10 Maggio 2017

Auguri MILLENOVECENTO! E, forse, addio...
di Stefano Greco

Oggi MILLENOVECENTO compie 6 anni, ma è un compleanno senza gioia, perché ogni giorno che passa aumenta la voglia di dire BASTA, di lasciar perdere e cedere a quella vocina interna che continua a ripetere: “Ma chi te lo fa fare?”… E mai come questa volta, sono tentato dall’idea di dar retta a quella vocina e di chiudere battenti. Più di 3000 articoli scritti, senza fermarsi neanche a Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto nel tentativo di informare, di raccontare quello che nessuno o quasi in questi anni ha avuto il coraggio di dire o di scrivere sul mondo-Lazio e su chi guida questa società. Questo è quello che mi ero prefisso di fare sei anni fa di questi tempi con quei 3-4 amici che mi hanno aiutato a mettere su questo giornale nato per scherzo e diventato qualcosa di importante. Questo è quello che avevo promesso di fare con l’editoriale di apertura del 10 maggio 2011 e, che piaccia o no, questo è quello che ho tentato di fare in questi 72 mesi, restando il più possibile fedele alla promessa fatta e all’impegno preso sei anni fa...

Abbiamo deciso di intraprendere una nuova avventura, perché ci sono momenti nella vita in cui davanti ad un problema devi decidere cosa fare: se mettere tutto in un cassetto e fare finta che non esista, oppure fare qualcosa, qualunque cosa, perché non ce la fai a restare con le mani in mano, fregandotene completamente di quello che succede intorno a te. Nell’annus horribilis 2009-2010 dell’ambiente laziale (non a livello di risultati sia chiaro), di completo sfaldamento di identità e di valori che avevano sempre reso speciale (anche negli errori e in certe imperfezioni strutturali) la tifoseria laziale, con alcuni amici ci siamo chiesti: cosa facciamo? Viste le spaccature interne che hanno portato la gente laziale a dividersi in mille fazioni l’un contro l’altra armata e il piangersi addosso unito ad un complottismo che oramai regna sovrano e che rende parte dell’ambiente laziale sempre più simile a quello romanista, la prima tentazione è stata: lasciamo perdere tutto. Ma arrendersi, non è mai una soluzione. È solo un modo per fuggire da una realtà che non piace, per esiliarsi in attesa di tempi migliori. E allora abbiamo deciso di provare a fare qualcosa, di creare qualcosa. Nonostante una giungla legislativa di bolli, permessi, richieste e documentazioni (ennesimo esempio di come in questo paese si cerchi in tutti i modi di far passare alla gente la voglia di fare qualsiasi cosa), abbiamo deciso di creare una testata online che, non dovendo rendere conto a nessun editore (visto che siamo editori di noi stessi) e che non avendo la necessità di chiedere accrediti per entrare all’Olimpico e a Formello, non avesse bisogno di dare un colpo al cerchio e uno alla botte per non inimicarsi troppo la società. Un giornale INDIPENDENTE, a volte anche IRRIGUARDOSO, comunque una voce fuori dal coro. Un qualcosa che, con tutto il rispetto per tutti i siti e i giornali che parlano di Lazio, attualmente non esiste. Non ci occuperemo di FANTAMERCATO pur di acchiappare qualche lettore e non spareremo titoloni roboanti per ottenere qualche cliccata in più. Cercheremo di raccontare quello che succede senza fare solo e semplicemente da megafono alle voci dei protagonisti, ma possibilmente analizzando quello che dicono. Certo, abbiamo un’idea ben precisa sui personaggi che attualmente gestiscono la Lazio, ma personalmente abbiamo sempre pensato che sparare contro per principio non solo è sbagliato, ma è anche inutile. Se la Lazio, come ci auguriamo, arriverà quarta, il merito sarà di tutti, chiaramente a partire dal vertice, ovvero da Lotito e Reja, passando per Tare. Ma se Lotito dice (come ha fatto) che la Champions assicura 20-25 milioni di euro, gli facciamo presente che quei soldi ci sono ma che in estate sono “virtuali”, perché non li può mettere preventivamente a bilancio visto che li potrà incassare dall’UEFA solo un anno dopo (perché è allora che l’UEFA fa i conti della prossima edizione di Champions League e ridistribuisce gli utili a seconda dei risultati e delle quote spettanti alle squadre di ciascuna nazione a seconda del coefficiente che dal prossimo anno ad esempio ci vedrà scivolare anche negli incassi alle spalle della Germania, oltre che di Inghilterra e Spagna) e che per considerarli reali bisogna pure passare le forche caudine del preliminare. E se si vuole superare un preliminare che ad agosto (non essendo più la Lazio testa di serie) potrebbe vederci opposti alla quarta del campionato inglese (Manchester City) o spagnolo (Villareal), oppure alla terza del campionato tedesco (Bayern Monaco), bisogna investire al buio, senza aspettare di conoscere il proprio destino a fine agosto, a mercato praticamente chiuso, ripetendo l’errore madornale fatto nell’estate del 2007. Ecco, questo è quello che ci siamo prefissi. Speriamo di riuscirci…

