23 Marzo 2011

I NUMERI DELLA GESTIONE LOTITO
di Stefano Greco

A me hanno insegnato che accontentarsi della mediocrità per il timore di un futuro incerto, è già una sconfitta nella vita. Ad esempio..... Calleri era buono per la salvezza in B e per tornare in A, per diventare la Lazio che siamo stati, era necessario un cambiamento. E Calleri, da bravo imprenditore, ha monetizzato il suo investimento lasciando il passo a qualcuno in grado di investire capitali che lui non aveva. Non ci ha tenuto ostaggio per anni per appagare la sua voglia di vetrina (e caratterialmente Calleri non era tanto diverso da Lotito) o la sua necessità di fare soldi tramite la Lazio per restare economicamente galla, considerando i problemi economici del gruppo-Lotito (oltre 150 milioni di euro secondo questo articolo del 29.1.2010 dell'Espresso, mai smentito ...... http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lotito-al-tramonto/2120185//1 ).
Lotito ci assicura la sopravvivenza (a dire il vero ce la assicurano i diritti televisivi, le uniche entrate in crescita), ma dal suo arrivo ha dimostrato un'incapacità cronica nel trovare nuove risorse per garantire alla Lazio un futuro diverso. E questa mancanza di nuove risorse (giustificata con l'impossibilità di costruire lo stadio), condanna la Lazio alla mediocrità. lo dicono i numeri.
 
Al suo arrivo avevamo uno sponsor (la Siemens) che garantiva alla società 7,5 milioni di euro (più premi) a stagione: ora su quel fronte le entrate fanno segnare in questa stagione ZERO. Siamo senza sponsor da 4 stagioni (tranne sponsorizzazioni spot come EDILEUROPA e similari, che non è mai stato possibile sapere a quanto ammontavano.....). E' vero che il calcio italiano non tira più come dieci anni fa, è vero che non tutti hanno alle spalle una banca come Monte dei paschi che fino allo scorso anno garantiva al Siena 13 milioni di euro all'anno di sponsorizzazione, ma è anche vero che vedere una società di Roma senza sponsorizzazione (e non per scelta come fa il Barcellona) è un dato di fatto preoccupante e che dimostra poco interesse o incapacità nel portare nelle casse della società soldi da investire.
Nonostante gli strombazzamenti vari, la rivista non arriva a 100 abbonati e vende pochissimo, la web-radio non porta utili e i Lazio Style incassano meno di quello che incassavano i Lazio Point.
Ma il dato più preoccupante è legato al crollo verticale delle entrate al botteghino. Basta leggere la tabella qui sotto (i dati sono quelli forniti dalla Lega Calcio, pubblicati ogni anno dall'Almanacco Illustrato del calcio della Panini) per capire le dimensioni sia economiche che di prospettiva di questa flessione:
 
STAGIONE 2003-2004:   17 PARTITE, 873.810 SPETTATORI, INCASSO 12,935 MILIONI DI EURO
STAGIONE 2004-2005:   19 PARTITE, 726.129 SPETTATORI, INCASSO 11,295 MILIONI DI EURO
STAGIONE 2005-2006:   19 PARTITE, 528.862 SPETATTORI, INCASSO   8,360 MILIONI DI EURO
STAGIONE 2006-2007:   19 PARTITE, 460.334 SPETTATORI, INCASSO   7,401 MILIONI DI EURO
STAGIONE 2007-2008:   19 PARTITE, 415.775 SPETTATORI, INCASSO   6,631 MILIONI DI EURO
STAGIONE 2008-2009:   19 PARTITE, 656.802 SPETTATORI, INCASSO   7,795 MILIONI DI EURO
STAGIONE 2009-2010:   19 PARTITE, 702.608 SPETTATORI, INCASSO   4,731 MILIONI DI EURO
 
E in questa stagione, sono in ulteriore flessione sia le presenze allo stadio che, di conseguenza, le entrate. Che oramai non arrivano neanche più a coprire la rata di quasi 6 milioni di euro da versare ogni anno all'Erario per la transazione con l'Agenzia delle Entrate del 2005 (scadenza 2027), per cui erano stati dati a garanzia gli incassi al botteghino.
 
