23 Giugno 2011

I nostri personaggi, la nostra storia: Desiderio Koszegi
di Stefano Greco

Nel 1924, in casa Lazio si pone il problema di come sostituire Guido Baccani, entrato a far parte dello staff della Nazionale. Come è inevitabile in quel momento di fermento e di grandi contrasti interni, la scelta del nuovo allenatore porta ad un nuovo braccio di ferro tra il presidente Ballerini e Olindo Bitetti. Il calcio italiano marcia a grandi passi verso il professionismo, ma Ballerini non si rassegna all’idea e non vuole cedere di un millimetro. Per evitare un nuovo doloroso scontro tra le due anime della società, decide di intervenire in prima persona il cavalier Giuseppe Ercoli, socio vitalizio e giovane dirigente della società.
Considerando il fatto che il calcio in Italia sta diventando oramai un’industria, che il gioco sta subendo un’evoluzione, che nel nostro paese sono sbarcati i primi tecnici stranieri (quasi tutti provenienti dall’Ungheria, considerata allora la nazione leader del calcio europeo, Inghilterra esclusa) e che la Lazio cresciuta in notorietà è chiamata a confrontarsi con squadre straniere e in campionato a giocare con formazioni di altre regioni, il cavalier Ercoli decide che è arrivato il momento di mettere la squadra in mano ad un allenatore straniero. Dirigente brillante, abile nelle trattative e grande esperto di calcio, Giuseppe Ercoli sceglie per la panchina della Lazio un tecnico ungherese, Desiderio Koszegi, il primo straniero nella storia della società. Nato a Budapest il 19 ottobre del 1988, Koszegi è arrivato in Italia subito dopo la Grande Guerra, chiamato in Toscana per guidare la Pistoiese. Ercoli decide di condurre in prima persona la trattativa e dopo un paio di colloqui si convince che quel tecnico ungherese è l’uomo giusto per guidare la Lazio dalla fase di semiprofessionismo o addirittura di dilettantismo puro nell’era del “calcio industriale”, per colmare il gap esistente tra la Capitale e i grandi club del Nord. Per superare le remore di Ballerini, Ercoli decide di firmare un contratto personale con Koszegi e di provvedere direttamente al pagamento dell’ingaggio del tecnico, senza far uscire una sola lira dalle casse della Lazio. Una soluzione di compromesso che trova d’accordo sia Ballerini che Bitetti.
Il passaggio di Koszegi sulla panchina della Lazio, annunciato come una svolta epocale, si rivela però una sorta di fallimento. Presa in mano una squadra che un anno prima ha perso la finale-scudetto con il Genoa e che può contare su fuoriclasse del calibro di Bernardini e Sclavi, nel girone preliminare romano non riesce ad andare oltre il secondo posto, dietro all’Alba, ma davanti alla Fortitudo. E questo basta per passare al girone di semifinale, dove la Lazio finisce a pari punti con l’Anconitana. Presi dai festeggiamenti per il 25° anniversario della fondazione della Lazio, ma anche dai cambiamenti di modulo e di ruolo che Koszegi impone ad alcuni giocatori (Sclavi viene schierato a volte in attacco al fianco di Bernardini) i laziali si distraggono e perdono per 1-0 lo spareggio con l’Anconitana, che conquista il diritto a disputare la finale del campionato di Centro-Sud con l’Alba.
La prima annata di Koszegi finisce male, la seconda inizia addirittura peggio. Sclavi e Vojak, ricevono un’offerta economica dalla Juventus. Bitetti ed Ercoli cercano di convincere Ballerini a fare un’offerta ai due giocatori, ma il presidente questa volta è irremovibile. Risultato: Sclavi e Vojak vanno alla Juventus. Senza due dei suoi giocatori migliori, nonostante la classe di Bernardini la Lazio fatica e Koszegi non si rivela quel valore aggiunto come ha ipotizzato il cavalier Ercoli. La squadra esce di scena dalla fase romana con un terzo posto in classifica alle spalle di Alba e Fortitudo che segna la fine dell’avventura in biancoceleste di Desiderio Koszegi. Lasciata la Lazio il tecnico ungherese va ad allenare il Catanzaro e poi torna alla Pistoiese, senza lasciare però grande traccia del suo passaggio, al contrario del suo connazionale Arpad Weisz, che quell’anno smette di giocare e come allenatore conquista uno scudetto con l’Inter e poi addirittura due alla guida del Bologna. Ma non è la prima e non sarà l’ultima volta in cui la Lazio sceglie lo straniero sbagliato.
                                   




Accadde oggi 19.12

1920 Roma, campo della Rondinella - Lazio-U.S. Romana 2-1
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Atalanta 4-0
1948 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Modena 5-1
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 2-1
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Perugia 4-1
1982 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Milan 2-2
1993 Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 1-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Piacenza 2-0
2002 Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 1-2
2004 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 3-0
2007 Roma, Stadio Olimpico, Lazio-Napoli 2-1
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 3-2

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Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 07/12/2018
 

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