22 Maggio 2013

Lazio e Macron, perché?

Il marchio identico a quello della maglia della squadra del meno 9, utilizzato dall'azienda emiliana per gli iracheni dell'Al-Javiya e non per la Lazio. All'insaputa della famiglia Casoni proprietaria del marchio con l'aquila stilizzata...

La maglia che ha reso immortale la squadra del “meno nove” indossata da una squadra irachena e per giunta marchiata Macron! Un pugno allo stomaco, un po’ come vedere la donna di cui sei innamorato follemente che di nascosto e dall’altra parte del Mondo va a letto con un altro. L’ennesimo schiaffo a chi crede che il termine “Lazialità” non sia una parola svuotata di ogni significa o come disse una volta Lotito in un’intercettazione “una cazzata”, ma un valore aggiunto, un qualcosa da preservare e che ti spinge anche nei momenti più disperati o di maggiore scoramento a restare attaccato a questi colori e a questa società. Nonostante chi la rappresenta. Ma c’è un limite a tutto. Anzi, ci dovrebbero essere dei confini da non valicare, soprattutto in tempi simili, in cui la gente aspetta anche un piccolo gesto dal sapore di Lazio da parte di una società senza anima e troppo spesso senza valori. Almeno, non quelli che hanno spinto la maggior parte di noi a sposare per tutta la vita questi colori e il nome Lazio.

Il mestiere del giornalista è (o meglio, dovrebbe essere) è quello di scavare, di indagare, di scovare magagne e di chiedere conto a chi sgarra dei propri errori, raccontando alla gente quello che succede in casa nostra o anche dall’altra parte del Mondo ma che ci riguarda da vicino. Così, girando su internet (potere del web), un amico ha scoperto questa cosa. La squadra irachena dell'Al-Jawiya (nella foto) che guarda caso ha come sponsor tecnico la MACRON, indossa questa maglia identica a quella della Lazio di Fascetti, quella della “Banda del meno 9”. Una maglia creata all’inizio degli anni Ottanta e indossata anche dalla Lazio di D’Amico, Giordano e Manfredonia che tornò in Serie A nella stagione 1982-1983. Una maglia di cui i tifosi si innamorarono a prima vista, che tra l’altro è un marchio registrato e di proprietà della famiglia Casoni, perché fu proprio Gian Chiarion Casoni (all’epoca presidente) a ideare quel disegno con l’aquila stilizzata sul petto. Marchio registrato, che Casoni decise di concedere in uso alla Lazio salvata da Calleri da un fallimento oramai certo nell’estate del 1986, perché in quella stagione iniziata con la retrocessione in Serie C, poi trasformata in penalizzazione di 9 punti, serviva qualsiasi cosa per compattare l’ambiente, per dare identità ad una squadra chiamata a compiere un’impresa leggendaria. E grazie alla “Banda del meno 9”, quella maglia è entrata nella leggenda, perché quella foto dell’esultanza di Fiorini dopo il gol segnato al Vicenza con quell’aquila blu su sfondo bianco sul petto, è un’immagine che ogni laziale conserva in quel luogo in cui sono custoditi i ricordi più preziosi di una vita. Quelli che quando apri il cassetto del cuore ti provocano ogni volta gli stessi brividi, anche a distanza di un quarto di secolo. La stagione successiva, la Lazio cambia sponsor tecnico e quella maglia viene messa da parte, ritirata come si fa in certi sport con le maglie indossate dai grandi campioni destinati ad entrare nella storia o nella leggenda.

Da allora, quel marchio è rimasto di proprietà della famiglia Casoni. Più volte, specie dopo l’arrivo di Lotito, in molti avevano chiesto alla Puma di riproporre quella maglia, ma per tanti motivi alla fine l’idea era stata accantonata. Primo fra tutti il fatto che quell’aquila così grande, secondo i responsabili della ditta tedesca, poteva in qualche modo oscurare la visibilità dello sponsor. Con il cambio di sponsor tecnico da Puma a Macron, molti tifosi l’estate scorsa avevano realizzato modelli di nuove maglie della Lazio riproponendo quell’aquila stilizzata sul petto: un po’ per riportare riproporre un ideale di Lazialità che oramai si sta perdendo, un po’ per riempire con qualcosa di veramente laziale una maglia che da sei stagioni è priva di sponsor. La famiglia Casoni, che nel frattempo ha concesso l’uso di quell’aquila stilizzata a “Lazio Family” con la speranza di ricavare dall’affitto di quel marchio soldi da mettere a disposizione delle varie sezioni della Polisportiva che hanno problemi a mandare avanti l’attività, si è mostrata subito disponibile, ma non è mai stata contattata dalla MACRON e quindi come al solito, non se n’è fatto nulla. Oggi, la scoperta che ha lasciato un po’ tutti a bocca aperta: la MACRON quel marchio (regolarmente registrato e quindi protetto sul mercato italiano e nell’area della Comunità Europea) lo ha utilizzato, ma invece che per la Lazio le maglie con l’aquila sul petto le ha fatte per gli iracheni dell'Al-Jawiya! E senza neanche contattare la famiglia Casoni o “Lazio Family”, almeno come atto formale. Né una telefonata né una mail, nulla di nulla, come ho potuto constatare di persona chiamando Marco Chiarion Casoni, figlio di Gian, a cui sono legato da sempre, caduto letteralemente dalle nuvole.

