09 Febbraio 2016

Il servilismo di Mediaset, il silenzio di Lotito e... Di Battista!
di Stefano Greco

Non siamo più soli in questa contestazione, la pressione sta iniziando a dare i primi effetti ma abbiamo ancora tanti nemici che si nascondono un po’ ovunque, soprattutto nel mondo della comunicazione. Già, perché c’è modo e modo per parlare alla gente e per fare comunicazione, ma anche per indirizzare l’informazione in un certo modo. Ad esempio, come hanno fatto ieri sera a “Tiki-taka”, in un lunedì in cui abbiamo visto un Lotito teso e silenzioso, lontano parente del personaggio arrogante e borioso di un tempo, ma anche la stoccata lanciata da Alessandro Di Battista a “Il processo del lunedì” a chi da quasi 12 anni gestisce la Lazio tenendola in ostaggio. Un lunedì dai mille volti, da riassumere…

A Roma sta montando un’ondata di dissenso che potrebbe travolgere Lotito perché a cavalcarla sono oramai tutti o quasi? Ecco, allora, che arriva in soccorso dell’amico Claudio la televisione di Silvio Berlusconi. E non c’è nulla di casuale, visto che l’ascesa di Lotito è stata in qualche modo pilotata proprio dal Cavaliere fin dal 2004. Già, perché molti pensano che sia stato Storace a mettere Lotito alla guida della Lazio, ma non è così. A scegliere Lotito, è stato un personaggio (lazialissimo e spinto all’epoca da buone intenzioni…) molto vicino a Silvio Berlusconi: un politico di Forza Italia di cui per rispetto non faccio il nome, che ha pilotato tutta l’operazione e per chiudere il cerchio ha chiesto a Storace di certificare un credito che Lotito vantava con la Regione Lazio per una serie appalti (alcuni dei quali poi ceduti in sub-appalto a terzi…) per garantire la cifra necessaria per aderire all’aumento di capitale. Il tutto con l’assenso di Berlusconi. Lo stesso Cavaliere, con l’intervento altrettanto decisivo di Gianfranco Fini, ha poi spianato la strada per l’accordo tra la Lazio e l’Agenzia delle Entrate. Quell’accordo senza il quale Lotito avrebbe dovuto mollare dopo un anno, perché non aveva i mezzi per pagare quel debito e poteva farlo solo spalmando la cifra e pagando le rate non con soldi suoi, ma con quello che incassa la Lazio. Anche la scalata di Lotito in Lega e in Federcalcio è stata agevolata e appoggiata dal Cavaliere, che aveva la necessità di risolvere l’evidente conflitto di interessi di Galliani (che non poteva continuare a fare il numero due del Milan e il numero uno della Lega) e zittire le voci sul controllo assoluto della società rossonera sul calcio italiano. Serviva qualcuno disposto a fare certe battaglia, quasi una testa d’ariete da scagliare contro i “nemici” (Juventus in testa) e per sfondare qualsiasi porta, ma senza sporcarsi le mani. E Lotito con il passare del tempo si è rivelato l’uomo perfetto. Non fa nulla senza Galliani e, chiaramente, insieme a Galliani è finito mani e piedi nello scandalo-Infront. Già, quello che coinvolge pesantemente Mediaset. Ed allora che succede? Lotito è in difficoltà? Ecco che a “Tiki-Taka” parlando della contestazione che monta confezionano un bel servizio in cui vengono inseriti due dissidenti (Franco Melli e Michele Plastino) circondati da personaggi (di cui volutamente non faccio il nome per non dargli pubblicità) che si schierano dalla parte di Lotito. Così, all’esterno l’immagine che si fornisce della vicenda è quella di una contestazione parziale, dettata dalla Curva da sempre nemica e che ha attecchito solo parzialmente. Ovvero, l’opposto della realtà…

