21 Marzo 2011

Presuntuosi e vittime
di Stefano Greco

La magia di Zarate; il gesto di follia di Matuzalem; la rabbia di Reja; uno stadio desolatamente vuoto a testimonianza della spaccatura oramai insanabile tra la gente laziale e la società. Sono queste le cartoline di Lazio-Cesena, le immagini che restano maggiormente impresse di una partita che non passerà certo alla storia per lo spettacolo offerto in campo dalle due squadre.
Non era facile per la Lazio ripartire dopo il terzo schiaffo stagionale nel derby. Non era facile perché la quinta sconfitta consecutiva nella stracittadine aveva lasciato ferite profonde, difficilmente rimarginabili in pochi giorni e che, anche una volta che saranno rimaneggiate, lasceranno per sempre il segno. Non era facile, anche perché questa squadra non ha un animo battagliero, non ha nel suo DNA quel furore agonistico che in passato ha caratterizzato, invece, tante Lazio (magari meno forti) che si sono meritate il rispetto e l'amore della gente non tanto per i risultati ottenuti, ma per il sangue e il sudore versati nel tentativo di ottenerli. Nonostante i precedenti negativi (sconfitte contro Cesena all'andata e Bologna al termine di prestazioni imbarazzanti), invece, questa volta almeno a livello di risultato la squadra ha reagito. Merito del lampo di Zarate, di un gol che dopo appena 80 secondi ha scacciato i fantasmi che hanno accompagnato i giocatori in questa settimana da incubo, ma non la crisi.
Il gol di Zarate consente alla Lazio di continuare a credere o sperare nel quarto posto e di allungare nuovamente sulla Roma. Già, Zarate, il "mistero buffo" di questa stranissima stagione. Tornato a fare l'attaccante, ha ritrovato il gol che gli mancava da dicembre, guardacaso da quando aveva giocato per l'ultima volta da attaccante, senza quei compiti di copertura che a volte lo fanno sembrare più un terzino che un attaccante. Segna Zarate e con il rientro di Dias la difesa ritrova la solidità perduta. A rovinare la giornata, è arrivata l'ennesima follia di Matuzalem. Perdonato nel derby per la passeggiata sul volto di Totti, contro il Cesena il brasiliano ha rifilato una manata a palla lontana a Luis Antonio Jiménez che gli costerà almeno tre giornate di squalifica con la prova tv e che costringerà la Lazio a giocare lo scontro diretto con il Napoli senza un regista di ruolo. Un peccato, una stupidaggine, perché nell'era delle tv è impossibile pensare di fare un simile gesto sfuggendo all'occhio spietato delle telecamere.
Il discorso sulle esternazioni di Reja e Lotito meriterebbe un libro più che un capitolo a parte. Entrambi, continuano a chiedersi il perché della frattura che si è creata tra loro e la gente. Se per Reja la cosa può essere più comprensibile, perché i suoi ragionamenti si basano solo ed esclusivamente sui numeri (ovvero sui punti ottenuti dalla squadra sotto al sua gestione), fa sorridere l'idea che dopo quasi sette anni Lotito si chieda ancora i motivi della contestazione, i perché della frattura tra lui e la gente, di uno stadio settimana dopo settimana sempre più vuoto.
A volte, basterebbe guardarsi allo specchio o dentro per avere certe risposte. A patto di farlo in modo sereno e onesto, senza la presunzione di avere sempre ragione o di essere vittime di chissà quale complotto.





Accadde oggi 30.09

1923 Tivoli, campo di Villa Gregoriana - Tivoli-Lazio 3-3
1928 Bologna, stadio Littoriale - Bologna-Lazio 6-2
1934 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Livorno 6-1
1951 Roma, stadio Torino - Lazio-Inter 1-2
1956 Roma, stadio Olimpico - Lazio-L.R.Vicenza 2-0
1979 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 2-1
1984 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 1-1
1990 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-1
1997 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Vitoria Guimarães 2-1
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 0-0
2004 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Metalurh Donetsk 3-0
2006 Torino, stadio Olimpico Grande Torino - Torino-Lazio 0-4
2007 Reggio Calabria, stadio Oreste Granillo - Reggina-Lazio 1-1

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

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