose subite dalla Lazio in 117 anni di storia.

Rigato di Mestre entrò negli annali per non aver visto il pallone scagliato su punizione da Seghedoni finire in fondo alla rete e poi uscire dopo averla bucata. Per Rigato, però, nonostante le proteste dei tifosi che affollavano il Flaminio e dei giocatori della Lazio che trascinarono l’arbitro dentro la porta per fargli notare il buco nella rete, quel pallone non entrò mai in rete. Al contrario del gol di Turone o del rigore di Ronaldo, tutte le moviole possibili e immaginabili dimostrarono la validità del gol di Seghedoni, ma quella rete non concessa nella sfida-spareggio con il Napoli costò alla Lazio la promozione in serie A. Treossi, se possibile, fece addirittura di peggio.

Il 15 maggio del 1999, la Lazio di Eriksson è ad un passo dallo scudetto. Il suo vantaggio sul Milan si è ridotto ad un solo punticino (anche a causa di quel gol annullato a Vieri per un fuorigioco inesistente in occasione dello scontro diretto con i rossoneri) e alla penultima giornata di campionato la Lazio va a Firenze per superare l’ultimo vero ostacolo che la separa dalla conquista di uno scudetto strameritato ma che le sta per sfuggire dalle mani. La squadra di Eriksson per restare in testa quel sabato di maggio (si gioca un giorno prima, perché il 19 la Lazio gioca a Birmingham la finale di Coppa delle Coppe) deve vincere a Firenze, perché oramai è scontato che il Milan vincerà sempre. La squadra arriva a quel finale di stagione stanca e dopo aver gettato al vento punti incredibili, come in occasione di quel pareggio concesso ad un Empoli già retrocesso in una partita in cui la vittoria della Lazio non era neanche quotata dai bookmakers per quanto fosse data per scontata.

A Firenze, nonostante tutti i divieti da parte della questura, la Lazio è accompagnata da più 10.000  tifosi che cercano di aiutare la squadra a superare l’ultimo ostacolo, ma le cose si mettono subito male e Batistuta dopo 15’ porta in vantaggio la Fiorentina. Ma la reazione della Lazio è immediata, veemente, con il gruppo trascinato da Bobo Vieri che al 28 pareggia i conti. La Lazio continua ad attaccare a testa bassa ma tra pali, traverse e parate di Toldo non riesce a sfondare. A 20’ dal termine, su un cross da destra, Mirri in piena area aggancia al collo Salas e lo stende, con un movimento con una presa che sarebbe considerata da fallo grave anche a rugby: rigore netto, chiaro come la luce del sole. Per tutti, ma non per Treossi e il suo assistente. Il guardalinee non vede o fa finta di non vedere, l’arbitro circondato dai giocatori della Lazio e nonostante il boato dei tifosi che hanno visto chiaramente il fallo di Mirri su Salas, fa segno di proseguire. L’azione si sviluppa e con mezza squadra che ancora protesta la Fiorentina vola in contropiede  e sullo sviluppo dell’azione Treossi concede un rigore dubbio alla Fiorentina. In campo e sugli spalti si scatena un vero e proprio putiferio. Sembra di assistere al bis del famoso fallo su Ronaldo in Juventus-Inter dell’anno prima, all’ennesimo scandalo, perché quel rigore non assegnato e il penalty assegnato agli avversari nell’azione successiva sembrano il replay di quello che è successo un anno prima al Delle Alpi, solo con magli differenti. Marchegiani para il rigore a Batistuta, ma nonostante l’assalto finale, disperato, la Lazio non riesce a passare e quell’1-1 consegna di fatto lo scudetto al Milan, che sorpassa la Lazio proprio all’ultima curva e poi va a vincere tra le polemiche a Perugia uno scudetto che sa di furto a mano armata.

Treossi, capita nuovamente sulla strada della Lazio qualche mese dopo, nella trasferta di Bari, dove ne combina un’altra delle sue annullando in modo inspiegabile un gol alla Lazio, segnato da Salas. L’arbitro di Forlì, diventa un nemico giurato, forse il fischietto più odiato dai tifosi della Lazio. Per anni, ogni volta che viene interrogato sull’argomento del rigore di Mirri su Salas, Treossi o non risponde o nega di aver sbagliato. E mentre esistono tracce a distanza di 35 di quella famosa moviola sul gol annullato da Turone, di quel fallo di Mirri su Salas in rete si trovano solo pochi fotogrammi: questi…

https://www.youtube.com/watch?v=-6jkO2qCfRc

Questo, invece, è il filmato su quel Lazio-Fiorentina con i gol della partita e con il replay del rigore (inesistente) concesso subito dopo da Treossi alla Fiorentina per il contatto Nesta-Batistuta.

https://www.youtube.com/watch?v=QHZCGPSHelI

Nell’estate del 2003, La7 mi manda al raduno pre campionato degli arbitri a Sportilia. Ottengo il permesso di intervistare tre arbitri: oltre a Collina e all’emergente Trefoloni, inserisco nella lista Treossi che, oramai, è a fine carriera. Quasi a fine intervista, gli faccio una domanda su quel famoso Fiorentina-Lazio, convinto di ricevere la solita risposta banale o un “no comment”, invece Treossi mi confessa candidamente di aver sbagliato e che il peso di quell’errore se lo è portato dietro per anni.

Quel rigore c’era, purtroppo ho sbagliato e chiedo scuso a tutti i tifosi della Lazio per non essere riuscito a vederlo. Ricordo benissimo l’azione, la Fiorentina era in attacco poi perse palla e la ripartenza biancoceleste fu velocissima. Arrivai in ritardo con lo sguardo quando già era accaduto il fattaccio e non potei prendere nessuna provvedimento, anche perché non fui aiutato dal mio assistente di linea. Alla fine della partita ricordo benissimo le lacrime di Maurizio Manzini che mi rivelò l’errore. La sera riguardai l’immagine e capii di aver preso la decisione sbagliata”.

Il “pentito” Treossi, quindi, chiede scusa. E quelle scuse suonano come un’ulteriore beffa, perché mentre Bergamo non ha mai ammesso di aver sbagliato in occasione del gol di Turno e Ceccarini a distanza di 20 anni insiste nel considerare non da rigore quell’intervento di Iuliano su Ronaldo, Treossi quell’errore lo ha ammesso. Anche questo è successo nella storia della Lazio e ogni volta che si marcia verso Firenze o si sente parlare qualcuno di torti arbitrali, la mente di ogni tifoso laziale vola inevitabilmente a quella sfida del 15 maggio, a quell’errore clamoroso (chissà quanto casuale e quanto voluto) che costò alla Lazio uno scudetto già vinto e strameritato. Un vero e proprio scippo, altro che gol di Turone… 




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Accadde oggi 25.05

1924 Campo Oncino, Torre Annunziata - Savoia-Lazio 1-3
1930 Padova, stadio Silvio Appiani - Padova-Lazio 2-1
1941 La Spezia, stadio Alberto Picco - Spezia-Lazio 2-5
1942 Muore a Roma Odoacre Aloisi, uno dei nove Fondatori della S.P. Lazio
1947 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 0-0
1952 Bologna, stadio Comunale - Bologna-Lazio 2-4
1958 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Verona 4-0
1969 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Reggina 0-0
1986 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Cremonese 0-0

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DI PADRE IN FIGLIO
di Andrea Zandera

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 14/04/2017
 

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