03 Marzo 2014

Ecco perché Lotito non molla la Lazio!
di Stefano Greco

I numeri non sono verità assoluta, perché a volte bisogna anche leggerli, interpretarli. Ma nei numeri, quasi sempre, sono nascoste le risposte a tante domande. E nei numeri dei bilanci della Lazio, c’è la risposta al perché Lotito resta attaccato a questa società come un cane ad un osso, ringhiando a chiunque osi anche solo avvicinarsi. Perché per Lotito la Lazio è vita, visibilità, ma soprattutto sopravvivenza economica, contante vitale per mandare avanti le sue aziende. Anche se lui continua a ripetere che è solo una questione di cuore, che nella Lazio ha investito un patrimonio (la cifra varia di intervista in intervista, passando dai 125 milioni di euro di ottobre ai 150 miliardi di una settimana fa…) senza nessun tipo di ritorno, visto che non percepisce un euro di rimborsi e si paga (e per fortuna visto quanto parla…) anche le telefonate.

Lui dice così, ma i numeri del bilancio della Lazio dicono altro. Basta prendere la relazione consolidata semestrale al 31 dicembre 2013 per capire tante cose e per ottenere molte risposte. Sono tante le voci interessanti, ma quella che balza maggiormente all’occhio si trova tra pagina 40 e pagina 41 del bilancio, alla voce “RAPPORTI CON LE PARTI CORRELATE”. In quelle poche righe, sono descritti tutti i rapporti economici che intercorrono tra la Lazio e 7 aziende tutte di proprietà di Claudio Lotito, con relative cifre versate tra il 1 luglio e 31 dicembre del 2013. Roma Union Security, Gasoltermica Laurentina, Omnia Service, Linda, Snam Sud, Bona Dea e U.S. Salernitana. E la somma delle cifre versate a queste aziende solo negli ultimi sei mesi, ammonta a 5,75 MILIONI DI EURO!!! Sì, avete letto bene, quasi 6 milioni di euro in 6 mesi, alla media di 1 milione di euro al mese. Una cifra enorme, che diventa esorbitante se si pensa che nel giro di un anno è TRIPLICATA!!! Sì, perché prendendo la semestrale al 31 dicembre del 2012, le stesse aziende nello stesso periodo luglio-dicembre 2012, avevano incassato dalla Lazio 1,992 MIONI DI EURO. Alla faccia dell’inflazione…

E allora, andiamo a vedere nel dettaglio come sono cresciuti questi costi. La Roma Union Security (la società di Lotito che si occupa della vigilanza), aveva percepito 191.000 euro nel semestre luglio-dicembre 2012 e ha percepito 190.000 euro nel semestre luglio-dicembre  2013. Stabile anche la Gasoltermica Laurentina che per “la manutenzione del centro sportivo di Formello, dei negozi e la gestione del magazzino merci di tutta la rete commerciale della SS Lazio Marketing” è passata dagli 1,023 milioni di euro del 2012 a 1,130 milioni di euro del 2013. Circa 100.000 euro in più, “robetta” rispetto a tutto il resto. Sì, perché la Omnia Service, ad esempio, che si occupa del “servizio di mensa sia giornaliero che in occasione dei ritiri per i tesserati presso il centro Sportivo di Formello”, è passata dagli 8000 euro incassati un anno fa ai 100.000 incassati quest’anno. E visto che il numero dei giocatori non è cresciuto, come non sono aumentati i giorni di ritiro, come si è passati da 8000 a 100.000 euro di spesa? Misteri di Formello. Ma ancora poca roba rispetto al piatto forte rappresentato da Linda e Snam Sud. Linda nel primo semestre del bilancio 2013-2014 ha incassato dalla Lazio qualcosa come 1,7 MILIONI DI EURO per non meglio specificati “costi complementari alle attivi ricevute per prestazioni di servizi”. Oltre 280.000 euro al mese per un qualcosa che non è specificato e che nello stesse semestre un anno fa era stato pagato dalla Lazio 164.000 EURO COMPLESSIVI! DIECI VOLTE TANTO!!!! Insomma, si passa da una spesa di 164.000 euro a una di 1,7 milioni di euro senza un perché… Stesso discorso per la Snam Sud, passata dai 123.000 euro incassati nello stesso periodo del 2012 ai 910.000 EURO incassati nel semestre luglio-dicembre 2013 per “servizi di assistenza ai sistemi informatici, finanziari, amministrativi, processi organizzativi e logistici aziendali e amministrazione del personale”. Da 20.000 euro al mese (che per l’assistenza sono già una bella cifra) a 150.000 euro al mese, UN AUMENTO DEL 750%, così…  Finita? Magari. Arriviamo al caso più clamoroso, quello della Bona Dea, che “a fronte di costi complementari alle attività ricevute per prestazioni di servizi”, è passata dagli 83.000 euro incassati nel semestre luglio-dicembre 2012, a 1 MILIONE DI EURO tondo, tondo portato a casa tra luglio e dicembre 2013, con un incremento del 1200%. Dulcis in fundo, la consueta “beneficienza” alla U.S. Salernitana, passata a causa della promozione in Lega Pro Prima Divisione dai 400.00 euro dello scorso anno ai 720.000 euro di quest’anno. D’altra parte, a Salerno crescono i costi e noi non vogliamo contribuire raddoppiando gli sforzi economici per “l’utilizzo di diritti commerciali e pubblicitari”? E visto che così sembrava troppo sporca, a questa dicitura riportata nel bilancio dello scorso anno è stata aggiunta quella “nell’obiettivo anche dell’impiego e valorizzazione del proprio patrimonio sportivo soprattutto del settore giovanile”. Così, tutto torna… O no?

