18 Febbraio 2021

Agguanta la palla Marco Lanna...
di Stefano Greco

Ieri era il compleanno di Beppe Signori, ma non ho scritto il solito pezzo per fare gli auguri a un campione che compie gli anni, raccontando a chi non l’ha vissuto chi è stato o facendo riassaporare a chi lo ha vissuto le emozioni che quel giocatore gli ha regalato negli anni in cui ha indossato la maglia della Lazio. E le emozioni che ha regalto Beppe Signori ai tifosi della Lazio sono state tante: addirittura 127 in appena 195 partite, con la stessa media gol dei due più grandi bomber biancocelesti di tutti i tempi: Ciro Immobile e Silvio Piola. Beppe Signori non è l’ottavo Re di Roma (perché queste cose le lasciamo a "inquelli") ma è stato un re incoronato sul serio all’Olimpico dai tifosi, dopo la conquista del terzo titolo dei cannonieri conquistato in 4 campionati. Impresa riuscita solo a Gigi Riva, unico bomber italiano a salire per tre volte in quattro stagioni sul “trono” e a esser stato incoronato come re dei bomber.

Ne parlo oggi di Beppe Signori, perché quando ci sono due le ricorrenze nel giro di 24 ore, non ci si può sottrarre dal fare un tuffo nel passato. Già, perché tra le tante reti segnate da Beppe Signori ce ne sono alcune più importanti di altre e sono, inevitabilmente, quelle segnate nei derby. E il 18 febbraio del 1996 a Roma è giorno di derby. In quella seconda stagione zemaniana, Beppe Signori viaggia verso la conquista della sua terza corona da re dei bomber e sulla sua strada trova quella Roma che ha già punito in due occasioni: il 6 marzo del 1994 (il giorno dell’esordio in Serie A del “pupone”…) e il 23 aprile del 1995. La Lazio di Zeman viaggia nelle parti alte della classifica in un testa a testa con la Roma che si protrarrà fino all’ultima giornata, con la Lazio che resterà avanti (terza in classifica) per un solo punto. L’attesa per il derby, quindi, è enorme come dimostra lo scenario offerto da un Olimpico che fa registrare l’ennesimo tutto esaurito. Sono in più di 70.000 sugli spalti, accorsi per assistere ad uno spettacolo diverso dallo scialbo 0-0 dell’andata.

Io, tra quei 70.000, non ci sono.  Odio il derby. Da sempre. E chi mi conosce bene lo sa che non è una cosa scritta per darmi un tono, ma è proprio un fastidio che mi trascino dietro fin da quando ero ragazzo e uscivo di casa alle 7 di mattina per vivere in pieno quella partita. Non mi spaventa il risultato finale, ma non sopporto quella sofferenza che precede e accompagna questa sfida, quell’ansia della vigilia e quella tensione che ti toglie il piacere di gustarti la partita e che, a volte, ti consuma al punto da rovinarti anche il post-partita pure in caso di vittoria.

Chi mi conosce bene, sa che a 32 anni ho smesso di andare a vedere il derby. Dal 1994 a oggi, ho derogato solo due volte (il 2-2 di Castroman e il 3-1 firmato Di Canio) a quella che per me è stata una vera e propria scelta di vita. Una scelta talmente drastica al punto che spesso e volentieri in questi 27 anni il derby neanche l’ho visto. Per anni, in occasione della stracittadina mi sono organizzato dei week-end in posti sperduti dove non c’erano radio o decoder, lontano da Roma e addirittura in luoghi dove magari non prendeva neanche il telefonino. Per isolarmi da tutto e da tutti e per evitare la sofferenza di quel derby del 18 febbraio del 1996, sono andato a finire addirittura in Costarica, preferendo la botta secca del risultato annunciato in spagnolo dallo speaker della televisione locale piuttosto che vivere l’agonia della vigilia e della partita.  E così è stato.

Mentre a Roma si gioca in notturna, io sono sperduto al centro della jungla a caccia del sentiero che porta ad una spiaggia dove le tartarughe depongono le uova, chiaramente con la mente fissa a Roma e a quello che accade all’Olimpico, con al fianco una futura moglie romanista quanto io sono laziale. Insomma, un derby vissuto a quasi 10.000 chilometri di distanza dalla Capitale a immaginare e a sognare. Qual è il sogno di ogni tifoso? Vincere il derby all’ultimo minuto, magari su autogol, oppure su un rigore regalato dall’arbitro o dall’avversario, perché più la sconfitta è amara per l’avversario più il sapore della vittoria è dolce per chi trionfa. Soprattutto se quella vittoria arriva nel derby di ritorno, con i “cugini” costretti a “cuocere” per 8-9 mesi in attesa della rivincita. E, soprattutto, a sopportare un’estate di battute e di prese per i fondelli. Perché questo è il vero succo del derby per chi lo vive sugli spalti o 12 mesi all’anno.

