03 Marzo 2016

Ecco le prove su chi mente sui numeri: il debito di 550 milioni di euro che Lotito dice di aver ereditato NON E' MAI ESISTITO!
di Stefano Greco

“I 500 milioni di euro, mille miliardi di lire di debito? Non sono mai esistiti, basta vedere il bilancio al 30 giugno del 2004. Anche perché Lotito, o chi per lui, parla sempre dei debiti, ma non parla mai dei crediti che vantava la Lazio e che qualcuno si è ritrovato in cassa. Lotito con i numeri ci gioca, mischiando miliardi di lire e milioni di euro. A lui piace fare così, ma i numeri veri sono scritti nero su bianco nei bilanci. E su quei numeri c’è poco da giocare, ma lui fa sempre così. La realtà poi, per dirla tutta, è che io non avevo nessuna mia azienda che prendeva soldi dalla Lazio, semmai avevo aziende come la Cirio che versavano soldi alla Lazio. E la vigilanza a Formello la faceva il personale della Lazio, mentre per la manutenzione del centro sportivo, la mensa e i servizi non spendevamo le cifre che ho letto negli ultimi bilanci”.

Parole di Sergio Cragnotti, pronunciate senza nessuna vena polemica o astio, anzi, con il sorriso sulle labbra anche se riferite a qualcuno che, invece, da anni gli getta fango addosso. Quelle parole Cragnotti me le ha dette a giugno del 2014, durante una cena organizzata da Franco Capodaglio, ma anche nelle numerose occasioni in cui ci siamo visti nel 2015 e in cui mi ha fornito le prove di quello che diceva: numeri alla mano.

Le ritiro fuori oggi, dopo aver ascoltato ieri lo show di Marco Cavaliere, il direttore amministrativo della Lazio che, tra l’altro, fu assunto proprio da Sergio Cragnotti nel 1999. Quindi, Cavaliere c’era all’epoca di Cragnotti e aver tirato nuovamente fuori la storia dei 500 milioni di euro di debito (aumentandola di 50 milioni, tanto 50 in più o in meno che differenza fa quando si parla di numeri virtuali…) per difendere e incensare Lotito è doppiamente grave: primo, perché bilanci alla mano è falso; secondo, perché visto che all’epoca Cavaliere stava nella Lazio, anche lui era in parte responsabile di quella voragine. E, aggravante, ieri Cavaliere nella sua difesa di Lotito e sui conti della Lazio ha detto: “Essendo la Lazio una società quotata in borsa, bisogna stare attenti a fare determinate valutazioni e a parlare di numeri”.

Giusto, ma i primi a dover stare attenti dovrebbero essere propri i dirigenti di una società quotata in Borsa. Primo fra tutti Lotito, ma anche il dottor Cavaliere, visto che la sua affermazione “Il presidente Claudio Lotito è intervenuto nell’aumento di capitale del 2004 e c’erano 550 milioni di debiti” non risponde al vero. E non lo dico io: lo dice Cragnotti (l’ex datore di lavoro di Cavaliere) e lo dicono anche i bilanci come vedremo in seguito. Sparare numeri a caso, a quanto pare è una moda contagiosa a Formello, partendo da Lotito. Come per la valutazione della mega villa di Cortina d’Ampezzo, che da un’intercettazione all’altra nel 2006 passava da un valore di 60 miliardi a 60 milioni di euro, anche nell’arco della stessa telefonata; oppure, come per i soldi spesi per acquistare il 67% della Lazio (30 milioni di euro contro i 120-150 di cui ha parlato Lotito in svariate interviste), passando per le valutazioni di mercato dei cartellini dei calciatori o le cifre di acquisto di alcuni giocatori (che cozzano poi con quelle che si leggono sul bilancio) e finendo con certe frasi ad effetto pronunciate in tempo di mercato, tipo questa del 25 gennaio del 2014: “Hernanes è un grande talento e come tale la Lazio non l'ha mai messo in vendita, non accettiamo compratori. Diciassette milioni? Con questi soldi si più comprare lo scarpino sinistro di Hernanes”. Il 31 gennaio 2014, Hernanes è stato ceduto all’Inter per 18 milioni di euro. Evidentemente, lo scarpino destro valeva appena un milione…

