12 Luglio 2014

Lotito, Salerno e la farsa della seconda squadra...
di Stefano Greco

“Caccia i milioni o fuori dai coglioni”. Non l’hanno presa bene a Salerno questa stagione, soprattutto il mancato salto di qualità promesso e strombazzato da Lotito. Andare in Serie B in un campionato con Lecce, Perugia e Frosinone non era facile, ma visto che nessuno in tutta la Lega Pro ha potuto contare sul budget che aveva a disposizione la Salernitana, tutti si aspettavano qualcosa in più dell’uscita di scena al primo turno dei playoff. Ma il problema vero, è che a Salerno hanno capito a che cosa serve veramente a Lotito essere proprietario della Salernitana: gli serve per “muovere soldi”. Poi, se ci esce anche qualche risultato sportivo, tanto meglio, perché aumentano le entrate e il valore del club. Ma se non arrivano, amen, tanto lui non ci rimette un solo euro. E, soprattutto, non ci mette un solo euro in questa avventura.

Da quando ha preso in mano la Salernitana, in società con il cognato, Claudio Lotito ha finanziato l’avventura in riva al Golfo con i soldi della Lazio: prima 600.000 euro, poi un fisso di 1,5 milioni di euro all’anno. La scusa? Avere una seconda squadra, un club satellite in cui far crescere i giovani della Lazio. Una scusa. Perché a Salerno Lotito ha spedito solo i giocatori della Lazio che non avevano mercato, quelli che non riusciva a piazzare da nessuna parte, visto che per gli altri che avevano un minimo di mercato chiedeva soldi per il prestito. Ceccarelli, due anni fa doveva andare a Pescara, lo voleva Zeman (che in quella stagione ha lanciato Immobile, Insigne e Verratti), ma il Pescara non voleva pagare il prestito, era disposto anche a dare soldi alla Lazio, ma solo in cambio di una comproprietà o di un premio di valorizzazione. Morale, a Pescara andò Caprari e Ceccarelli fu spedito alla Juve Stabia, in cambio di 80.000 euro. Poco importa )a Lotito) se per Ceccarelli quello è stato un anno perso, lui ha comunque incassato.

Ma torniamo al discorso originario. Lotito è sbarcato a Salerno per allargare il suo giro d’affari. Ha stretto rapporti con il sindaco, ha iniziato a partecipare a gare di appalto, una l’ha anche vinta ma poi l’appalto gli è stato tolto per qualche irregolarità. Da quel momento, stop agli investimenti. Gli avevano proposto l’aerea del vecchio campo Volpe, con la promessa di poter costruire altro che con il calcio non aveva nulla a che vedere, ma bisognava tirare fuori 10 milioni di euro per acquistare dal Comune di Salerno l’area messa in vendita. Chiaramente, non se n’è fatto nulla, perché la politica di Lotito è prima incassare e poi dare, ma il contrario. Per questo, non ha mai investito seriamente nel settore giovanile: a Roma come a Salerno. Se colpi ci sono stati (Keita e Tounkara in testa) sono stati fatti a parametro zero, anche a rischio di tenere ragazzi di 16 anni fermi un anno (come è successo a Keita) in attesa di ricevere il trasnfer. Senza pagare, oppure versano al massimo 80.000 euro di premio valorizzazione. Per non pagare, la Lazio tenne fermo per mesi Kasami, che poi decise di abbandonare Formello, tornò in Svizzera e poi firmò per il Palermo andando da Sabatini che lo aveva scoperto portandolo alla Lazio.

Questa è la realtà. Avere due squadre serve a muovere soldi da un club all’altro, ad allacciare rapporti politici e anche sportivi. Ovvero, tutti i motivi per cui anni fa la Federcalcio decise di abolire le multiproprietà, varando l’articolo 16 bis, che poi in seguito tra deroghe e concessioni è stato completamente disatteso. All’estero, le seconde squadre sono state create per far crescere i giovani, ma con un sistema tale che impedisce a quelle formazioni di poter essere promosse alla fine del campionato. In Italia, è impossibile pensare che una piazza come Salerno si possa accontentare di “partecipare”, quindi si è scelto un ibrido che non porta da nessuna parte, ma che soprattutto non produce nulla a livello sportivo. Ma a livello economico, sì.

"Per valutare il sistema serve capire quanti dei ragazzi in prestito poi tornano effettivamente in Serie A. La Salernitana è la squadra satellite della Lazio: i movimenti tra i due club sono a senso unico, la Lazio ne manda tanti a Salerno, ma da Salerno a Roma? Bisogna dirsi chiaramente se ai giovani si crede davvero o no"

Parole di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Calciatori. Che non è contrario in linea di principio all’idea delle seconde squadre o delle società satellite, ma al sistema-Lotito sì. Già, perché per rispondere alla domanda di Tommasi, da Salerno a Roma non è tornato nessuno. Per essere ancora più chiari: NESSUNO DEI GIOCATORI SPEDITI A SALERNO HA FATTO UN SALTO DI QUALITA’. Non solo non sono tornati alla Lazio, ma non sono neanche stati valorizzati e venduti ad altre squadre. Per il semplice motivo, che non è quello il motivo per cui vengono spediti a Salerno. La Lazio manda ragazzi alla Salernitana per non avere ingaggi da pagare e per poter giustificare in qualche modo il flusso di denaro che c’è tra Roma e Salerno. E che non si limita all’obolo da 1,5 milioni di euro che finiscono dalle casse della Lazio a quelle della Salernitana. Siamo a circa 4 milioni di euro. Quei soldi, sono serviti per coprire la parte di spese che compete a Lotito. Nel senso che mentre i Mezzaroma mettono soldi “veri” per la loro quota parte, Lotito per la sua metà mette i soldi della Lazio. E per farlo, per giustificare quel passaggio di denaro, ci deve essere un movimento di giocatori, ed ecco la scusa della società satellite utilizzata per far crescere i giovani della Lazio.

Una scusa, appunto. Lo sanno tutti, ma tutti fanno finta di non vedere e quando la questione è approdata in Consiglio Federale, si è scelto prima di concedere una deroga e poi di decidere di non decidere. Così funziona il calcio italiano. E questo sarebbe il “nuovo che avanza”, visto che Lotito con l’appoggio del presidente della Lega Pro, Macalli, vuole candidare alla presidenza della Federcalcio Carlo Tavecchio, 71 anni domani. E’ per questi personaggi che dovrebbe passare il rilancio del calcio italiano…




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di Stefano Greco

Titolo Lazio

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