Insomma, l’eredità che Lotito ha deciso di passare al figlio, dati alla mano non è proprio legata a questioni di cuore e di valori, a meno che per “valori” non si intenda il gruzzolo che passa dalle casse della Lazio a quelle delle aziende di famiglia, con un incremento del 300% in un anno. “Valori” che rendono, quindi.

Ma voi direte: “Visto che dal punto di vista della gestione economica della società non gli si può dire nulla”, come sostiene qualcuno, a fronte di un aumento del 300% delle spese ci sarà stato un incremento del 300% o giù di lì delle entrate… No, anzi. A pag. 58 del bilancio, si riportano le entrate legate alla vendita del merchandising. 639.000 euro incassati, addirittura 39.000 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno nonostante la vittoria nella finale di Coppa Italia del 26 maggio. Saranno aumentate le entrate al botteghino, allora. NO. A pag.9 si legge che gli spettatori sono passati dai 362.733 del semestre luglio-dicembre 2012 ai 268.745 del semestre luglio-dicembre 2013, con gli incassi scesi da 4,97 milioni di euro a 2,54 milioni di euro in campionato. E nelle coppe dai 54.000 spettatori del 2012 si è passati ai 26.000 dello stesso periodo del 2013, con 410.000 euro incassati a fronte dei 910.000 euro di un anno fa. Vabbé, allora saranno stati azzerati i debiti verso i tesserati. NO. A pag.52 alla voce “debiti verso dipendenti”, figurano 6,42 milioni di euro di stipendi arretrati per il periodo ottobre-dicembre 2013 (ma come, non eravamo gli unici che pagavano regolarmente???), ai quali si aggiungono 4,327 milioni di euro di premi alla squadra da pagare entro aprile 2014 e 2,371 milioni di euro di premi individuali verso tesserati che possono essere pagati entro settembre 2014. E visto che noi non scendiamo a compromessi con agenti e procuratori e non intratteniamo rapporti con “magnager” del calcio, alla stessa pagina figura un bel “sospeso”  pari a 7,6 milioni di euro verso “intermediari”. E chissà che non sia in quel “sospeso” uno dei motivi per cui la Lazio non riesce a fare mercato.

E a proposito di mercato, ecco svelato a pag. 6 il mistero dei 28 milioni di euro spesi in estate. Biglia è costato 8,404 milioni di euro, Felipe Anderson 7,520 e Perea 2,336 milioni. Per un totale di poco superiore ai 18 milioni di euro, ben lontano dai 28 di cui ci si è vantati e al quale vanno scalati i 6,5 milioni di euro incassati per la cessione di Kozak. Che aggiunti ai soldi incassati per la cessione di Hernanes e Floccari (plusvalenza di 16,88 milioni di euro indicata a pag. 13) portano ad un attivo di oltre 5 milioni di euro. Guardacaso proprio la cifra incassata dalle “parti correlate”, ovvero le aziende di Lotito. Ma sarà senza dubbio una coincidenza.

Ultimi dati. A pag.13 abbiamo scoperto che per assicurarci per 5 mesi le prestazioni di Kakuta e Postiga, abbiamo “investito” 2,27 milioni di euro. Un affarone, non c’è che dire. E a pag. 47 abbiamo scoperto che per “il realizzo di ulteriori perdite fiscali concorreranno inoltre nei prossimi esercizi gli effetti della nuova normativa sul “fair play finanziario” e la realizzazione del progetto Stadio delle Aquile”. Insomma, se la Lazio perderà altri soldi in futuro, la colpa sarà di Platinì e di un progetto mai nato, perché a 8 anni e mezzo dalla presentazione del plastico presentato in pompa magna a Formello non esiste ancora né un progetto né un piano di fattibilità. Ma è sempre utile tenerlo in vita, perché altrimenti bisognerebbe spiegare alle banche che i terreni della Tiberina non hanno più il valore di 21,4 milioni di euro messo a bilancio dalla Agricola Alpa (controllata al 99% dalla Micromarket 2000, subholding immobiliare di proprietà di Cristina e Marco Mezzaroma) contro il valore storico di 1,4 milioni precedente al lancio del progetto-stadio. Perché lo stadio non si farà mai e tantomeno su quei terreni, ma tenere in vita un progetto mai nato serve, magari per giustificare altre spese future…




Accadde oggi 21.08

1916 Muore a Porpetto (UD) Florio Marsili, Pioniere
1949 Foligno, Stadio Comunale - Foligno-Lazio 0-7
1977 Varese - Varese-Lazio 2-1
1983 Catanzaro-Lazio 0-0
1988 Pescara-Lazio 2-1
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Espanol di Barcelona 2-1
2000 Karlstad, - Karlstad-Lazio 1-5
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC København 4-1
2004 Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 3-0
2005 Rieti, stadio Centro d'Italia - Rieti-Lazio 0-1

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 9/8/2019
 

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