E a proposito di numeri e di giochi, ricordiamo che il 9 ottobre del 2013 Lotito fu convocato dalla Consob per aver inserito nel bilancio al 30 giugno del 2013 la plusvalenza di 6 milioni e 58.000 euro per la cessione di Kozak all’Aston Villa avvenuta in realtà il 2 settembre del 2013. Ovvero 64 giorni dopo la chiusura del bilancio. La società di revisione dei conti si rifiutò di certificarla e Lotito fu costretto a eliminarla dal bilancio che si chiuse in rosso.

Ma come dice Cragnotti, Lotito ama giocare con i numeri. E allora, per parlare di numeri, sono andato a riprendere quel bilancio al 30.6.2004 e, come aveva detto Cragnotti, non c’è traccia dei 500 milioni di euro di debiti, di quel fardello di oltre mille miliardi di lire di cui parla sempre Lotito e di cui ha parlato ieri Marco Cavaliere, facendo lievitare la cifra fino a 550 milioni di euro. Invece, come aveva detto Cragnotti, c’è traccia di 103,647 milioni di euro di crediti. Sì, avete letto bene, quasi 104 MILIONI DI EURO DI CREDITI! Di cui oltre 56 milioni di euro relativi alle cifre ancora da incassare (pag. 58-59 del bilancio) per la vendita dei vari Veron, Nedved, Nesta, Crespo, Stam e Stankovic; più 37 milioni di crediti verso il Gruppo Cirio (a dimostrazione che le aziende di Cragnotti versavano e non prelevavano soldi dalla Lazio), parte dei quali hanno poi portato all’acquisto a prezzo da saldo avvenuto qualche anno fa del palazzo di Via Valenziani. Pagato 7,5 milioni di euro, non i 22 di cui ha parlato ieri Cavaliere: “Attualmente è in progetto anche la realizzazione di un albergo in centro, attraverso l’acquisto di un immobile al costo di 22 milioni. Un investimento a medio-lungo termine, finanziato attraverso un mutuo dalla durata di 15 anni”. Allora, se l’immobile in questione è quello di via Valenziani, come si legge a pag.42 della Semestrale al 31.12.2015, per quell’immobile la Lazio ha chiesto e ottenuto dal Credito Sportivo (istituto che dovrebbe finanziare l'impiantistica sportiva?!?!?!) un mutuo di 8.100.000 euro per la ex sede Cirio e, udite, udite, “per l’acquisto del pullman per la prima squadra”. Da dove escano quei 22 milioni di euro di costo d’acquisto di cui parla Cavaliere, non è dato saperlo. Ma forse si è “confuso” tra costo di acquisto e valore dell’immobile. Un errore non di poco conto (se casuale) per chi lavora con i numeri; una mistificazione della realtà se quei numeri vengono sbandierati per gettare fumo negli occhi della gente e per, come si dice a Roma, “buttarla in caciara”

Ma veniamo all’elenco dei debiti della Lazio al 30.6.2004, riportati a pag. 66-70 del bilancio: 20,716 milioni con le banche; 48,695 milioni con “altri finanziatori”; circa 5 milioni per “acconti ricevuti”; 13,303 milioni con i fornitori; 151,375 milioni con l’Erario; 60,146 milioni di euro con tesserati (piano Baraldi), procuratori e altro; 27,184 di euro con club stranieri. Insomma, certo non rose e fiori, ma siamo a 326 milioni di euro, che scorporati i 104 milioni di crediti di cui ho accennato prima, portano a 222 milioni di euro di buco. Siamo quindi molto lontani dai 500 milioni di cui ha sempre parlato Lotito e ancora di più dai 550 di cui ha parlato ieri Cavaliere. E, soprattutto, quasi la metà sono relativi a quel debito con l’Erario (oltre 151 milioni di euro) di cui restano da pagare ancora circa 52 milioni di euro. Che uniti agli altri debiti portano al totale di 124,28 milioni di euro di indebitamento attuale della Lazio, come riportato a pagina 6 e 7 della semestrale al 31.12.2015. Ergo, di buco vero e proprio dal 2004 sono stati ripianati poco più di 97 milioni di euro. Una cifra enorme, sia chiaro, ma lontana anni da quello che si è raccontato e favoleggiato in questi anni. E non certo un miracolo se si calcola che in questi undici anni, la Lazio ha incassato oltre 550 milioni di euro solo dai diritti tv. E che 40 milioni di euro sono finiti nelle casse delle aziende di Lotito, le famigerate “parti correlate”, che nel 2004 non esistevano…

