29 Giugno 2016

Egregio dottor Lotito...
di Stefano Greco

Egregio Dottor Lotito…

oggi a Formello, dentro casa sua (non nostra, visto che oramai noi tifosi siamo stati allontanati da Formello) va in scena l’ennesima farsa messa su per tentare l’impossibile: ovvero, riavvicinare la gente laziale a questa società senza anima, che a livello di comunicazione va avanti facendo la guerra a chi tenta di fare informazione e tendendo la mano a gente senza né arte né parte. Se una società dilettantistica si affidasse a pagine Facebook e piccoli siti gestiti da dilettanti per creare consenso, ci potrebbe anche stare, ma che la stessa cosa la faccia un club di Serie A, con un nome conosciuto (nonostante i danni fatti in questi 12 anni…) in tutto il mondo, fa ridere. Anzi, mette quasi tristezza, perché poi pubblicamente si disconosce anche la paternità di eventi come quello di oggi.

Se posso permettermi, Le consiglio di cambiare strategia o di cambiare proprio le persone a cui ha dato in appalto (perché questa è la realtà) la comunicazione della Lazio, perché così non si va da nessuna parte. E si rischiano, anzi, figure di m…a galattiche, specie ora che sta per sbarcare a Formello un personaggio di grandissimo nome ma difficilmente gestibile. E poco propenso ad accettare l’idea di lavorare con gente non all’altezza della situazione. Lo faccia, prima che sia troppo tardi…

Se posso permettermi, Le consiglierei anche di interrompere gli appelli alla tifoseria che mirano ad una improbabile ed improponibile riappacificazione. Le garantisco, non proprio c’è nulla da riappacificare! La vita, molto spesso, è fatta di scelte. E Lei ha fatto le sue da tempo: considera la Lazio roba sua e da anni ci ripete che la lascerà in eredità a suo figlio; il termine Lazialità per lei non esiste (lo ha detto candidamente in un’intercettazione che lo considera una cazz..a) e quando viene tirato in ballo è usato a sproposito se abbinato alle sue gesta, visto che in questi 12 anni ha allontanato da Formello tutto quello che aveva sapore di Lazio e a più riprese ha attaccato personaggi che, a Lei piaccia o no, hanno fatto la storia della Lazio: Chinaglia (il camorrista), Di Canio (il fascista), Cragnotti (il suo incubo), Nesta (il bollito) e la Curva (ladri, spacciatori e papponi)… Lei ha fatto la sua scelta e noi abbiamo fatto la nostra: niente biglietti, niente abbonamenti, niente domeniche allo stadio, niente prodotti ufficiali e per molti anche niente abbonamenti alle tv a pagamento, quelle che la tengono in piedi da 12 anni. Qualcuno ogni tanto torna, qualcuno contesta a corrente alternata, ma in tanti abbiamo deciso di andare avanti fino in fondo, a non tornare indietro fino a quando perdurerà questa situazione: ovvero, fino a quando ci sarà Lei sul ponte di comando, Lei solo a gestire la Lazio.

Per questo, gli appelli sono inutili, perché non c’è niente da riappacificare, non c’è più nulla da ricucire. Lei ha fatto la sua scelta e noi abbiamo fatto la nostra, perché come ho scritto prima la vita è fatta di scelte, di libere scelte, anche e soprattutto quando in ballo ci sono i sentimenti, l’amore.

Dopotutto, non si dovrebbe preoccupare di quello che pensiamo noi poveri tifosi, perché tanto c’è gente molto più importante che le da ragione e che la supporta in questa sua battaglia contro il mondo laziale che la contesta: SKY, Rai, Mediaset fanno a gara nel dipingerla come una sorta di paladino della legalità e del calcio pulito, quasi un esempio da seguire. E si stupiscono ogni volta che gioca la Lazio della contestazione perdurante, dei fischi, degli insulti o delle tribune desolatamente vuote. Il Corriere dello Sport, tranne qualche rara concessione a chi contesta, da anni cerca in tutti i modi di sostenerla nel tentativo di riaccendere un entusiasmo più virtuale che reale, con il supporto di altri giornalisti sparsi in importanti testate e che opinionano anche nelle radio locali. Quindi, con tutto questo “supporto”, perché perde ancora tempo a fare appelli a convincerci a tornare? Che ognuno vada per la sua strada, convinto delle proprie ragioni. Perché tanto il tempo è galantuomo e alla fine tutto torna. Saranno il tempo e gli eventi a dimostrare se ha ragione Lei o se abbiamo ragione noi.

