16 Marzo 2011

Cesar a Radio Manā Manā
di Federico Farcomeni

“C’č modo e modo di gestire una societā… quella del 2003 fu intelligente ad andare incontro alla gente”

“La situazione allo stadio oggi non è comprensibile. C’è modo e modo di gestire una società. All’epoca Ugo Longo, Baraldi e Pessi furono intelligenti ad andare incontro alla gente”. Così Cesar Aparecido Rodriguez, intervenuto ai microfoni di Lazio Patria Nostra (la trasmissione di Radio Manà Manà 89.3 dedicata ai tifosi laziali).

L’ex terzino biancoceleste ha paragonato la Lazio di oggi a quella della Banda Mancini con cui lui stesso fu protagonista. Una partita in particolare è emblematica di quella stagione, la vittoria corsara in rimonta e all’ultimo minuto al Garilli di Piacenza in mezzo alla nebbia fitta. “Io quella partita non la giocai - ricorda Cesar - ma la vidi solo da casa. Quando accesi la televisione, stavamo già sotto 2-0 e mi chiesi: ‘perché? Ma che sta succedendo?’ In fin dei conti, fino a quel momento avevamo vinto tante partite e non era una situazione spiegabile, con tutto il rispetto per il Piacenza”.

Quella stagione fu entusiasmante e culminò con l’inaspettata qualificazione in Champions League. La ‘Banda Mancini’ si formò quella sera, durante l’amichevole con la Juventus, quando migliaia di tifosi si presentarono all’Olimpico delusi per le cessioni di Nesta e Crespo. “Quella stagione partì così e poi più passavano le domeniche più il gruppo si cementava e diventava forte. Arrivammo a dicembre di quell’anno quando già era cambiata la presidenza e avevamo delle motivazioni sempre maggiori. Senza Nesta e Crespo perdevamo dal punto di vista qualitativo, è vero, ma lottammo comunque pur senza aver percepito sei mensilità di stipendio. Proprio dopo Piacenza eravamo primi in classifica. Nessuno si era permesso di fare causa o mettere in mora la società: fino a quel momento la Lazio aveva dato tantissimo a tutti, e noi dovevamo dare qualcosa in cambio alla Lazio. Il gruppo era allegro e aveva dei professionisti da scudetto. Ogni domenica diventavamo sempre più forti anche per il rispetto reciproco che c’era tra i giocatori”.

Una situazione che, soprattutto sugli spalti, non ricalca minimamente quella attuale. “Con il presidente Lotito ho discusso quando sono andato via, anche se poi è rimasto il rispetto reciproco. Ci sono modi e modi di gestire le società. In quel momento c’erano delle problematiche assurde, ma non si è mai sentito niente. La società di allora fu intelligente a capire i meccanismi, e ad andare incontro alla gente. Il calcio non è un’azienda. Oggi il presidente deve essere rispettato per tutto quello che ha fatto visto che ha salvato la Lazio, una cosa fondamentale. Invece sugli spalti è tutto il contrario. Tanti tifosi non vanno più per questo rapporto con il presidente. E tutto questo comporta una serie di componenti che non danno il piacere di seguire le partite”.




Accadde oggi 30.09

1923 Tivoli, campo di Villa Gregoriana - Tivoli-Lazio 3-3
1928 Bologna, stadio Littoriale - Bologna-Lazio 6-2
1934 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Livorno 6-1
1951 Roma, stadio Torino - Lazio-Inter 1-2
1956 Roma, stadio Olimpico - Lazio-L.R.Vicenza 2-0
1979 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 2-1
1984 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 1-1
1990 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-1
1997 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Vitoria Guimarães 2-1
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 0-0
2004 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Metalurh Donetsk 3-0
2006 Torino, stadio Olimpico Grande Torino - Torino-Lazio 0-4
2007 Reggio Calabria, stadio Oreste Granillo - Reggina-Lazio 1-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

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