Per chi volesse toccare con mano, questo è il bilancio al 30.6.2004, approvato il 30 novembre del 2004. Quindi, proprio da Claudio Lotito che presiedeva l’assemblea annuale degli azionisti. Basta controllare…

http://syndication.teleborsa.it/Nis/NisViewer.ashx?file=8385.pdf&year=2004&filetype=documenti

Aveva ragione Cragnotti, quindi, quei 500/550 milioni non sono mai esisti. Perché Cragnotti avrà tanti difetti, avrà omesso più di una verità, ma non si è mai vantato di cose non fatte e, soprattutto, non ha mai sbandierato progetti inesistenti o comunque senza basi. Lo stadio lo voleva realizzare e non si è fermato ad un disegno, ma ha ancora oggi conservato il progetto (regolarmente pagato) realizzato da una società tedesca, con tanto di costi di realizzazione e studio di fattibilità economica dell’opera. Cose mai viste per il famoso stadio delle Aquile di Lotito presentato in pompa magna nel 2005 e mai depositato al Comune di Roma. E parlando di questo, il discorso scivola sull’Academy, sulle opere di costruzione annunciate (anche in quel caso in pompa magna) da Lotito il 26 maggio del 2014 e di cui non si vede ancora traccia a marzo 2016, anche se era stato annunciato che i lavori sarebbero terminati alla fine dell’estate del 2015. Invece, non sono mai iniziati (perché non è ancora stato presentato il progetto al Comune di Formello), anche se Cavaliere ieri ha nuovamente sbandierato questo progetto come se fosse già pronto e utilizzabile. “Noi, le cose prima le facevamo e poi le annunciavamo”, mi ha detto Sergio Cragnotti chiudendo il discorso su Lotito e i conti della Lazio quella sera.

Già. Vieri prima lo si comprava e poi lo si annunciava, con trattative che duravano poche ore, chiuse sempre con una stretta di mano che valeva più di un contratto scritto. Oppure con blitz improvvisi come quelli a Praga per Nedved o a Belgrado per strappare Stankovic alla Roma, con quell’aereo sempre pronto a partire per trasformare in realtà i sogni dei tifosi. E forse è proprio per questo che a distanza di tempo Sergio Cragnotti è ancora così amato. Perché ha fatto sognare la gente e li ha realizzati quasi tutti quei sogni. Senza raccontare ai tifosi di non essere “uno che vende sogni, ma solo solide realtà”, come fa invece qualcun altro che con i sogni della gente ci gioca. Come con i numeri, con i miliardi di lire e i milioni di euro che si mischiano facendo perdere il conto a chi ascolta.