I numeri dicono che ci siamo riusciti, anzi, che ci sono riuscito visto che sono al tempo stesso il comandante, il marinaio e il macchinista di questa piccola nave. Ma dopo 6 anni è arrivato il momento di tirare un bilancio e nel farlo, vedendo che anche nei commenti ad un articolo scritto lunedì in cui si parlava solo di bambini e genitori, della bellezza di quel rapporto padri(madri)-figli(figlie) evidenziato dalla festa di colori di domenica qualcuno ha continuato a spargere odio e veleno, in questi giorni mi sono chiesto: ma ne è valsa la pena? E, soprattutto, ma vale la pena andare ancora avanti, mettendoci la faccia, rischiando in prima persona affrontando anche argomenti scottanti per prendersi poi in alcuni casi anche gli insulti di qualcuno che ha la coda di paglia o che si sente depositario della Lazialità? Per quel che mi riguarda, la risposta è NO!

NO, perché è una vita che vado avanti mettendoci la faccia in qualunque cosa (sbagliando anche, ci mancherebbe altro, al contrario di altri non mi considero immune da errori), prendendomi tutti i rischi e mettendoci del mio da tutti i punti di vista: salute in testa. Sono anni che incasso insulti e raccolgo al massimo pacche sulle spalle e medaglie di cartone, da parte di amici reali e virtuali. E allora mi chiedo: MA QUANTO VALE UNA VOCE LIBERA? HA VERAMENTE ANCORA SENSO PER QUALCUNO AVERE UNA VOCE LIBERA O LA GENTE SI ACCONTENTA DI VOCI CHE CAVALCANO QUALSIASI TIPO DI ONDA, DANDO DI VOLTA IN VOLTA AL TIFOSO SOLO QUELLO CHE VUOLE SENTIRE? Ecco, questo è quello che voglio capire nelle prossime settimane, invitando chi ha veramente interesse a continuare a leggere MILLENOVECENTO a farmi capire se c’è ancora questa voglia, questa necessità.

Qui non si tratta di sottoscrivere un abbonamento, perché ho scelto, anche andando contro il consiglio di tanti amici che si occupano di questo, di lasciare MILLENOVECENTO visibile a tutti; qui non si tratta di versare una quota associativa, perché questo lo abbiamo già fatto anni fa e grazie all’aiuto di tantissimi amici che hanno risposto PRESENTE, MILLENOVECENTO ha avuto gambe per continuare a marciare. Qui si tratta di capire se ne vale veramente la pena. Da tutti i punti di vista. Perché a chiacchiere tutti ti manifestano sostegno e ti invitano ad andare avanti nel fare battaglie e nel raccontare cose che nessuno ha la voglia o il coraggio di raccontare, ma poi? Mi piacerebbe capire se sono veramente solo o se c’è qualcuno disposto a condividere con me questa avventura, portata avanti per sei anni con grandi sacrifici, rubando tempo alla famiglia e al vero lavoro: che per me non è MILLENOVECENTO. E neanche la Lazio o scrivere libri, visto che dopo IO&PAUL sono successe tante cose che mi hanno portato alla decisione che quello su Gazza è stato il settimo e ultimo libro. O l’ottavo, considerando che “Dove osano le aquile” l’ho in pratica scritto due volte a distanza di 5 anni.

Dopo 50 anni di Lazio e dopo 6 anni di questa avventura, in queste settimane voglio veramente capire chi e quanto ci tiene veramente a veder continuare a vivere questa voce libera, ben sapendo che la gente viveva prima della nascita di MILLENOVECENTO e continuerà a vivere tranquillamente anche dopo, nel caso in cui decidessi veramente di chiuderla qui. Forse è solo uno sfogo dettato alla stanchezza, oppure è il capolinea di un percorso. Sono sincero, non lo so, perché sono tanti i pensieri che mi affollano la mente in questo periodo. Potrei fermarmi e poi riprendere, ma non credo nelle pause di riflessione, così come non credo ai compromessi. La mia vita è solo bianco o nero, senza grigi che sanno troppo di tristezza. Quindi, oggi mi siedo, rifletto e aspetto, anche se non so chi o cosa aspettare…

AUGURI MILLENOVECENTO. Ma anche auguri a me…




Accadde oggi 21.11

1926 Roma, campo Rondinella - Lazio-Casertana
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Ambrosiana 1-3
1948 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Bologna 8-2
1952 Nasce a Scorzè (VE) Pietro Ghedin
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Pro Patria 2-0
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Monza 2-0
1979 Torino, - Torino-Lazio 0-0
1982 Foggia, stadio Pino Zaccheria – Foggia-Lazio 0-2
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 1-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 4-1
2004 Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 2-1
2010 Parma, stadio Ennio Tardini - Parma-Lazio 1-1

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 10/11/2017
 

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