Guardando i piazzamenti in campionato delle stagioni sopra riportate, si può notare che questa flessione non è legato solo ed esclusivamente al piazzamento della squadra e quindi all'andamento del campionato, perché nella stagione 2006-2007 la Lazio è artrivata terza ma allo stadio c'era meno gente rispetto alla stagione scorsa, quando pur con la squadra in lotta per la salvezza all'olimpico si sono registrati 240 spettatori in più rispetto all'anno in cui si lottava per un posto in Champions League.
 
Un qualsiasi imprenditore, a fronte di questi numeri dovrebbe passare la mano per MANIFESTA INCAPACITA', oppure prendere atto di un fallimento gestionale. E se non lo facesse lui, qualcuno dovrebbe farglielo notare. Invece da noi Lotito viene in alcuni casi addirittura esaltato, dipinto come un genio della gestione. Certo, la Lazio oggi ha circa 42 milioni di euro di monte stipendi, contro i quasi 80 del 2004, ma il ridimensionamento è stato generale. Basta pensare che nel 2004 la Lazio era la quarta società come monte ingaggi (alle spalle di Inter, Milan e Roma) mentre ora è quinta. lotito è stato bravo ad arrivarci prima di altri, per carità, ma il ridimensionamento del calcio italiano è lampante. E lo testimonia la classifica UEFA: nel 2004 eravamo al primo posto (con 4 biglietti garantiti per la Champions League), mentre ora siamo scivolati al quarto posto sorpassati da Inghilterra, Spagna e Germania e dalla prossima stagione avremo solo 3 posti per la Champions League, con ulteriore ricaduta economica negativa sui bilanci. Volendo poi fare i pignoli, si può anche dire che non bisogna essere dei geni o dei maghi della finanza nell'abbattere il monte-stipendi quando si sostituisce, ad esempio, Stam con Biava, Stankovic con Brocchi, Crespo con Rocchi.... E si potrebbe andare avanti all'infinito, ricordando anche che alle cifre del monte-ingaggi andrebbero aggiunte anche quelle cifre che a bilancio vengono messe sotto la voce di COMMISSIONI, che a volte altro non sono che un modo per "rimpinguare" l'ingaggio di un giocatore versando una cifra annuale ad un procuratore o ad una società che cura gli interessi di un calciatore. E che sono oggetto dell'inchiesta Federale sui casi Cruz e Zarate tornata alla ribalta dopo la rissa televisiva tra Paolo di Canio e il presidente Lotito....
 
Questi sono i numeri, nudi e crudi. Numeri abbastanza spietati e che non offrono garanzie di crescita per questa società. A meno che non si continui a sperare in un ulteriore ridimensionamento da parte delle concorrenti con questo famigerato FAIR PLAY FINANZIARIO. Ma è un'illusione, perché numeri alla mano anche con il FAI PLAY FINANZIARIO società come Milan, Inter, Juventus, Roma e Napoli, sono destinate ad incassare più della Lazio e quindi ad avere a disposizione maggiori risorse da investire sul mercato.




Accadde oggi 30.09

1923 Tivoli, campo di Villa Gregoriana - Tivoli-Lazio 3-3
1928 Bologna, stadio Littoriale - Bologna-Lazio 6-2
1934 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Livorno 6-1
1951 Roma, stadio Torino - Lazio-Inter 1-2
1956 Roma, stadio Olimpico - Lazio-L.R.Vicenza 2-0
1979 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 2-1
1984 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 1-1
1990 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-1
1997 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Vitoria Guimarães 2-1
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 0-0
2004 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Metalurh Donetsk 3-0
2006 Torino, stadio Olimpico Grande Torino - Torino-Lazio 0-4
2007 Reggio Calabria, stadio Oreste Granillo - Reggina-Lazio 1-1

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

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