E a proposito di numeri, Cavaliere ieri ha detto: “È stato creato anche uno studio televisivo, uno radiofonico e una rivista ufficiale. Una serie di manovre che ha portato risultati innanzitutto a livello economico con utili per circa 64 milioni di euro”. Se non ha scherzato con i numeri, per cortesia Cavaliere ci fornisca le prove che studio televisivo, radio e rivista hanno prodotto 64 milioni di euro, perché a noi non risulta. Ci risulta, invece, che un anno e mezzo fa la Lazio sia stata “sfrattata” dalla frequenza che occupava (e sulla quale ora trasmette la Radio Ufficiale della Roma...) perché era in arretrato con il pagamento dei canoni di affitto della frequenza... Altri numeri sballati. Cavaliere ha parlato ieri di una Lazio che nel 2004 fatturava 84 milioni di euro. In realtà, a pag.7 del bilancio si legge che il fatturato di quell’anno ammontava a circa 100 milioni di euro (con una fetta di torta dei diritti tv nettamente inferiore a quella di oggi) ed era così costituito: ricavi da gare per Euro 20,34 milioni; diritti TV ed altre Concessioni per Euro 57,41 milioni; sponsorizzazioni, pubblicità, royalties per Euro 17,39 milioni ed altri ricavi e proventi per Euro 4,33 milioni. Per chiudere, senza scadere in noiosi tecnicismi, ieri Cavaliere nel dare a tutti una lezione su come leggere il bilancio, ha inventato un nuovo principio contabile sulla rilevazione dei ricavi e ha ridefinito il concetto di posizione finanziaria netta... Io non sono né un commercialista né mi occupo di corporate finance, ma ho molti amici che lavorano in quel campo e mi aiutano nella lettura dei numeri. Ieri ho girato le dichiarazioni di Cavaliere e la semestrale della Lazio ad un professionista che si occupa di operazioni di acquisizione di grandi aziende e che per lavoro ha a che fare con bilanci di grandi club di Seria A. Questa è la sua risposta sui debiti della Lazio.

“Senza fare troppa filosofia, è sufficiente dire che quando si parla di indebitamento finanziario netto si devono intendere non solo i debiti finanziari, ma anche i debiti scaduti e/o quelli derivanti da esiti contrari di cause legali che nel momento stesso della soccombenza diventano debiti finanziari. E leggendo il bilancio, ad esempio, non si capisce come vengono contabilizzate tutte le cause che la Lazio è destinata a perdere o che ha già perso in primo o secondo grado e sono oggetto di ricorso. Se fossimo alle prese con una due diligence fatta da qualcuno intenzionato a comprare la Lazio, tutti i debiti scaduti sarebbero riclassificati come debiti finanziari, quindi incorpati in quella situazione finanziaria della Lazio che al momento risulta negativa per 15,16 milioni di euro. Proseguendo l'analisi della situazione patrimoniale della società, anche volendo scorporare i 52 milioni di euro di debito con il fisco, resta un passivo circolante di circa 70 milioni di euro a fronte di un circolante di circa 40 milioni di euro. Quindi, una società in cui il passivo circolante è sempre superiore (quasi doppio, ndr) all'attivo circolante e la gestione operativa genera perdite e non utili, come fa a coprire questo bilancio se non attraverso un aumento di capitale o dismissioni di attività (vendita di immobili o cessione di calciatori, ndr)? Perché i bilanci si leggono e non si inventano”.

E in quello della Lazio c’è scritto (e lo ha scritto la Lazio…) che attualmente la società ha 124,28 milioni di euro di debiti, senza contare quelli delle cause ancora pendenti. I numeri sono numeri. E stanno scritti nero su bianco nei bilanci. Basta volerli leggere, senza gonfiarli o sgonfiarli a seconda delle convenienze come si è fatto per quasi 12 anni con questa storia di quei 500/550 milioni di euro di buco ereditati da Lotito: MAI ESISTITI!




Accadde oggi 19.10

1919 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Audace 3-1
1930 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 0-1
1941 Milano, stadio San Siro - Milano-Lazio 4-2
1947 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Inter 1-0
1952 Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 1-2
1958 Ferrara, stadio Comunale - Spal-Lazio 0-3
1969 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 5-1
1975 Perugia, stadio Pian di Massiano - Perugia-Lazio 2-0
1999 Maribor, Stadion Ljudski Vrt - NK Maribor-Lazio 0-4
2003 Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 1-0
2008 Bologna, Stadio Dall'Ara - Bologna-Lazio 3-1

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/08/2017
 

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