Quello del 18 febbraio del 1996, quindi, è per certi versi il derby perfetto: brutto, con due squadre preoccupate di non prenderle piuttosto che di darle, una partita incolore come i derbi d'inizio anni 90 che si avvia verso uno scialbo 0-0 quando, all’improvviso, il destino ci mette una mano. Già, proprio una mano, quella di Marco Lanna, l’uomo del destino che ad una manciata di minuti dal termine sale in cielo e colto da un raptus distruttivo agguanta inspiegabilmente con la mano (anzi, con il pugno…) un pallone destinato a finire tra le braccia di Cervone. Un fallo plateale, un rigore tanto solare quanto assurdo, con Nicchi che non può far altro che indicare il dischetto. A dire, il vero, Lanna ci aveva già provato all’inizio della ripresa a fare un pasticciaccio: per anticipare Casiraghi, era salito in cielo togliendo di testa il pallone dalle mani di Cervone e l’autogol era stato evitato solo grazie al recupero in extremis di Petruzzi. Questa volta tocca a Cervone provare ad evitare la sconfitta, ma Beppe Signori è glaciale: va sul dischetto, piazza i pallone e senza rincorsa spiazza completamente il portiere della Roma che si tuffa alla sua sinistra mentre in pallone finisce in rete vicino al palo opposto. Il tutto, proprio sotto la Curva Nord che somiglia ad un mare in tempesta quando Signori, dimenticando di essere già ammonito, esce dal campo e si arrampica addirittura sulla vetrata per esultare insieme ai suoi tifosi. Gol decisivo e cartellino rosso… la giusta conclusione di un finale assurdo, da derby.

https://www.youtube.com/watch?v=Y3w2s84cVj4

La mia esultanza alla notizia di quella vittoria annunciata da uno speaker della televisione costaricano in lingua spagnola alla fine del notiziario sportivo dedicato al calcio estero, mi costa due giorni di muso da parte della mia futura moglie. Ma come si dice a Roma: sti c…i! Il sapore della vittoria in un derby, soprattutto vinto in quel modo, è talmente dolce da cancellare qualsiasi amarezza. Nella Capitale, a distanza di 10.000 chilometri, Marco Lanna diventa quasi un eroe, al punto che i tifosi laziali gli dedicano un coro che lo perseguiterà per tutta la sua carriera in giallorosso. Sulle note di “La Macarena”, la canzone dei Los Del Rio che impazza in quel periodo (https://www.youtube.com/watch?v=anzzNp8HlVQ), nasce il famoso coro “agguanta la palla Marco Lanna, agguanta la palla Marco Lanna…” che riecheggia all’Olimpico nei due derby della stagione successiva. Anche in quello di ritorno in cui Lanna è assente e che si chiude con il gol di Protti allo scadere e il trenino fatto dai giocatori della Lazio sotto la Curva Sud, a cui si unisce anche un tecnico della RAI, lazialissimo, di cui Sensi chiede (ma non ottiene) il licenziamento.

Ricordi fantastici di un derby unico, di una sfida che negli ultimi anni ha perso un po' il fascino di una volta, di quando la Lazio di Cragnotti lottava per lo scudetto e la Roma di Sensi ci provava: ma il derby è il derby in questa città e non perde mai quel dolce sapore che ti lascia una vittoria contro "gli altri", "inquelli". E noi il sapore dolce di quel 3-0 del 15 gennaio ce lo porteremo dietro almeno fino al 16 maggio...





Accadde oggi 08.03

1931 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milan 1-2
1936 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Brescia 3-0
1942 Firenze, stadio Giovanni Berta – Fiorentina-Lazio 3-1
1953 Palermo, stadio La Favorita - Palermo-Lazio 3-1
1959 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Spal 4-0
1964 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Modena 1-0
1992 Genova, stadio Luigi Ferraris - Genoa-Lazio 1-0
1995 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 0-1
1998 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 2-0
2000 Rotterdam, De Kuip stadium - Feyenoord-Lazio 0-0
2003 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 1-1
2009 Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 0-2

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Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 26/2/2021
 

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