20 Gennaio 2015

Sabato la Lazio presenta la maglia del "meno9" e ricorda Fiorini
di Stefano Greco

“Anche nel cattivo, c’è sempre qualcosa di buono”. E’ una frase che mi ripeteva sempre mia nonna, per aiutarmi a guardare anche oltre l’apparenza, oppure ad apprezzare quel poco di buono che ci può essere nelle persone che sembrano solo cattive o quel raggio di luce che può in qualche modo illuminare i momenti bui. Un po’ come il discorso del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, insomma. E in questo momento, forse il peggiore della storia dal punto di vista ambientale e di rapporto (inesistente o quasi) tra la Lazio società e la sua gente, ieri c’è stato un piccolo raggio di luce nel buio più totale. Poi si potrà discutere a lungo sul “perché” di questo gesto che vi sto per raccontare fatto dalla Lazio (ognuno vedrà il mezzo pieno o mezzo vuoto per difendere o rafforzare i propri convincimenti o le posizioni prese…), ma per il bene che voglio alle persone direttamente interessate io ho deciso di prendere solo il buono di questa cosa, di accontentarmi per una volta del gesto senza preoccuparmi di cosa ci possa essere dietro.

Come molti sapranno, sabato sera la Lazio giocherà contro il Milan all’Olimpico e in quella occasione i ragazzi di Pioli scenderanno in campo per la prima volta con la maglia con l’aquila stilizzata sul petto, con quel disegno a cui tutti siamo legati in modo viscerale perché ci ricorda la Lazio di D’Amico, Giordano e Manfredonia che cercava di risorgere dopo lo sandalo scommesse ma, soprattutto, la “Banda del meno nove”. Quell’immagine di Giuliano Fiorini che corre verso la Curva Nord per esultare dopo il gol segnato al Vicenza, con Gregucci e Esposito dietro e sullo sfondo uno stadio pieno fino all’inverosimile, è il poster di un’intera generazione, una foto che rievoca momenti felici anche se all’epoca eravamo poveri e ad un passo dal baratro sia dal punto di vista sportivo che economico. Ma è la dimostrazione lampante che il tifoso laziale di allora non andava dietro ai risultati, ma ai sentimenti. Perché il vero rapporto tra una società e la gente è legato al “sentimento”, non ai trofei che si alzano al cielo. E questo, ad esempio, Sergio Cragnotti lo ha capito solo dopo, visto che negli anni d’oro non si dava pace del perché la gente mettesse quasi sullo stesso piano a livello sentimentale i successi della sua era con quel gol di Fiorini al Vicenza… Ma sto divagando.

Dicevo, sabato 24 gennaio la Lazio affronterà il Milan all’Olimpico con la nuova versione di quella maglia storica prodotta dalla Macron e per la presentazione ufficiale prima della partita di quella maglia, è stata invitata la famiglia Fiorini, perché il ricordo di Giuliano e resterà per sempre legato a doppio filo a quella maglia e a quell’impresa. Ieri mattina, ad un certo punto mi ha squillato il cellulare, dall’altra parte c’era Tina, la mamma di Giuliano Fiorini. Un tuffo al cuore nel sentire quella voce, con quella cadenza inconfondibile che ti rasserena l’anima. Abbiamo parlato di Giuliano, mi ha ringraziato per quel capitolo che gli ho dedicato in “Maledetto nove”, mi ha confessato che leggendolo più di una volta si è dovuta fermare per l'emozione che le suscitavano certi ricordi, poi tutta contenta mi ha detto: “Ci ha chiamato la signorina della Lazio (Laura Zaccheo…) e ci ha detto che ci aspettano per la presentazione della maglia e poi saremo loro ospiti la sera in Tribuna d’Onore all’Olimpico per Lazio-Milan. Farà freddo, ma sarà una gioia esserci”.

Ecco, sentire quelle parole e Tina così felice perché qualcuno a distanza di tempo ricorda con affetto Giuliano, ti fa dimenticare tutto il resto e non ti fa pensare neanche un momento se questa chiamata fatta alla famiglia di Fiorini può essere una mossa per riconquistare i punti persi in passato. Anche se fosse, non mi interessa, quello che mi interessa è aver sentito Tina così felice, sapere che sabato tornerà a Roma con sua nipote con lo stesso orgoglio e provando le stesse emozioni che le hanno restituito il sorriso quel giorno in cui fu presentato il “Memorial Giuliano Fiorini” andato in scena il 26 maggio. Perché questo è quello che vogliamo noi tifosi, questo è quello che abbiamo sempre chiesto noi alla società: rispetto per la storia e per chi l’ha scritta. Sempre e comunque, senza SE e senza MA, per tutti e non per qualcuno sì e per altri no, a seconda della convenienza o del fatto che il ricordo di certi personaggi possa oscurare in qualche modo chi guida oggi la società. Perché è il tributo a chi ha fatto la storia che ci ha portato a riempire in quel modo lo Stadio Olimpico il 12 maggio, con un pieno di affetto (ancora più che di presenze) che questa Lazio non potrà mai realizzare, perché ha sempre dimostrato di non avere un’anima. Quindi, se per una volta accade, io mi accontento!




Accadde oggi 26.04

1925 Roma, campo Rondinella - Lazio-Pro Italia 1-0
1931 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 0-1
1934 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Brescia 3-2
1936 Alessandria, campo del Littorio - Alessandria-Lazio 2-0
1942 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 1-0
1959 Bologna, stadio Comunale - Bologna-Lazio 1-1
1960 Nasce a Piovene Rocchette (VI) Giulio Nuciari
1964 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 0-0
1970 Brescia, - Brescia-Lazio 0-0
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cremonese 3-2
1998 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Parma 1-2
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 0-1

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 26/3/2019
 

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