Sempre se posso permettermi, quindi, Le consiglio di utilizzare il suo tempo e tutte le energie non per convincere i tifosi, ma per convincere Bielsa e i giocatori della bontà delle sue idee e dell’esistenza di quel progetto Lazio di cui noi non vediamo traccia: come non abbiamo visto neanche le fondamenta dello stadio delle Aquile e della famosa Academy Bob Lovati presentata in pompa magna il 26 maggio del 2014. Convinca Bielsa, dandogli realmente le chiavi della Lazio e mettendogli a disposizione tutto quello che chiede; convinca Biglia che rinnovare il contratto con la Lazio non significa rassegnarsi all’idea di non lottare mai più per grandi obiettivi; convinca i giovani talenti a non considerare la Lazio un semplice trampolino verso il grande calcio, ma un importante punto d’arrivo come lo era in passato. Cerchi di convincere loro della bontà del suo progetto; cerchi di spiegare loro che razza di squadrone sta preparando per il prossimo anno e che, se avranno la pazienza di aspettare una stagione, fra due anni avranno la possibilità di lottare per lo scudetto, mantenendo fede a quella tabella stilata dal suo braccio destro Igli Tare a gennaio del 2015, quando prospettava una Lazio in lotta per il titolo nell’arco di 2-3 stagioni. Una e mezza già se n’è andata, ma ci sono ancora 18 mesi di tempo per rispettare l’ennesima promessa. Provi a convincere tutti con i fatti che questa non sarà l’ennesima estate di promesse non mantenute, di campioni in arrivo per fare il salto di qualità, di campioni in entrata per sostituire campioni in uscita (Candreva in testa) che a quanto pare sono troppo eretici per credere nelle sue parole. Provi a dimostrare con i fatti che questo non sarà l’ennesimo mercato di illusioni estive destinate a trasformarsi in delusioni autunnali e invernali.

E, sempre se posso permettermi, si concentri bene su chi convincere della bontà dei suoi progetti, perché altrimenti ci ritroveremo pieni di nuovi Manfredini, Sculli, Makinwa, Ederson, Konko, Alfaro, Perea, Braafheid, Bisevac, Mauricio, Djordjevic, Patric e tanti altri che ancora ridono pensando alle cifre strappate e che restano a Formello attaccati ai loro contratti anche a costo di pascolare per mesi sui campi verdi del centro sportivo e non sul prato verde dell’Olimpico, succhiando soldi alla Lazio. Un po’ come le Sue parti correlate, Salernitana in testa…

Ci sarebbe ancora molto da dire, perché 12 anni sono tanti e c’è tanto da raccontare. Ma quello che Le ho scritto basta e avanza per chiudere questa lettera con un classico e formale…

Cordiali saluti…

Ma anche saluti e punto, semmai solo con l’aggiunta delle parole di quella splendida poesia di Gianni Rodari che le calza a pennello: come titolo e come versi…

IL DITTATORE

Un punto piccoletto,
superbioso e iracondo,
«Dopo di me - gridava -
verrà la fine del mondo!»

Le parole protestarono:
«Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e-basta,
e non è che un Punto-e-a-capo».

Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò,
una riga più in basso.




Aspettando lo sponsor da:

PERSI: 39.457.000 €

Accadde oggi 26.04

1925 Roma, campo Rondinella - Lazio-Pro Italia 1-0
1931 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 0-1
1934 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Brescia 3-2
1936 Alessandria, campo del Littorio - Alessandria-Lazio 2-0
1942 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 1-0
1959 Bologna, stadio Comunale - Bologna-Lazio 1-1
1960 Nasce a Piovene Rocchette (VI) Giulio Nuciari
1964 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 0-0
1970 Brescia, - Brescia-Lazio 0-0
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cremonese 3-2
1998 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Parma 1-2
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 0-1

Video

DI PADRE IN FIGLIO
di Andrea Zandera

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 14/04/2017
 

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