Già, perché in realtà a Roma la contestazione è oramai dilagante: dalle radio alle tv private, passando per i siti d’informazione del mondo Lazio e i social network, oramai si contano sulle dita della mano le persone disposte ancora a difendere Lotito o a concedergli ulteriori chance. Sono loro i veri talebani, non chi contesta. Sono loro, oggi, la “sparutissima minoranza”. Lo sono realmente, come realmente Lotito è in difficoltà, come ha dimostrato l’ottimo servizio fatto ieri da Valerio Cassetta di “Lazialità” che sta facendo il giro del web. Domande incalzanti, con Lotito che camminava a testa bassa, teso e silenzioso, con una domanda rimasta appesa nell’aria e che da sempre chiedevamo di ascoltare: “Quando potranno sognare i tifosi della Lazio con lei presidente?”… Silenzio assoluto da parte di Lotito che si infila in macchina, mentre la risposta l’hanno data tutti quelli che hanno visto il video: MAI. Non è solo il silenzio di Lotito a fare notizia, ma la perdita dell’arroganza e della boria di una volta da parte di un personaggio che in altri tempi avrebbe risposto in malo modo, attaccando e magari minacciando, ma che ora sfila via a testa bassa, oramai circondato da una contestazione che scuote a Roma come a Salerno. Senza contare quella poltrona del potere che scricchiola sempre di più, in Lega come in Federcalcio, oltre alle inchieste e alla consapevolezza che, dopo aver riso per anni di lui e delle sue battute, il mondo del calcio sta in qualche modo mettendo Claudio Lotito da parte, lo sta accompagnando verso la porta. Qualcuno prova ancora a difenderlo o a proteggerlo, ma oramai è un’impresa disperata. L’ultimo tentativo di salvataggio potrebbe arrivare da Gabrielli&co, magari con l’annuncio dell’abolizione delle barriere in curva facendo passare la cosa come una vittoria del lavoro di mediazione da parte di Lazio e Roma, invece che come una scelta di buonsenso oltre che inevitabile, visto che quel provvedimento è contestato oramai da tutti e ha mostrato in modo palese la sua inutilità. Perché ha solo svuotato l’Olimpico senza risolvere nessun problema: Lazio-Napoli docet. Ora quelle barriere verranno spazzate via e sarà una vittoria per chiunque abbia combattuto questa battaglia. Ma l’abolizione delle barriere non risolverà il vero problema, che per noi laziali si chiama Claudio Lotito!

Oramai lo hanno capito tutti e lo dicono apertamente anche personaggi che non sono Ultras e che in passato hanno anche provato a mediare. Primo fra tutti Mauro Mazza, che ieri ha lanciato una sorta di messaggio-appello a Lotito, lo stesso che ripetiamo da anni: “Lotito dovrebbe cercare delle persone che siano in grado di aiutare la Lazio, per farla primeggiare. Lui ha dimostrato di non essere all’altezza. Dovrebbe cercare qualcuno che possa permettere alla Lazio il salto di qualità. Sarebbe un gesto nobile, ma sicuramente non mi ascolterà….”. Lotito si dovrebbe fare da parte per il bene della Lazio, cercando qualcuno in grado di far fare alla società e alla squadra quel salto di qualità che lui non potrà mai garantire. Dovrebbe fare proprio come fece Calleri. Incassare e arricchirsi, pensando al tempo stesso al bene della Lazio. Ma non lo farà mai di sua sponte. Per questo bisogna contestare e isolare il personaggio, svuotando definitivamente l’Olimpico. Perché solo l’isolamento può portare qualcuno a convincere Lotito a fare questo passo. E in questo, come sempre, può recitare un ruolo fondamentale la politica, che come lo ha messo alla guida della Lazio lo può convincere che è arrivato il momento di passare la mano. Per questo l’intervento di ieri di Alessandro Di Battista a “Il processo del lunedì” è da applausi a scena aperta e dimostra che solo una ventata di novità può portare un reale cambiamento: nella vita del paese come in un calcio che non può più essere gestito dai Galliani, dai Lotito e dai Tavecchio.

“Io vado in Curva, mi pago il mio biglietto, sono tifoso della Lazio ma ultimamente vorrei non andarci allo stadio: non tanto perché la Lazio non gioca male, ma per non dare soldi a Lotito. Ma questa è una mia posizione personale”.

Non è solo la posizione di Alessandro Di Battista, è la posizione di migliaia e migliaia di laziali che, piaccia o no a Lotito e a Mediaset, hanno detto basta: a questo modo di gestire il calcio e a questo personaggio che altro non è che la punta dell’iceberg di un sistema marcio che sta distruggendo il calcio italiano e la passione della gente. Quindi, più che creare commissioni per risolvere il problema degli stadi vuoti, Tavecchio dovrebbe iniziare a staccarsi definitivamente dal suo grande elettore e fare anche lui un passo indietro in vista delle elezioni federali che si terranno dopo le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Dove l’Italia del calcio sarà assente. Abete si è dimesso per un mondiale andato male, Tavecchio (e chi lo ha eletto e lavora con lui) dovrebbe fare altrettanto dopo gli scandali e gli errori commessi in questi 18 mesi. Lotito in testa!




Accadde oggi 19.07

1982 Nasce a Roma Diego Favazza
2001 Riscone di Brunico - Lazio-Olympiakos Nicosia 1-0
2004 Sendai - Vegalta-Lazio 2-2
2006 Unterchutzen - Steierselektion-Lazio 0-5
2008 Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Lazio-Auronzo 7-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 12/7/2019
 

142.353 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,258
Variazione del -0,32%