“Sono basito. Ho visto la foto che mi hai mandato e ho pensato ad uno scherzo o ad un fotomontaggio, invece è tutto vero. Il nostro sogno è sempre stato di rivedere quell’aquila sulle maglie della Lazio e utilizzare quel marchio per portare tramite ‘Lazio Family’ un po’ di soldi nelle casse della Polisportiva per aiutare sezioni in grande difficoltà, per fare insomma qualcosa di veramente laziale. Invece ora vedo quel marchio, identico, sulle maglie di una squadra irachena, marchiate MACRON, senza che nessuno ci abbia chiesto nulla”.

Cade dalle nuvole Marco Chiarion Casoni, cade dalle nuvole Paolo Lenzi di “Lazio Family”, si arrabbiano i tifosi della Lazio che si riversano sul sito della MACRON postando la foto e chiedendo spiegazioni. Non ne ricevono. L’unico atto della MACRON è quello di cancellare immediatamente dal sito tutti i messaggi di protesta e le foto dell'Al-Jawiya che indossa quella maglietta blu con l’aquila bianca stilizzata sul petto.

Ora, qui nessuno sta qui a puntare l'indice e ad accusare la MACRON di utilizzo scorretto del marchio, perché nel mercato iracheno quell’aquila stilizzata di proprietà della famiglia Casoni probabilmente non è protetta e quel marchio si può utilizzare, ma visto che a quella maglia è legato il ricordo di una delle squadre della Lazio più amate della storia, il gesto dell’azienda emiliana può essere definito quantomeno di dubbio gusto, se non proprio scorretto. Ma come, tu diventi sponsor tecnico della Lazio e invece che proporre quella maglia per la Lazio lo fai per una squadra irachena? Magari solo per fare una prova, oppure per non pagare alla famiglia Casoni e quindi a “Lazio Family” i diritti di utilizzo del marchio? Una gaffe, grossa, quasi imperdonabile visto che la MACRON era stata invasa l’estate scorsa di disegni di tifosi che avevano proposto modelli con quell’aquila stilizzata sul petto per le maglie della Lazio di questa stagione. Invece che cancellare le mail di protesta dei tifosi della Lazio, la MACRON dovrebbe dare qualche risposta. E la dovrebbe dare anche la Lazio in questo senso, o quantomeno dovrebbe chiedere spiegazioni alla MACRON.

Il nostro compito, è quello di denunciare la cosa. Quello della MACRON e della Lazio è di dare una risposta, di fornire spiegazioni credibili alla famiglia Casoni, a “Lazio Family” e anche ai tifosi. Spiegare, ad esempio, perché è stato possibile fare quella maglia per l'Al-Jawiya e non per la Lazio che gioca domenica la finale di Coppa Italia con la Roma, visto che per l’evento è stata comunque prodotta una maglia celebrativa diversa da quella indossata per tutta la stagione dalla squadra di Petkovic. Restiamo in attesa di risposte, dopo aver incassato l’ennesimo pugno nello stomaco, dopo l’ennesimo schiaffo a quel concetto di Lazialità che per noi è un valore e che per altri forse è solo un “costo economico per l’acquisto di un marchio registrato”.




Accadde oggi 14.08

1944 Muore a Ponte a Ema (FI) Manlio Cappellani
1989 Amichevole pre-campionato Ascoli-Lazio 0-0
1993 La Coruna, stadio Riazor - Deportivo La Coruna-Lazio 1-1(5-3 d.c.r.)
2004 Cadiz - Valencia-Lazio 3-0
2007 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Dinamo Bucarest 1-1
2010 Fiuggi, Stadio Campo i Prati - Lazio-Levante 3-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 05/06/2020
 

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